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St in calo con i tecnologici europei e le nuove tensioni Usa-Cina sui chip

Secondo gli esperti le implicazioni per il gruppo italo-francese sono tutto sommato limitate. Analisti positivi in vista conti terzo trimestre

di Stefania Arcudi

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Reduce dai ribassi di venerdì 7 ottobre, innescati dalle forte vendite sui tecnologici americani, Stmicroelectronics non riesce a risollevare la testa. Nella prima seduta della settimana, il titolo del gruppo dei semiconduttori è in discesa, dopo essere arrivato in avvio di giornata a cedere oltre un punto e mezzo, in scia al comparto tech europeo (-1% l'Euro Stoxx 600). Non aiutano le rinnovate tensioni tra Washington e Pechino sul fronte dei chip, con il Governo americano che ha introdotto nuovi limiti alle esportazioni di semiconduttori in Cina. In particolare, è stato vietato di esportare nel Paese asiatico chip avanzati, quelli della famiglia «logic» con nodi produttivi sotto 16 nanometri o memorie con nodi produttivi sotto 18 nanometri.

Il provvedimento riguarda quelli prodotti negli Stati Uniti e quelli prodotti altrove, se nel processo produttivo sono utilizzati macchinari americani. Inoltre, le restrizioni proibiranno a qualunque cittadino o impresa americana di fornire supporto diretto o indiretto ad aziende cinesi che si occupano della produzione di semiconduttori avanzati. E' prevista un'eccezione per gli impianti di produzione in Cina di proprietà di aziende statunitensi o di Paesi alleati che esportano fuori dalla Cina.

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Va detto che, secondo gli osservatori, l'impatto per St non dovrebbe essere particolarmente rilevante: «Riteniamo che le implicazioni per St siano limitate, in quando le loro produzioni riguardano principalmente prodotti analogici su nodi produttivi superiori a quelli indicati», spiegano gli analisti di Equita. Per altro, gli esperti guardano già ai conti del terzo trimestre, che St pubblicherà il prossimo 27 ottobre. «Ci aspettiamo che la società centri la guidance fornita a fine luglio con vendite a 4,2 miliardi di dollari e gross margin del 47%. Riteniamo inoltre che, alla luce dei commenti costruttivi forniti dal management a settembre, sarà confermata la guidance per l'anno fiscale 2022 che vede ricavi in un range fra 15,9 e 16,2 miliardi e un gross margin intorno al 47%», spiega Equita. Inoltre, «l'elevata esposizione transattiva di St dovrebbe consentire di mantenere nel 2023 il gross margin non molto distante dai livelli 2022 (47%) nonostante volumi potenzialmente sotto trend», aggiungono gli analisti.

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