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Sta arrivando il 5G: ecco come potrebbe cambiare la nostra vita

Vediamo in modo più concreto quali sono le possibili (e più probabili) conseguenze per la vita di un cittadino o utente residenziale. Intrattenimento/comunicazione su dispositivi classici (computer, cellulare, tablet)

di Alessandro Longo


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6' di lettura

Su cellulare, tablet o computer il calcio in 4K/8K in diretta. Oppure con un visore a realtà virtuale, la stessa partita vista come se stessimo allo stadio, mentre viene giocata. Partita che potremmo vedere anche dal sedile del “guidatore”, dato che la nostra auto si guiderà da sola. Oppure sugli schermi del tram. L'esempio della partita di calcio può servire bene da linea conduttrice dei tanti modi con cui il 5G può cambiare la nostra vita di cittadini o utenti.

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Possiamo sostituire alla partita un altro contenuto “pesante” (per la rete) come un gioco online, un concerto in diretta o (meno impegnativo) una serie tv; o anche servizi di utilità pubblica (video sorveglianza, telemedicina). Ma l'esempio della partita è indicativo del modo pervasivo con il 5G riuscirà da una parte a portare servizi internet con qualità e affidabilità prima impensabili; dall'altro a farlo in contesti diversi e capillari, in casa, strada, ospedale, automobile eccetera. Tutto questo grazie alle caratteristiche della nuova tecnologia, di cui il Sole24Ore ha parlato diffusamente .
Qui vediamo in modo più concreto quali sono le possibili (e più probabili) conseguenze per la vita di un cittadino o utente residenziale.
Intrattenimento/comunicazione su dispositivi classici (computer, cellulare, tablet).

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La prima e più ovvia è sui dispositivi che già abbiamo in mano, sulla scia delle evoluzioni che dal 3G hanno portato al 4G. Le caratteristiche del 5G permetteranno un salto avanti della risoluzione (4K ora, 8K nei prossimi anni) e (soprattutto) nella capacità di gestire contenuti pesanti in tempo reale (aspetto ora critico anche sulla banda ultra larga casalinga di livello base). Spettacoli e partite in diretta, appunto. Ma anche videochiamate 4K, con l'accesso contemporaneo a servizi di condivisione contenuti durante la chiamata.

Il 5G potrebbe arrivare a sostituire (o affiancarsi) al digitale terrestre per le trasmissioni lineari. È in corso una sperimentazione in tal senso in Baviera.
Più banalmente, il 5G potrebbe anche migliorare la copertura del segnale, in particolare indoor; ma per questo dovremo probabilmente aspettare il 2022 (e oltre), con le nuove frequenze 700 MHz.
Infine, il 5G ci permetterà di avere banda ultralarga a vari gigabit anche nelle zone dove la fibra non può arrivare, grazie alla modalità fixed wireless access, che Fastweb e Vodafone hanno già annunciato di essere prossimi a lanciare (a partire dall'hinterland di Milano). Saranno servizi usati soprattutto in ambito sub urbano.

Realtà virtuale-olografica per intrattenimento, comunicazione, apprendimento
Ma il 5G si presta anche a usi più fantasiosi. Come le videochiamate olografiche. Sono state sperimentate dal vivo da Vodafone l'anno scorso a Londra: in sostanza tante videocamere registrano live una persona (o un gruppo di persone) da tanti angoli, mentre all'altro capo della comunicazione quelle immagini sono proiettate da proiettori appositi. Certo non sarà un'applicazione di uso quotidiano, almeno nei prossimi anni, ma ha un suo potenziale.
Similarmente, si possono fruire contenuti live con un visore di realtà virtuale: videogiochi online, partite di calcio (di cui è possibile persino cambiare l'inquadratura a piacimento, come su una piattaforma dell'italiana Vetrya appunto su 5G, raccontato di recente a Eta Beta su Radio1).
Una sperimentazione di questo tipo c'è stata l'anno scorso a San Pietroburgo durante la coppa del mondo, con i contenuti registrati in tempo reale a Mosca. Ma anche all'US Open Championship di Golf (in collaborazione tra Fox Sports, Intel, Ericsson, AT&T). In realtà virtuale 5G ci possono essere anche contenuti didattici, per catapultarci in una lezione nei principali atenei del mondo, con visuale 3D. Un progetto di apprendimento immersivo è stato mostrato da Vodafone con il Politecnico di Milano, Huawei e Qualcomm.

