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Sri Lanka, dopo le dimissioni di Gotabaya si cerca di insediare un nuovo Governo

I partiti di opposizione dello Sri Lanka nel caos al lavoro per concordare un nuovo governo

Sri Lanka: manifestanti fanno irruzione nella residenza di Colombo del presidente Rajapaksa

3' di lettura

I partiti politici di opposizione dello Sri Lanka stanno tentando di trovare un accordo su un nuovo governo, il giorno dopo che il presidente Gotabaya Rajapaksa, e il primo ministro Ranil Wickremesinghe hanno annunciato le dimissioni nel giorno in cui i manifestanti hanno preso d’assalto le case di entrambi e hanno dato fuoco a uno degli edifici in preda alla rabbia per la crisi economica del Paese.

Cosa prevede la Costituzione

I manifestanti che sabato 9 luglio hanno preso d’assalto la residenza ufficiale del presidente, il suo ufficio e la residenza ufficiale del primo ministro hanno trascorso la notte lì, affermando che rimarranno finché i leader non si dimetteranno ufficialmente. «La nostra lotta non è finita», ha dichiarato il leader degli studenti Lahiru Weerasekara, «non rinunceremo a questa lotta finché non se ne andrà davvero». Oggi 10 luglio migliaia di persone hanno continuato ad entrare nella residenza, eredità dall’era coloniale che ha simboleggiato l’autorità dello Stato per più di 200 anni.

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Il deputato dell’opposizione M. A. Sumanthiran ha dichiarato che tutti i partiti di opposizione messi insieme potrebbero facilmente raccogliere i 113 membri necessari per ottenere la maggioranza in Parlamento, dopodiché chiederanno al Presidente Gotabaya Rajapaksa di insediare il nuovo governo e poi di dimettersi. Sperano di raggiungere un consenso, appunto, domenica 10 luglio.

Il Primo Ministro Ranil Wickremesinghe ha dichiarato che lascerà l’incarico una volta insediato il nuovo governo, e poche ore dopo lo speaker del Parlamento ha detto che Rajapaksa si sarebbe dimesso mercoledì 13 luglio. La pressione su entrambi è cresciuta con il crollo economico che ha provocato una grave carenza di beni di prima necessità, lasciando la gente in difficoltà nel procurarsi cibo, carburante e altri beni di prima necessità.

Se il presidente e il primo ministro si dimetteranno, il presidente della Camera Mahinda Yapa Abeywardena assumerà il ruolo di presidente temporaneo, secondo la Costituzione.

L’invasione delle residenza presidenziale

Come detto, migliaia di manifestanti sono entrati sabato 9 luglio nella capitale Colombo e si sono riversati nella residenza fortificata di Rajapaksa. Video e immagini hanno mostrato la folla esultante che sguazzava nella piscina del giardino, si sdraiava sui letti e usava le fotocamere dei cellulari per immortalare il momento. Alcuni hanno preparato il tè o usato la palestra, mentre altri hanno rilasciato dichiarazioni da una sala conferenze chiedendo che il presidente e il primo ministro se ne andassero.

Non è chiaro se Rajapaksa fosse lì in quel momento, e il portavoce del governo Mohan Samaranayake ha detto di non avere informazioni sui movimenti del presidente. Anche se sia Wickremesinghe sia Abeywardena hanno detto aver parlato con il presidente, non hanno però detto nulla sulla sua posizione.

L’incendio dell’ufficio del primo ministro

I manifestanti hanno poi fatto irruzione nella residenza privata del Primo Ministro e l’hanno incendiata, secondo quanto dichiarato dall’ufficio di Wickremesinghe. Non è chiaro se fosse presente al momento dell’irruzione e il portavoce del primo ministro non è stato raggiungibile per un commento.

Il Paese sta facendo affidamento sugli aiuti dell’India e di altre nazioni mentre i leader cercano di negoziare un salvataggio con il Fondo monetario internazionale (Fmi). Wickremesinghe ha dichiarato di recente che i negoziati con il Fmi sono complessi perché lo Sri Lanka è ormai uno Stato in bancarotta.

Il debito da 51 miliardi di dollari

Ad aprile lo Sri Lanka ha annunciato la sospensione del rimborso dei prestiti esteri a causa della carenza di valuta estera. Il debito estero totale ammonta a 51 miliardi di dollari, di cui 28 miliardi devono essere rimborsati entro la fine del 2027.

Mesi di manifestazioni hanno quasi smantellato la dinastia politica dei Rajapaksa, che ha governato lo Sri Lanka per la maggior parte degli ultimi 20 anni, ma che i manifestanti accusano di cattiva gestione e corruzione. Il fratello maggiore del presidente si è dimesso dalla carica di primo ministro a maggio, dopo che le violente proteste lo hanno portato a cercare sicurezza in una base navale.

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