Borsa

St paga il possibile cambio rotta di Apple sui chip

di Stefania Arcudi


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2' di lettura

StMicroelectronics è tra le peggiori nella prima parte della seduta a Milano. Il titolo, che lascia sul campo più del 3%, fa nettamente peggio del Ftse Mib, il listino di riferimento (segui qui l'andamento della Borsa milanese). Se Piazza Affari, così come le controparti europee, regge il colpo del crollo registrato alla vigilia dai titoli tecnologici a Wall Street (Amazon ha perso più del 5%, Facebook più del 2% e Twitter più del 3%), St risente dell'ondata di vendite che ha colpito il settore dei semiconduttori, alimentato dalla notizia, riportata da Bloomberg, secondo cui Apple sarebbe pronta a usare chip propri nei computer Mac a partire dal 2020. Il cambiamento dovrebbe mirare a rendere maggiormente integrati i Pc con gli altri prodotti (iPhone e iPad) che già utilizzano processori Apple e a rendere il design dei nuovi prodotti più flessibile evitando di utilizzare prodotti standard.

Anche se secondo gli analisti il cambiamento potrebbe arrivare dopo il 2020, o non esserci del tutto, anche solo l'ipotesi di un'inversione di rotta di Apple ha fatto crollare Intel, maggiore fornitore di processori del colosso di Cupertino (alla vigilia ha bruciato il 6,07%, ma era arrivato a cedere il 9,2%) e, di conseguenza, ha trascinato a fondo anche le rivali, come Infineon (-1,7%). StMicroelectonics non è stata risparmiata: il 2 aprile a Wall Street ha ceduto il 2,3% (la Borsa di Milano era chiusa per il lunedì dell'Angelo) e oggi prosegue sulla via dei ribassi.

A Piazza Affari è al momento la peggiore del Ftse Mib, con un calo del 3,2% circa. Il titolo era cresciuto a fine 2017 fino a 21,37 euro, poi ha cominciato a calare progressivamente, scivolando attorno a 20,5 euro a gennaio e ha poi continuato a perdere quota fino ai livelli attuali. Secondo gli analisti di una primaria Sim milanese, se confermata, la scelta di Cupertino «avrebbe implicazioni negative per tutta la supply chain Apple, inclusa St, per cui nel 2017 Apple ha rappresentato il 10,5% del fatturato e, secondo le stime, dovrebbe rappresentare il 13,9% delle vendite 2018, ipotizzando la vendita del modulo 3D in tutti i modelli iPhone a partire dalla seconda metà di quest'anno».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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