IL NUOVO FORMAT

S.Project, le soluzioni vanno oltre gli oggetti

di Giovanna Mancini


default onloading pic
Collezione di carte da parati «Forest» di Jannelli&Volpi. Un richiamo alla sostenibilità. Ideali per il contract ma adatti anche alle abitazioni private

2' di lettura

Un modo nuovo di fare fiera – superando la logica della divisione per categorie merceologiche – ma anche un modo per rappresentare il percorso intrapreso da molte aziende dell’arredamento, sempre meno focalizzate sui singoli prodotti e sempre più interessate, invece, a proporre progetti completi di interior, integrando competenze e specializzazioni differenti.

Al centro, dunque, non più il prodotto ma il «progetto», non a caso una delle parole chiave contenute nel Manifesto del Salone del Mobile di Milano e richiamata nel nome stesso del nuovo spazio («S.Project») che debutta quest’anno, nei padiglioni 22-24, con 84 aziende espositrici, selezionate in base a una logica multidisciplinare che rispecchia la trasformazione del mercato. Ma anche, a ben guardare, del concetto stesso di design, che evolve verso il «design thinking»: fare design significa, oggi più che mai, mettere al centro l’uomo e le sue esigenze, fornendo non un oggetto, ma una soluzione.

Per farlo occorre una visione complessiva e «S.Project» ha l’ambizione di contribuire a questo obiettivo, mettendo uno accanto all’altro marchi dell’arredo in senso stretto, brand dei tessuti per l’arredamento oppure del wellness, dell’illuminazione, dei rivestimenti e delle finiture. Aziende giovani o che mai avevano esposto prima all’interno del Salone (come la danese Karakter o l’emiliana Laminam) trovano ospitalità nel nuovo spazio, accanto a realtà blasonate che al Salone mancavano da tempo, come B&B Italia, presente assieme a tutte le aziende di Design Holding, il soggetto nato lo scorso ottobre dalla partnership tra Carlyle Group e Investindustrial, che comprende B&B Italia e Flos, con le rispettive società controllate, oltre alla danese Louis Poulsen.

«L’idea di una fiera slegata da una suddivisione strettamente merceologica è molto interessante – spiega Piero Gandini, presidente di Design Holding e ceo di Flos –. La capacità di fare design è trasversale alle tipologie e questo format ci è sembrato ideale per presentare la nuova holding e farne capire il progetto. Siamo una famiglia di aziende diverse per specializzazioni, ma accomunate da una lunga storia alle spalle e dalla passione per il design. Parliamo lo stesso linguaggio e abbiamo lo stesso Dna».

Anche Boffi Group, che in pancia ha i marchi De Padova, Ma/U Studio e Adl, ha visto nel nuovo format del Salone un’occasione per presentare il gruppo nel suo insieme, in uno stand di circa 900 mq, raddoppiando la superficie rispetto allo scorso anno. «Il nostro obiettivo è diventare un provider di soluzioni complete di interni – spiega Gavazzi -. Sono convinto che il futuro del design si basi su questo: andare oltre il prodotto. È su questa base che si fonda il progetto di aggregazione, integrazione e collaborazione tra aziende e marchi del design che abbiamo avviato cinque anni fa con l’acquisizione di De Padova, proseguito poi con l’acquisizione di Ma/U Studio e di Adl. È questa l’idea di design che presenteremo al Salone».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...