Sport&business

Stadio e turismo, Bergamo splende sotto la stella Atalanta

Entro il 2021 il restyling dell'arena: capienza a quota 24mila spettatori. Per Orio e Ryanair attività in crescita con le tifoserie. Zingonia rinasce con gli allenamenti della squadra

di Sara Monaci


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L'esultanza dei calciatori dell'Atalanta, i risultati della compagine calcistica sono ai massimi

4' di lettura

Il capitolo più visibile dell’indotto economico dell’Atalanta nella città di Bergamo è lo stadio in fase di costruzione. Ma ovviamente c’è anche una ricaduta in termini di marketing turistico per il capoluogo, che ora ha una società calcistica impegnata ai massimi livelli europei.

La società calcistica ha anche legato il suo nome ad una terra senza identità come Zingonia, dandole uno scopo legato allo sport.

Il nuovo stadio
Partiamo dallo stadio. Mentre nella vicina Milano si discute sul possibile stadio del Milan e dell’Inter, a Bergamo l’imprenditore Antonio Percassi, presidente dell’Atalanta, ha comprato dal Comune lo stadio nell’estate del 2017, e nel 2021 la struttura sarà completamente rinnovata.

Percassi è alla guida della società calcistica dal 2010, e a breve darà alla città un piccolo gioiello di architettura.

L’investimento è di 35 milioni, di cui 8,6 per l’acquisto del vecchio stadio. È previsto un restyling quasi completo dell’impianto concepito nel 1928, e questo sarà in Italia uno dei casi di “scuola” di un intervento interamente privato nel settore sportivo. Il Comune di Bergamo ha infatti messo in vendita una struttura che necessitava di importanti interventi di adeguamento alle nuove normative, non avendo finanze sufficienti. E il gruppo Percassi non ci ha pensato due volte, forte dei ricavi nei vari settori - dall’immobiliare alla ristorazione, dallo sviluppo di catene internazionali di abbigliamento e food alla cosmesi.

La nuova capienza dello stadio dell’Atalanta sarà di 24mila spettatori, sommando le postazioni esistenti e quelle delle nuove curve, che vanno dalle 21 alle 37 file. Non aumenta l’area originariamente occupata, ma ci sarà una nuova piazza da 6mila metri quadrati davanti alla nuova Curva Sud, con un parcheggio sotterraneo. L’area è anche oggetto di una nuova urbanizzazione.

I lavori si alterneranno agli impegni di una squadra che continuerà a utilizzare lo stadio, e dovrebbero chiudersi entro la fine del 2021. Un vanto per la città insomma, se si considera che l’operazione è stata risolta con un accordo tra pubblico e privato, che si sono passati il testimone attraverso un bando voluto dalla giunta Gori (senza prolungare il dibattito politico come invece avviene in altre città).

I prezzi dei biglietti dovrebbero aumentare, e così anche gli incassi, secondo un progetto di business tipico di altre squadre ai massimi livelli in Europa: un nuovo stadio incentiva gli spettatori, che con la loro presenza ripagano il progetto e permettono alle società calcistiche di incassare e investire nella squadra stessa, con conseguenti sempre maggiori vittorie (si spera) e quindi maggiori ritorni economici.

I viaggi dei tifosi
Orio al Serio, l’aeroporto cittadino, è uno dei primi posti dove il peso dell’Atalanta si può misurare, contando i tifosi che vanno e vengono per le partite. Un’attività in crescita, andata di pari passo negli ultimi anni con la visibilità della squadra a livello europeo, e che alcuni vettori hanno saputo cavalcare, come la Ryanair. Ci sono stati viaggi in cui i tifosi hanno superato il migliaio. E la Ryanair ha saputo individuare e spostare gli orari.

Grazie anche a Ryanair, lo scalo di Orio al Serio ha scalato la classifica degli aeroporti italiani

Questa attenzione è forte da almeno un paio d’anni. In prospettiva è destinata ad aumentare, considerando che la vocazione verso i voli low cost dello scalo bergamasco, gestito dalla società Sacbo, si rafforzerà. E questo potrebbe migliorare anche la vocazione turistica della città.

Il risvolto sociale
L’Atalanta ha dato un senso a quella terra senza identità che si chiama Zingonia. Immaginata negli anni Sessanta dall’architetto romano Renzo Zingone, da cui prende il nome, doveva essere una terra in cui persone e industrie dovevano andare a vivere creando una città ideale, dove case e posti di lavoro fossero vicini e tra loro raccordati. In realtà l’operazione artificiale non è mai nata: Zingonia di fatto non è un comune - al suo interno ce ne sono cinque - ma un luogo dove sono finite perlopiù industrie e dove le case popolari hanno subito il degrado. Zingonia è stata conosciuta più per la sua delinquenza che per la sua idealità iniziale.

Ma qui si allena anche la squadra di Bergamo. Il figlio di Zingone, Massimo, intuì che lo sport avrebbe potuto avere un effetto trainante: organizzò gare motociclistiche e portò il Giro d’Italia nel 1969; nel 1970 costruì il Tennis Club con 16 campi e realizzò un impianto per il calcio. Il Grand Hotel ospitava i ritiri delle squadre che andavano a giocare in Lombardia.

L’Atalanta, con il suo centro sportivo in continua espansione, è stata per molto tempo un’oasi. E ora lo è ancora di più. Dal 2003 il centro è cresciuto, con un nuovo centro direzionale, palestre, piscine, parcheggi, ristoranti. Poi la famiglia Percassi ha allargato i confini, con otto campi e una palazzina per il settore giovanile.

L’Atalanta intanto è diventata a sua volta il simbolo del business Percassi: una galassia di investimenti diversificati, raccolti dentro la holding Odissea. L’ultimo fiore all’occhiello del gruppo è stato il noto locale del caffè americano Starbucks, sbarcato nel centro di Milano nel 2018 e sviluppato proprio da Percassi. Su scala internazionale il gruppo si era già dedicato allo sviluppo dei negozi dei marchi Benetton, Zara, Gucci, Levi’s, Nike, Lego, Swatch, Victoria’s Secret.

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