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St stacca cedola, tech giù con rumor richiese Usa a Giappone su chip

Washington ha chiesto collaborazione di Tokyo per "contenere" gli sforzi della Cina nello sviluppo di semiconduttori di fascia alta

di Stefania Arcudi

(everythingpossible - stock.adobe.com)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Stmicroelectronic si prende una pausa dopo i rialzi delle precedenti due sedute, durante le quali il titolo dei semiconduttori aveva guadagnato complessivamente il 3,3%, tornando ai valori del 25 novembre. Mentre il FTSE MIB è in calo, il gruppo torna a 36,48 euro per azione, nel giorno dello stacco cedola. Si tratta della terza tranche da 0,06 dollari per azione del dividendo da 0,24 dollari relativo all'esercizio 2021 (la quarta e ultima tranche sarà staccata il prossimo 20 marzo). Nel terzo trimestre la società ha pagato dividendi agli azionisti per un totale di 55 milioni di dollari. Sulle quotazioni del gruppo italo-francese, ma anche sul settore in generale (-1,1% l'Euro Stoxx 600 Tecnologia, tra i peggiori di giornata), pesano anche le indiscrezioni secondo cui gli Stati Uniti avrebbero chiesto al Giappone di limitare le esportazioni di microprocessori alla Cina.

Come riporta l'agenzia Kyodo, Washington ha chiesto collaborazione al governo di Tokyo per "contenere" gli sforzi della Cina nello sviluppo di semiconduttori di fascia alta. Secondo le fonti sentite dall'agenzia di stampa giapponese, che fa notare che Stati Uniti e Giappone sono alleati e condividono strategie contro la Cina, la richiesta sarebbe stata avanzata dal segretario al Commercio statunitense, Gina Raimondo, durante una telefonata con il ministro dell'Industria giapponese, Yasutoshi Nishimura. Se le notizie fossero confermate, si tratterebbe della prima mossa di questo tipo fatta dagli Stati Uniti a livello ministeriale, quindi in via ufficiale. La spinta di Washington per la creazione di un quadro normativo multilaterale nasce dal timore che vi siano lacune nei controlli sulle esportazioni, specie se Giappone e Paesi Bassi continuassero a fornire alla Cina dispositivi essenziali per la produzione di chip avanzati. A ottobre gli Stati Uniti hanno introdotto una serie di controlli sulle esportazioni di alcuni chip di fascia alta che potrebbero essere utilizzati da Pechino per sistemi di intelligenza artificiale e per applicazioni avanzate in campo militare e di sorveglianza.

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