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Sta nascendo una nuova luna attorno a PDS70c, pianeta a 400 anni luce

Il fenomeno non è ancora del tutto chiaro, ma è stato rilevato grazie ad Alma, osservatorio cileno a 5mila metri d’altezza

di Leopoldo Benacchio

(ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/Benisty et al.)

4' di lettura

In cielo, in queste notti, c'è una splendida luna piena, ben visibile grazie al meteo, ma su PDS 70c, pianeta extra sistema solare a 400 anni luce da noi, sta succedendo qualcosa: si sta forse formando una nuova luna attorno a questo pianeta che gira attorno ad una lontana stella?

È quanto ci racconta un'immagine eccezionale distribuita oggi dall'Osservatorio Europeo del cielo Sud, Eso.

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Grazie ad Alma, strumento costituito da 66 antenne paraboliche poste nell'altopiano cileno a 5000 metri di altezza, si è riusciti a intravedere, questo fenomeno, finora solo immaginato in robuste teorie di formazione dei pianeti a dei loro satelliti.

Alma, frutto della collaborazione fra Europa, Usa e Canada, capta le radiazioni millimetriche, vicino all'infrarosso, provenienti dal cielo, in pratica quelle tipiche dei fenomeni in cui stelle si stanno formando o anche delle molecole organiche che potrebbero essere precursori della vita in qualche parte dell'universo.

L’immagine presa da Alma del pianeta PDS 70c: all’interno dell’anello, sulla destra, il punto luminoso che potrebbe essere la luna in formazione

Questo eccezionale strumento di studio dell'Universo e la scienza di un gruppo di una ventina di astrofisici, dal Cile alla Germania, dagli Stati Uniti al Regno Unito, hanno prodotto quest'immagine, bella e molto ben definita, costata tanto lavoro e perizia agli astrofisici, come si legge nel lavoro professionale pubblicato su una delle più importanti riviste mondiali del campo, ma non abbastanza da permettere agli scienziati di asserire che al 100% si tratta della formazione di un satellite come la nostra Luna attorno a un pianeta, a sua volta in formazione.

Come nasce una luna

Ma il sospetto c'è , eccome...

Il fatto è che anche nella scienza il dèmone del successo a volte gioca brutti scherzi e fa esagerare onestissimi studiosi, ma questa volta non è così, sono onesti e lo dicono: pensiamo si stia formando una luna attorno a quel pianeta, ma non possiamo esserne sicuri al 100%.

L’immagine ingrandita della pressunta luna in formazione attorno al pianeta PDS 70c

L'immagine generale ci presenta al centro una specie di batuffolo, che è la stella centrale di questo sistema, attorno più una grande fascia circolare probabilmente di gas e polvere da cui si possono formare pianeti e i loro satelliti. All'interno di questa fascia circolare, nella direzione della lancetta dell'orologio che segna le ore 3, un altro batuffolino, inequivocabilmente un pianeta in formazione.

Ma se si guarda bene, specie nell'immagine ingrandita, si vede che l'alone di polvere e gas che circonda il pianeta in formazione è asimmetrico, quasi uno sbaffo bell'immagine. Lì c'è un satellite che si sta formando, una luna di quel pianeta, probabilmente anche di una certa consistenza, questo il sospetto.Myriam Benisty, che guida il Gruppo di ricercatori è astrofisica all'Università di Grenoble, Francia e in Cile e mostra prudenza, ma anche notevole soddisfazione, giustamente.

L’osservazione da terra

Dal 1995, quando è stato scoperto il primo pianeta che ruotava attorno ad una stella diversa dal Sole, è stato tutto un susseguirsi di scoperte, dallo spazio con telescopi specializzati in questa particolare ricerca, ma anche da Terra.

Le antenna di Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (Alma), con la Via Lattea sullo sfondo

Ne conosciamo oramai varie migliaia di pianeti attorno a stelle lontane, tanto da poter dire che la formazione di stelle nell'Universo si accompagna praticamente sempre alla formazione di sistemi di pianeti.

Come sempre quando aumenta improvvisamente la conoscenza dei fenomeni, e il loro numero, al momento gli astronomi non sono troppo sicuri elle loro teorie nel campo dei pianeti e loro satelliti. Il motivo è semplice: fino al 1995 avevamo un solo esempio di sistema solare, ora ne abbiamo migliaia e molti di diversi gli uni dagli altri.

Anche per la formazione dei satelliti dei pianeti, come in questo caso, non siamo sicurissimi, per esempio per la nostra Luna pensiamo che la formazione non sia avvenuta in modo tranquillo come nel caso che stiamo descrivendo, ma che si sia trattato di uno spaventevole urto cosmico fra la nostra Terra, ancora non formata del tutto, e un pianeta più piccolo, fortunatamente, ma comunque grande anche come Marte che avrebbe strappato una parte consistente di materiale terrestre e l'avrebbe gettata nello spazio, da questo scontro sarebbe nata al nostra Luna.

La partecipazione italiana

L'ipotesi è suffragata da prove consistenti che abbiamo, sulla Terra, di questo immane scontro cosmico nel lontanissimo passato. L'Italia, che ha partecipato alla costruzione delle 66 parabole che captano il segnale millimetrico dallo spazio, è però molto attiva, da sempre, anche nel campo della ricerca e studio di sistemi solari alieni.

Due satelliti-osservatori astronomici specializzati, europei, sono stati infatti pensati in Italia, dai nostri astrofisici. Uno di questi, Cheops il suo acronimo, è già nello spazio e produce misure e scopre pianeti extrasolari da mesi. «Cheops prende misure dettagliate di pianeti, rivela temperature estreme delle loro atmosfere, aggiunge nuovi pianeti a sistemi che già si conoscevano e ora vengono meglio definiti», spiega Roberto Ragazzoni, Università di Padova e Istituto Nazionale di Astrofisica, che ha disegnato il sistema ottico di questo satellite osservatorio europeo così come quello, rivoluzionario, di un altro satellite europeo, col cuore italiano, Plato che è in fase di test a terra.

«Siamo sicuro che Plato allargherà enormemente la platea di pianeti extrasolari, scoprendo finalmente anche quelli di dimensioni simili alla Terra che al momento sono difficili da trovare per un ovvio effetto di selezione», conclude Ragazzoni. Le sorprese non mancheranno insomma, forse siamo soli nell'Universo, chi lo sa, ma di sicuro la Terra di amici grandi e piccoli ne ha miliardi.

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