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In auto e sui mezzi pubblici
Il 5G renderà le auto più intelligenti – abilitando l'auto che si guida da sola, comunicando in tempo reale con la rete e altri veicoli – e più ricche di contenuti. Al tempo stesso la presenza di una rete capillare e a qualità garantita favorirà il controllo di semafori e traffico, grazie a sensori e video camere collegate a reti 5G.
Ce lo dicono varie sperimentazioni in corso negli ultimi mesi. Come, a Stoccolma, i primi autobus senza conducente, che ospitano 12 passeggeri e sono in servizio tra il centro commerciale Kista e la Victoria Tower a nord della città. Viaggiano su un percorso pre-registrato a 20 chilometri all'ora. È una sperimentazione della compagnia di autobus Nobina, con Ericsson, SJ, KTH, Klövern, Urban ICT Arena e Stockholm City.
Il sistema per connettere tutti i semafori è già ad Amsterdam, per ora su 4G ma con una prossima evoluzione su 5G (a livello nazionale). Raccoglie le informazioni su persone e veicoli in movimento e ottimizza i flussi di traffico in tempo reale. Il minibus autonomo EasyMile 5G, presentato da Telefonica, si guida da solo e ha servizi multimediali e applicazioni di virtual office utilizzabili durante il viaggio.
Vodafone, con Sky, ha mostrato a Milano una piattaforma con contenuti audiovisivi in streaming in altissima definizione live e a catalogo a bordo di mezzi di trasporto pubblico e in mobilità.
Sanità
Uno degli ambiti dove il 5G farà di più la differenza è però in Sanità. Favorirà la telechirurgia con robot, il teleconsulto e il telemonitoraggio del paziente (telemedicina-connected care dei pazienti cronici). Ambito, quest'ultimo, dove si gioca la sostenibilità del sistema sanitario pubblico man mano che le risorse economiche diminuiscono e l'età della popolazione aumenta.
Si distingue in quest'ambito il progetto di Telemedicina 5G promosso e finanziato dal Consorzio Bari Matera 5G, in collaborazione con l'UOC di Ematologia e Terapia Cellulare dell'IRCCS “Giovanni Paolo II”, Tim, Fastweb e Huawei, per pazienti per pazienti onco-ematologici selezionati al momento della dimissione a casa. Grazie a sensori connessi al paziente e con dati inviati a un centro di controllo (a cui si connettono terapisti di diversi ambiti), è possibile la cura post-chemioterapica a domicilio.
Ci sono anche esempi più particolari.
Come l'ambulanza connessa, progetto realizzato da Vodafone con l'IRCSS Ospedale San Raffaele, Regione Lombardia – Azienda Regionale Emergenza Urgenza, Croce Rossa Italiana – Comitato di Milano, in collaborazione con Altran. Il 5G permette di fare video-chiamate in alta risoluzione con cui i medici, connessi nell'ospedale, possono fare una prima diagnosi e persino identificare i volti dei pazienti (con sistemi di riconoscimento facciale), mentre leggono i parametri vitali registrati dai sensori.
Oppure il drone guidato in 5G in grado di consegnare un defribillatore a un paziente in arresto cardiaco: progetto congiunto di cinque Paesi, Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda, con Telia, Ericsson e l'università di Medicina Karolinska Institute.
Sicurezza pubblica, gestione delle risorse pubbliche
In generale, il 5G favorisce il modello della smart city, in grado di monitorare meglio ciò che avviene (persone, eventi) e gestire così con più efficienza le risorse e le emergenze. In letteratura si parla di 5G in chiave smart grid energetica. O per favorire la raccolta differenziata, grazie al proliferare di sensori tutti connessi alla stessa rete.
Videocamere con intelligenza artificiale, che ne analizzano le immagini in 4K, connesse al 5G consentono livelli di sicurezza e controllo ora non praticabili: per riconoscere volti ed eventi (persone che si assembrano, che corrono…). Questo apre anche scenari da Grande Fratello, come segnalato su un recente rapporto Aclu (storica associazione americana per i diritti civili) sulla videosorveglianza. La Cina si sta muovendo in tal senso.
Al momento, almeno nei Paesi democratici, ci sono casi più specifici e meno pericolosi. Come quello sviluppato da Estra, in collaborazione con l'Università di Firenze e il polo Universitario della città di Prato (PIN), con Wind 3, a Prato: monitora il territorio contro l'abbandono di rifiuti pericolosi grazie alle telecamere di tipo termico e le targhe per la sicurezza su strada.
Oppure un sistema di videocamere, anche montati sui droni, può monitorare il flusso delle persone su traghetti, individuare veicoli posteggiate in aree pericolose o vietate: funziona così un progetto Tim e Fastweb con l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.
Un sistema di droni 5G può servire anche a trovare sopravvissuti a un disastro, come nel caso del progetto SkyShip dell'operatore sudcoreano KT, con il produttore di droni Metismake.

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