IL TERMOMETRO DEL FONDO USA

Stabilità europea: Brexit e Italia le minacce, Portogallo e Ungheria le sorprese

di Isabella Bufacchi


Brexit, tutti i danni del no-deal sulle economie europee (e l’Italia)

4' di lettura

In una scala da 1 a 10, il termometro della stabilità in Europa segna il maggior rischio su Brexit (10), seguito da Italia (8), la stessa Unione europea (7), Germania, Irlanda e Grecia alla pari (5). Meno rischiosi Francia e Spagna (2), Polonia, Ungheria e Portogallo (1). Così vengono soppesati i rischi per la stabilità europea dalla società scozzese Martin Currie (affiliata del gruppo americano Legg Mason) dal gestore Michael Browne. Vista dagli Usa, l’Europa si presenta sempre più come un complesso, e spesso incomprensibile, groviglio di forze politiche e tendenze economiche contrapposte. Ecco il termometro di Michael Browne, Portfolio Manager.

Gran Bretagna
Livello di rischio per la stabilità europea: 10
La seconda più grande economia europea potrebbe tagliare i ponti con gli ultimi 50 anni della sua storia economica, con conseguenze significative per tutte le parti coinvolte. La Bank of England sarà costretta ad alzare i tassi a causa delle implicazioni inflazionistiche di una sterlina debole, o dovrà tagliarli a seguito di una recessione europea? Dal 2016 l'economia è andata molto meglio di quanto ci si aspettasse, ma rischi e incertezze restano molto alti.

Italia
Livello di rischio per la stabilità europea: 8
La probabilità di nuove elezioni entro quest'anno è alta ma l'economia, al momento in chiara recessione, potrebbe riprendere a camminare grazie ad un modesto pacchetto di tagli fiscali. Una recessione a livello europeo potrebbe far traballare di nuovo le banche italiane, provocare un'impennata del deficit e alzare il rapporto debito-Pil oltre il 130%. Una situazione del genere porterebbe prima o poi l'Unione Europea ad intervenire. La situazione è altamente instabile.

Unione europea
Livello di rischio per la stabilità europea: 7
Mario Draghi, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk, rispettivamente presidente della BCE, della Commissione Europea e del Consiglio Europeo, verranno sostituiti quest'anno ed errori politici in questo senso non sono da escludere. Se a questo si aggiungerà un Parlamento con molti membri di orientamento euroscettico, si materializzerà un serio rischio di instabilità, visto anche il periodo di debolezza economica.

Germania, Irlanda, Grecia
Livello di rischio per la stabilità europea: 5
In Germania, il passaggio di consegne alla guida della CDU tra Angela Merkel e Annegrette Kamp-Karrenbauer aumenta l’instabilità politica. Inoltre non sono per ora previste politiche fiscali espansive per aiutare un'economia in rapido rallentamento. Se nella prima parte dell'anno l'economia rimarrà debole, e la destra dell'AFD avanzerà nelle elezioni europee di maggio, la seconda parte dell'anno potrebbe rivelarsi molto difficile.

La Grecia dovrebbe tornare a votare quest'estate, e tutti i sondaggi suggeriscono che Nuova Democrazia, partito liberal-conservatore, dovrebbe battere il primo ministro Alexis Tsipras e il suo partito, Syriza. Questo porterà inevitabilmente ad un governo più nazionalista, ma anche più in linea con le richieste di bilancio dell'UE. Per questo motivo, il rischio proveniente dalla Grecia è molto inferiore rispetto al recente passato.

Per l'Irlanda le questioni chiave sono tre: la posizione del governo irlandese riguardo il confine con l'Irlanda del Nord, la debolezza del suo stesso governo e la volontà dell'UE di porre fine alla bassa tassazione vigente in Irlanda per le imprese. L’Irlanda è un paese che ha uno dei rapporti debito-Pil tra i più alti dell'Unione. Una piccola nazione, ma al centro dei rischi e delle opportunità legate alla Brexit.

Francia, Spagna
Livello di rischio per la stabilità europea: 2
L'apparente completo controllo sul potere del presidente Emmanuel Macron è stato scosso dai Gilet Jaunes. Le loro richieste, inizialmente, erano rivolte contro l'aumento delle tasse sul diesel volto a favorire la transizione verso le energie rinnovabili, ma si sono evolute in una domanda di politiche nazionaliste e protezioniste simili a quelle sostenute dal Rassemblement National (ex Front National). La debolezza di En Marche, il movimento di Macron, è sempre stata nella sua mancanza di una struttura organizzativa. Se l'economia francese si rivelerà debole come si pensa nel 2019, la sua leadership sarà ulteriormente messa sotto pressione, ma non colpita fatalmente. Una disputa post-Brexit con la Gran Bretagna potrebbe rivelarsi invece una carta a favore.

Con le elezioni previste per dopo Pasqua, la Spagna si avvia verso un periodo di incertezza. Mentre il PP (centro destra) dovrebbe perdere seggi in favore del PSOE (centro sinistra), nel complesso la sinistra difficilmente potrà raggiungere una maggioranza, e per governare avrà bisogno del supporto di uno dei partiti regionali. Podemos, il movimento di sinistra anti-establishment, ha perso terreno ma ha ancora il suo peso. Dall'altra parte, ci sono buone possibilità che il centro destra, con il supporto della nuova formazione populista Vox, possa governare con una lieve maggioranza. Ogni esito è attualmente possibile. Il recente enorme aumento del salario minimo potrebbe essere però un segno che il mondo delle imprese sarà destinato a perdere qualsiasi sarà il vincitore politico. L'economia sta rallentando ma non allo stesso ritmo di quella italiana, e per questo la Spagna potrebbe rivelarsi un rischio molto inferiore rispetto agli ultimi dieci anni.

Polonia, Ungheria, Portogallo
Livello di rischio per la stabilità europea: 1
Queste nazioni, modelli di stabilità per motivi molto diversi. Vincerà il modello populista-nazionalista centro-europeo o il socialismo moderato del Portogallo? Singolarmente questi paesi non presentano alcun rischio.

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