Emergenza coronavirus

Sputnik non valido per il Green pass in Italia. Turisti verso Croazia e Grecia?

Il vaccino russo non è riconosciuto per la cerificazione verde. Un limite all’arrivo dei turisti dalla Russia e un problema per lo spostamento sul territorio italiano per i cittadini di San Marino (immunizzati con il preparato russo)

di Riccardo Ferrazza

(ANSA)

2' di lettura

Non ancora approvato dall’Ema (l’Agenzia europea dei medicinali) e, dunque, non valido per le certificazioni vaccinali. Il mancato riconoscimento del vaccino russo Sputnik V per ottenere il Green pass (dal 6 agosto obbligatorio per accedere a servizi e attività aperti al pubblico) è un caso.

Da una parte ci sono le limitazioni degli spostamenti all’interno del territorio italiano dei cittadini di San Marino (la piccola Repubblica tra la Romagna e le Marche ha già raggiunto l’immunità di gregge somministrando nel 90% dei casi proprio il medicinale russo non ancora autorizzato dall’Unione europea). Dall’altra parte gli effetti sul flusso turistico in dalla Russia: una situazione aggravata dalla concorrenza di altri Paesi europei come la Grecia, Croazia e Cipro che invece hanno deciso da tempo di aprire le porte ai viaggiatori che hanno ricevuto il vaccino russo. Oltre al caso della Slovacchia che riconosce Sputnik V e ma anche i vaccini cinesi Sinovac e Sinopharm.

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In attesa del via libera dell’Ema

A inizio giugno Mosca, tramite il Russian direct investment fund, aveva detto di aspettarsi il via libera al vaccino russo contro il coronavirus entro due mesi. Una possibilità sulla quale, il 25 giugno, il premier Mario Draghi si era mostrato scettico arrivando a dire che «forse non sarà mai approvato». L’immunologo italo-americano Anthony Fauci ha definito il vaccino russo «molto buono».

Senza Green pass

«In questo momento non siamo nelle condizioni di poter utilizzare il green pass per il vaccino russo perché non è stato ancora approvato dall’Ema» aveva spiegato negli scorsi il ministro della Salute Roberto Speranza.

Ma il sottosegretario del suo dicastero Pierpaolo Sileri ha dichiarato di battersi proprio perché siano riconosciuti perla certificazione verde anche i vaccinati con preparati non autorizzati in Europa. «Chi vive a San Marino e ha fatto lo Sputnik non può non essere riconosciuto dal Servizio sanitario nazionale».

A sollevare la questione è stato anche l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato.
«Il mancato riconoscimento ai fini di avvenuta vaccinazione dello Sputnik è un danno al nostro settore turistico poiché viene meno il flusso proveniente dalla Federazione russa, che è stato sempre significativo per il nostro paese e anche per Roma Capitale. Penso sia utile studiare delle formule che consentano ai fini del Pass, il riconoscimento di questo farmaco, superando così un paradosso che vede lo Sputnik adatto al progetto Covax, gestito dall’Oms per garantire a tutti i paesi del mondo l’accesso al vaccino, per poi non riconoscerlo come certificazione vaccinale».

I turisti russi in Italia: 400 milioni di spesa

Secondo un’analisi della Coldiretti il via libera al vaccino Sputnik V potrebbe riportare in Italia i 380mila turisti dalla Russia che prima della pandemia erano venuti in vacanza durante l’estate. Nell’estate 2020 gli arrivi dalla Russia erano crollati del 92%. La spesa dei turisti russi nel trimestre estivo ammonata «a quasi 400 milioni di euro per alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir».

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