corruzione in campidoglio

Stadio della Roma, indagato l’assessore Frongia. L’ex vicesindaco: «Mi autosospendo da M5S e consegno deleghe»


I casi giudiziari dell'amministrazione capitolina, da Marra a De Vito

2' di lettura

L'assessore allo Sport del Comune di Roma, Daniele Frongia, è indagato dalla Procura di Roma per corruzione nell'ambito del filone principale dell'inchiesta sul nuovo stadio della Roma. La notizia arriva all’indomani dell’arresto del presidente della assemblea capitolina Marcello De Vito, esponente di primo piano del Movimento 5 Stelle, in manette per corruzione.

Frongia, fedelissimo di Virginia Raggi ed ex vicesindaco di Roma - incarico dal quale si dimesso alla fine del 2016 dopo le polemiche seguite all'arresto per corruzione di Raffaele Marra, già capo del Dipartimento del personale - è indagato nell'ambito della parte dell'inchiesta che ha portato in carcere l'ex presidente di Acea Luca Lanzalone e l'imprenditore Luca Parnasi.

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«Non ho compiuto alcun reato, confido nell’archiviazione», fa sapere Frongia. Che in serata poi su Facebook annuncia: «Per opportunità politica e per rispetto dei principi che mi hanno fatto aderire al Movimento, ho deciso di autosospendermi dal M5S e di riconsegnare le deleghe» da assessore attribuitegli dalla sindaca Raggi.

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La sindaca di Roma Virginia Raggi con l'assessore allo Sport Daniele Frongia, durante la cerimonia in Campidoglio per i venti anni del Servizio Civile (Ansa/Angelo Carconi)

Frongia: confido in archiviazione
Avendo la certezza di non aver mai compiuto alcun reato e appurato che non ho mai ricevuto alcun avviso di garanzia, confido nell'imminente archiviazione del procedimento risalente al 2017», scrive Frongia in una nota. L’assessore spiega di aver «appreso di essere coinvolto nell'indagine 'Rinascimento' del 2017, per la quale non ho mai ricevuto alcuna comunicazione, elezione di domicilio o avviso di garanzia». «A seguito di informazioni assunte presso la Procura -spiega- il procedimento a mio carico trarrebbe origine dall'interrogatorio di Parnasi del 20 settembre 2018, già uscito all'epoca sui giornali, in cui lo stesso sottolineava più volte di non aver mai chiesto né ottenuto favori dal sottoscritto».

L’inchiesta
L'iscrizione nel registro degli indagati di Frongia è legata a quanto affermato nel corso di uno dei suoi interrogatori dall'imprenditore Parnasi. In particolare la vicenda sarebbe legata alla segnalazione, sollecitata da Parnasi, fatta da Frongia di una persona da assumere in una società rinconducibile all'imprenditore.

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