LA CRISI

Ssangyong verso il fallimento. Chiesta l'amministrazione controllata

La casa coreana versa in una crisi finanziaria gravissima

1' di lettura

Si aggrava la crisi di Ssangyong. La casa coreana, abbandonata al suo destino dalla controllante indiana Mahindra ha presentato istanza per accedere a un programma di ristrutturazione.
Tale procedura comprende la richiesta di una misura conservativa del patrimonio della società, un decreto di proibizione generale e un programma di sostegno alla ristrutturazione.

Durante la scorsa primavera Mahindra ha chiuso i rubinetti dei finanziamenti, annullando il piano di investimenti per circa 400 milioni di euro che, annunciato a inizio anno, aveva lo scopo di tentare di riportare in utile SsangYong entro i prossimi due anni.

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Il conglomerato indiano ha praticamente deciso di staccare la spina alla SsangYong, invitandola a cercare un nuovo socio. E al momento nessun “cavaliere bianco” si è fatto avanti. E tra i salvatori potrebbe esserci il megagrupo connazionale Hyundai. Nulla al momento lascia supporre che la casa possa essere salvata.

Ora SsangYong non è riuscita a rispettare la scadenza per il rimborso di un prestito e di interessi per circa 66,3 milioni di euro, a causa del peggioramento delle condizioni economiche.

La società ha avviato trattative con i suoi creditori per prorogare i termini del rimborso ma, poiché le parti non sono riuscite a trovare un accordo, è stato deciso di presentare un'istanza per l'amministrazione controllata per evitare l'interruzione delle attività aziendali.

Per SsangYong lo spettro del fallimento e della chiusura è dunque sempre più vicino. Ed è la seconda volta in 10 anni. Infatti la marca nel 2010 fu salvata proprio da Mahindra. (M.Cia.)

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