MADE IN KOREA

SsangYong in crisi firma accordo salariale con i sindacati. Prosegue lo sviluppo del Korando EV

La casa coreana congela gli stipendi all’interno delle iniziative per affrontare le difficoltà finanziarie aggravate dall’emergenza Covid-19 e dall’abbandono da parte del socio indiano Mahindra

di Mario Cianflone

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La casa coreana congela gli stipendi all’interno delle iniziative per affrontare le difficoltà finanziarie aggravate dall’emergenza Covid-19 e dall’abbandono da parte del socio indiano Mahindra


3' di lettura

SsangYong e i sindacati dei lavoratori hanno siglato un nuovo accordo salariale teso a ridurre i costi del lavoro in un momento molto difficile per la casa coreana aggravato oltretutto dall'impatto negativo dell'epidemia di Coronavirus sull'industria automobilistica.

Azienda e rappresentati sindacali hanno, infatti, concordato un congelamento dei salari e dei bonus ritenendo questo passo necessario per rimettere in carreggiata l’azienda che sta affrontando una crisi generata da vendite in costante calo negli ultimi anni e perdite crescenti.

Inoltre, SsangYong ha visto venire meno il supporto finanziario del socio di maggioranza, il gruppo indiano Mahindra che nel 2010 la salvò dal fallimento (all'epoca era controllata dai cinesi di Saic) dopo una stagione di scioperi nella fabbrica di Pyeongtaek sfociati in disordini repressi duramente dalla polizia coreana. Tra l'altro il nuovo accordo giunge nel decimo anno consecutivo senza scioperi e questo sembra essere un fattore positivo di coesione aziendale.

Nello specifico, Mahindra ha chiuso quasi completamente i rubinetti dei finanziamenti, annullando il piano di investimenti per circa 400 milioni di euro che, annunciato a inizio anno, aveva lo scopo di tentare di riportare in utile SsangYong entro i prossimi due anni.

Infatti, la casa automobilistica coreana ha visto risultati in costante peggioramento a partire dal 2017, quando registrò su una perdita netta di 66 miliardi di won rispetto a un utile netto di 58 miliardi dell'anno precedente. Nel 2018, le sue perdite nette sono continuate, raggiungendo 62 miliardi di won. Nel 2019, le vendite annuali sono diminuite del 6,5 per cento a circa 133mila veicoli rispetto alle 142mila unità dell'anno precedente a causa della minore domanda. I risultati il 2019 saranno rilasciati nelle prossime settimane e dovrebbero essere svelati dettagli del recovery plan annunciato qualche settimana fa per far fronte all'abbandono da parte di Mahindra e alla crisi complessiva.

Infatti, SsangYong ha varato a un programma ristrutturazione di emergenza che coinvolgerà tutte le aree aziendali. Per far fronte a problemi di liquidità è stata decisa la vendita di asset non essenziali, come il centro logistico di Busan.

Il ritiro del sostegno indiano infatti in pratica ha tagliato le gambe al piano di rilancio da 400 milioni che verteva sullo sviluppo di nuovi modelli ed era previsto il lancio della versione elettrica del suv Korando. Questa variante Bev avrebbe dovuto debuttare a marzo al Salone di Ginevra, poi annullato per l'insorgere della pandemia che per Ssangyong è diventata un vero «problema nel problema».

Mahindra (che possiede il 74.65% del capitale della casa coreana) erogherà soltanto un miniprestito ponte da 30 milioni per tenerla a galla nei prossimi mesi. Il CdA del Mahindra ha invitato Ssangyong a trovare da sola finanziamenti alternativi e secondo rumours di stampa i vertici della casa stanno cercando contatti con un costruttore automobilistico coreano, che inevitabilmente può essere soltanto Hyundai Motors Group.

Nel frattempo la casa dichiara di voler procedere con il lancio dei modelli previsti, soprattutto della versione elettrica del suv Korando che, nota al momento con la denominazione E100, dovrebbe debuttare a meta metà del prossimo anno. La vettura sarà basata sulla piattaforma modulare MESMA (Mahindra Electric Scalable Modular Architecture) sviluppato dal gruppo indiano e il powertrain sarà probabilmente assemblato a Chakan in India. Non sono note le specifiche tecniche ufficiali, tuttavia indiscrezioni indicano la presenza di una batteria a ioni di litio da 61,5 kWh, prodotta dalla coreana LG Chem che dovrebbe assicurare un'autonomia di circa 320 chilometri secondo il ciclo WLTP. Nel mirino del nuovo modello a zero emissioni, finora avvistato in test in Svezia e in Australia, c'è soprattutto la Hyundai Kona Electric.

Il concept e-Siv che presentato nel 20018 al salone di Ginevra prefigurava la nuova generazione di Korando nella versione elettrica

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