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Sprint dell'Europa, Piazza Affari supera primo test trimestrali

di Eleonora Micheli e Stefania Arcudi


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(AFP)

4' di lettura

Borse europee ai massimi da inizio dicembre scorso (+1,2% lo Stoxx Europe 600) spinte da una serie di trimestrali convincenti, che hanno messo il turbo al comparto energia (Bp a Londra ha guadagnato il 5,2% dopo i conti), costruzioni e beni di consumo e nonostante il rallentamento di vendite al dettaglio e indice Pmi. Sostegno anche da Wall Street, che ha chiuso in territorio positivo (Dow Jones +0,67%, Nasdaq +0,74%, S&P + 0,46%) in attesa del discorso sullo Stato dell'Unione del presidente americano Donald Trump e di indicazioni anche sul braccio di ferro con la Cina. Parigi ha così guadagnato l'1,66%, Francoforte l'1,71%, Londra il 2% circa e Madrid l'1,18%. Anche Piazza Affari ha trovato lo spunto per chiudere in buon aumento (+1,16% il FTSE MIB), nonostante il rialzo dello spread a 262 punti (257 ieri), grazie all'accelerata delle banche e nonostante i rapporti più tesi tra Movimento 5 Stelle e Lega, in vista del voto sull'immunità di Matteo Salvini. Comunque fa ben sperare il fatto che sembra essere stato trovato un accordo sulla nomina di Paolo Savona, attuale ministro agli Affari europei, alla presidenza della Consob.

Spread BTp/Bund

A passo rapido le banche, svetta Amplifon
A Piazza Affari maglia rosa per Amplifon (+4,51%), in buono spolvero con tutto il comparto sanità (Recordati +3,24%, Diasorin +2,25% e, fuori dal listino principale, Molmed+2,52%), sulla scia dell'alleanza strategica tra Gsk e la tedesca Merck. A fare da traino al listino sono state soprattutto le azioni delle banche con Banco Bpm e Ubi Banca in prima fila.Guadagni più contenuti per Finecobank (+1,2%) e Intesa Sanpaolo (+1,59%), dopo i rispettivi bilanci. Intesa ha archiviato il 2018 con un utile netto di 4,05 miliardi (+6% al netto del contributo pubblico da 3,5 miliardi percepito l'anno prima per le banche venete). L'istituto ha già annunciato che distribuirà 3,45 miliardi come dividendi. Finecobank, guidata da Alessandro Foti, ha invece chiuso il 2018 con un utile in rialzo del 12,7% a 241,2 milioni di euro.

Occhi puntati su Telecom Italia, che ritrova quota 0,5 euro
Tim (+1,89%) ha riconquistato la soglia di 0,5 euro (0,5024 euro il valore finale), nell'attesa delle evoluzioni sulla rete, dopo le nuove accuse mosse da Vivendi al socio Elliott. Si guarda all'incontro tra i vertici della compagnia con quelli di Open Fiber per valutare eventuali accordi commerciali. Potrebbe comunque essere analizzata anche un'integrazione delle due aziende, anche se nei giorni scorsi l'ad di Enel, Francesco Starace, ha detto che prima dovrebbe essere fatta chiarezza sulla posizione di Telecom e sulla sua governance. Nei giorni scorsi, comunque, l'ad di Cdp, Fabrizio Palermo, ha dichiarato che «Cassa Depositi e Prestiti è a favore della rete unica».

Fca risale la china, debole la Juve, St in coda
Fiat Chrysler Automobiles è partita in calo, ma poi ha virato al rialzo, nonostante rimangano i dubbi sull'andamento delle vendite in Italia (-21% a gennaio). Negli States, però, sono salite del 2%, contro un mercato che è calato dell'1%. Della galassia Agnelli sono andate bene anche le Ferrari , le Cnh Industrial e le Exor. Fanalino di coda sul Ftse Mib è Stmicroelectronics, penalizzata dal forte calo di Infineon a Francoforte e di Ams a Zurigo: entrambe le rivali di St attendono un 2019 difficile. Fuori dal listino principale, la migliore è stata Italia Independent(+35,69%, dopo essere stata in asta di volatilità per ampia parte della seduta): la società fondata da Lapo Elkann ha deciso di aprire il capitale al nuovo socio Creative Ventures, mossa che consentirà un rafforzamento patrimoniale dell'azienda. Sul fronte dell'e-commerce, bene Chl (+5,13%) e Giglio Group (+6,19%), che ha dato anticipazioni sul piano industriale che sarà approvato a marzo e ha fatto sapere che l'obiettivo nel giro dei prossimi cinque anni è di superare i 100 brand in portafoglio, arrivare a quota 50 marketplace, portando l'incidenza del mercato cinese al 30% del fatturato.

Il cambio euro / dollaro

In Europa bene energetici con Bp, beni consumo e costruzioni
I listini europei hanno archiviato una seduta brillante, grazie in particolare al comparto energia (+1,74% l'Euro Stoxx di settore), banche (+1,45%), vendite al dettaglio (+1,83%), beni di consumo (+2,25%) e costruzioni (+2,17%). Tra i titoli, da segnalare il rally di Bp a Londra (+5,11%): il gruppo petrolifero britannico ha chiuso l'anno con profitti netti (underlying replacement cost profit) per 12,7 miliardi di dollari, oltre il doppio dei 6,16 miliardi del 2017. Bp ha dato slancio anche alle concorrenti, con Eni a +1,04% a Milano e Royal Dutch Shell a +1,2% ad Amsterdam. Sul fronte sanità, da segnalare l'accelerata di Merck (+3,11% a Francoforte), che ha annunciato un'alleanza strategica con Gsk per sviluppare e commercializzare congiuntamente un'immunoterapia attualmente in fase di sviluppo clinico per diversi tumori difficili da trattare. In calo i semiconduttori, frenati da Infineon (-0,64% a Francoforte) e Ams (-12% a Zurigo): il gruppo tedesco, che pure ha riportato risultati leggermente sopra le aspettative, ha tagliato le stime sulla crescita del fatturato nell'intero anno, citando condizioni di mercato «sempre più difficili», mentre Ams ha revocato i dividendi 2018 dopo il calo dei profitti operativi del quarto trimestre.

Euro poco sopra 1,14dollari. Petrolio debole
Sul fronte dei cambi, l’euro si attesta poco sopra la soglia di 1,14 dollari (segui qui i principali cross). Il petrolio, dopo essere salito per gran parte della mattina, ha invertito la rotta, mentre gli investitori tengono d'occhio la situazione in Venezuela, uno dei principali produttori di greggio (segui qui Brent e Wti).

Spread chiude in rialzo a 262 punti
Chiusura in rialzo per lo spread BTp/Bund. Al termine della seduta il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano scadenza dicembre 2028 (Isin IT0005340929) e il titolo tedesco di pari durata è indicato a 262 punti dai 257 punti base del finale della vigilia. In aumento anche il rendimento del BTp decennale benchmark, che si attesta nel finale al 2,79% dal 2,75% della vigilia.

In Usa settore servizi avanti piano
L'attività nel settore servizi americano ha decelerato a gennaio, portandosi sui minimi da 4 mesi, ma confermandosi in territorio positivo. La lettura finale dell'indice servizi Pmi, redatto da Markit, si è attestata a 54,2 punti. Il dato è comunque a un livello associato a un'espansione della congiuntura, ovvero superiore a 50 punti. Si è invece attestato in calo il dato Ism servizi, sceso a 56,7 punti, al di sotto delle stime e ai minimi da luglio.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

LO SPREAD BTP ITALIA/BUND SUI DECENNALI NEGLI ULTIMI 5 ANNI
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