Import export

Srm: traffici marittimi in recupero in Italia +3% nel primo trimestre 2021

Lo studio della società collegata a Intesa Sanpaolo analizza lo scenario del post pandemia con rialzo dei noli,dei prezzi del petrolio, blank sailing.

di Vera Viola

(jcpjr - Fotolia)

4' di lettura

In Italia la componente internazionale del trasporto marittimo resta molto rilevante anche dopo la pandemia. Nel 2020 il valore degli scambi commerciali via mare dell'Italia è stato pari a oltre 206 miliardi di euro, registrando un calo del 17% rispetto al 2019. Ma nel primo trimestre 2021, l'import export via mare ha registrato un +3%. In questo contesto, i porti del Mezzogiorno – con 207 milioni di tonnellate di merci gestite nel 2020 pari al 47% del totale del traffico italiano – hanno mostrato una maggiore resilienza durante la pandemia: il calo dei traffici nei porti meridionali è stato infatti del 3,4% contro il -10% circa dell'Italia.

Questo in estrema sintesi, lo spaccato che emerge dall'ottavo Rapporto Annuale “Italian Maritime Economy” curato da SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), e presentato a Napoli presso il Grand Hotel Vesuvio. Evento che si è svolto back-to-back con l'Euro Mediterranean Investment Forum organizzato da FeBaf (Federazione delle Banche, Assicurazioni e Finanza). Il Rapporto “Italian Maritime Economy” 2021 analizza i fenomeni emersi con la pandemia e gli accadimenti che stanno impattando sul nostro sistema logistico-marittimo, come il blocco del Canale di Suez, il rialzo dei noli marittimi e del prezzo del petrolio, la Port Congestion, le Blank Sailing. Il volume – che si avvale anche dei contributi internazionali di 18 centri di ricerca tra cui le Università di Amburgo, Anversa e dello Shanghai International Shipping Institute – guarda anche alla ripresa e al futuro post-pandemia, evidenziando le sfide di competitività, sostenibilità e opportunità da cogliere. Alla presentazione del Rapporto di Srm è intervenuto in collegamento video, il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Luigi Di Maio. Hanno partecipato tra gli altri il presidente di Srm, Paolo Scudieri, il direttore regionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo Giuseppe Nargi e Paolo Garonna, segretario generale di FeBaf. Le conclusioni sono state affidate a Gian Maria Gros Pietro, presidente di Intesa San Paolo. Il Rapporto è stato illustrato da Massimo Deandreis e Alessandro Panaro, rispettivamente direttore generale e responsabile maritime & energy di SRM.

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«L’impatto del cambiamento climatico non è una minaccia astratta, ma molto vicina a noi – ha dettoi il ministro Di Maio – La regione mediterranea registra temperature medie annue di circa 1,5 gradi superiori a quelle del periodo preindustriale, e si riscalda venti volte più velocemente rispetto al resto del mondo. La crescita nei consumi energetici ci impone scelte tecnologiche che salvaguardino ecosistemi vulnerabili – aggiunge il ministro degli Esteri – come quello del Mediterraneo».

Il quadro globale

Il trasporto marittimo continua a rappresentare il principale “veicolo” dello sviluppo
del commercio internazionale: il 90% delle merci viaggia via mare. I trasporti marittimi
e la logistica valgono circa il 12% del PIL globale. Guardando ai prossimi mesi e anni, il Rapporto di Srm prevede nel 2021 un aumento del 4,2% dei volumi di traffico marittimo che
raggiungeranno 12 miliardi di tonnellate, superiori ai livelli pre-Covid-19; e per il 2022 le
stime parlano di un ulteriore incremento del 3,1%.

Il 2020, un anno difficile

Non solo la pandemia ha condizionato l’economia mondiale e soprattutto i settori dei trasporti e della logistica. Il Canale di Suez, nell'anno della pandemia ha mostrato una notevole resilienza superando il miliardo di tonnellate di merci, con un numero di transiti pari a quasi 19mila navi. E' dunque rimasto uno snodo strategico per i traffici nel Mediterraneo continuando a rappresentare il 12% del traffico mondiale ed il 7-8% di quello
petrolifero. Sebbene i porti, e alcuni in particolare, siano rimasti fermi per giorni a causa dei contagi, mentre cresceva la domanda di trasporti marittimi con l’esplosione dell’e-commerce. Si è aggiunto poi il blocco causato dalla Ever Given incagliata nel Canale di Suez, e con essa la paralisi di molte altre navi. Tutto ciò ha fatto aumentare i noli che hanno raggiunto livelli record sulle principali rotte e non mostrano ancora segni
di rallentamento; si stima saranno alti nel 2021 con un +22,6% e un riassestamento pari
al -9,4% nel 2022.

Possibili ruoli strategici per Italia e Mezzogiorno

In questo contesto l’Italia e il suo Mezzogiorno svolgono un ruolo importante ma dovranno saper cogliere le occasioni fornite dalla ripresa dopo il Covid e in particolare dal Piano Next Generation Eu. L’Italia, che ha una posizione geografica di assoluto vantaggio, dovrà adeguare infrastrutture e servizi per attrarre nuovi traffici via mare. e anche il Mezzogiorno è predestinato a un ruolo strategico, secondo lo studio di Srm. Le imprese del Mezzogiorno utilizzano, nei loro rapporti import-export la via marittima in modo più intenso del resto del Paese. Infatti, il 57% dell'interscambio del Sud avviene via mare (per un valore di 42 miliardi), contro il 33% dell’Italia. Il Rapporto di Srm sottolinea anche che «Per la crescita del Sud sarà fondamentale la ripartenza delle ZES e l'utilizzo dei fondi del PNRR per le infrastrutture portuali pari a oltre 3,8 miliardi di euro. Tutto dovrà avvenire rispettando le chiavi dello sviluppo sostenibile, della resilienza e delladigitalizzazione».

Massimo Deandreis: «La sfida è attuare il Pnrr»

Deandreis, Direttore Generale SRM, commenta: «Dalla ricerca emerge che è in corso un processo di regionalizzazione della globalizzazione e del commercio mondiale in cui il Mediterraneo si trova ad essere il punto di congiunzione tra 4 aree: Asia, Africa, UE eNafta sempre più in competizione tra loro. Questo si traduce anche in una spintaall'accorciamento delle catene del valore europee. Tutto questo, se si investe inportualità e logistica, può essere una straordinaria opportunità di crescita per l'Italia e peril Mezzogiorno in particolare. Nel PNRR si trova questa visione e ci sono le risorse. La verasfida è attuarlo in fretta e bene».

Gros Pietro: «il ruolo della finanza

Per Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo, «La combinazione fra il rapporto annuale sull'economia marittima e l'Euro Mediterranean Investment Forum sottolinea come la finanza sia indispensabile per rafforzare i legami fra le due sponde del Mediterraneo, sostenendo gli investimenti produttivi e gli scambi commerciali, per i quali ilsistema logistico portuale è essenziale. La filiera marittimo-portuale crea direttamente 46,7miliardi di valore aggiunto e oltre 885 mila occupati, ed è un pilastro essenziale per il resto del tessuto produttivo italiano, industria, servizi e turismo». Paolo Scudieri, Presidente SRM, “ parla di «Porti e Logistica, che insieme rappresentano il 12% del PIL mondiale ed il 9% circa di quello italiano. Abbiamo fatto crescere l'Osservatorio convinti che il trasporto via mare sia una risorsa fondamentale per il sistema manifatturiero del nostro Paese che ha un'esigenza permanente di internazionalizzare le imprese e di inviare le proprie merci nei mercati esteri in modo rapido, efficiente ed economico».

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