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Stabile la ripresa cinese a novembre, ma la Banca centrale inetta liquidità

Produzione industriale a +7% in undici mesi, preoccupa l’aumento del costo delle case - A sostegno delle banche 144,96 miliardi di dollari

di Rita Fatiguso

2' di lettura

Si stabilizza la ripresa cinese, lo confermano i principali indicatori economici di novembre che segnalano incrementi generalizzati, a cominciare dal dato più significativo, quello della produzione industriale.

Produzione in aumento

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Fu Linghui, portavoce del National Bureau of Statistics (NBS), ha confermato l’andamento delle ultime rilevazioni mensili.

A novembre, la produzione industriale è cresciuta del 7% sull’anno, accelerando leggermente rispetto all'aumento del 6,9% registrato ad ottobre.

Su base mensile, è aumentata dell’1,03 per cento. Negli 11 mesi del 2020 la produzione industriale è sù del 2,3% rispetto all'anno precedente, 0,5 punti in più rispetto ai primi 10 mesi.

L’indice Pmi (manufacturing purchasing managers index) è stato del 52,1%, in crescita per oltre nove mesi consecutivi, raggiungendo il picco dell'anno.

Investimenti in crescita

“A novembre – ha precisato Fu Linghui - l'economia nazionale ha continuato a crescere, la produzione e la domanda hanno continuato a spingere, l'occupazione è rimasta stabile, la vitalità dello sviluppo del mercato ha aumentato la sensazione di sicurezza generalizzata”.

Il Paese dimostra di essere affidabile se, nonostante la chiusura delle frontiere agli arrivi gli FDI, gli investimenti diretti esteri, sono cresciuti del 6,3% nei primi undici mesi.

Anche gli investimenti in asset fissi interni sono - finalmente - aumentati del 2,6% anno su anno nei primi 11 mesi dell'anno, 0,8 punti percentuali in più rispetto all'aumento nei primi 10 mesi.

Su base mensile, gli investimenti in immobilizzazioni sono aumentati del 2,8% a novembre. Nei primi 11 mesi gli investimenti del settore privato sono saliti dello 0,2 per cento, ed è la prima crescita registrata quest'anno.

L'investimento in immobilizzazioni include il capitale speso in infrastrutture, proprietà, macchinari e altri beni fisici.

Il prezzo degli immobili.

C’è però il fatto negativo che anche il mercato immobiliare residenziale cinese è cresciuto per il 33° mese consecutivo a novembre, spingendo il Governo di Pechino a continuare la politica basata su misure di raffreddamento del mercato per scongiurare il rischio- crack che ha portato alla crisi dei prestiti subprime negli Stati Uniti dodici anni fa.

Il prezzo medio delle case a novembre in 70 città è aumentato del 4% rispetto a un anno fa, anche se il ritmo di crescita è stato il più lento in sei mesi.

I dati del National Bureau of Statistics rivelano che il prezzo medio è cresciuto del 4,3%, in ottobre, rispetto a un anno fa.

La mossa della Banca Centrale

Questo elemento si traduce in un fattore di incertezza per il sistema finanziario (e bancario, in particolare).

Le autorità vogliono stabilizzare i mercati finanziaria a fine anno, così la Banca centrale ha emesso 950 miliardi di yuan (144,96 miliardi di dollari) in prestiti attraverso una linea di prestito a medio termine (MLF) di un anno destinati alle istituzioni finanziarie proprio per mantenere ampia la liquidità bancaria, dopo i recenti default dei corporate bonds che hanno fatto peraltro naufragare nuove emissioni.

Un volume da record, che si giustifica con le pressioni dei defaults ma anche con il peso dello yuan forte. La Banca centrale ha comunque che, a dispetto dell’ammontare iniettato, l’impatto maggiore sarà sul medio, non sul lungo termine.


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