l’inchiesta

Stadio della Roma, l’atto d’accusa dei pm: le «mazzette» degli imprenditori Toti e Statuto

La Procura ha notificato gli avvisi di chiusura delle indagini preliminari anche a Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea capitolina, accusato di essere stato corrotto


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2' di lettura

I pm di Roma hanno chiuso l’ultimo procedimento sul Nuovo Stadio della Roma nei confronti del presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito e dell’avvocato Camillo Mezzacapo, (già imputato nel maxiproceso per corruzione che riguarda 16 persone), dei costruttori Pierluigi e Claudio Toti, Giuseppe Statuto e Luca Parnasi (anch’egli già a processo). Al centro della tranche di indagine una serie di corruzioni - sotto forma di incarichi professionali promessi e assegnati - che i costruttori avrebbero elargito a a De Vito, per il tramite di Mezzacapo.

Tangenti camuffate da incarichi professionali
I lavori edili sotto inchiesta sono legati alla riqualificazione degli ex Mercati Generali e dell’area della vecchia stazione di Trastevere. Secondo l’impianto accusatorio De Vito «abusando della qualità e dei poteri di presidente del consiglio comunale di Roma Capitale ha indotto - è scritto nel capo di imputazione - Pierluigi Toti e Claudio Toti, interessati al procedimento amministrativo pendente presso il Comune di Roma e relativo all’approvazione del progetto di riqualificazione degli ex Mercati Generali (procedimento che si trovava in una fase di stallo e motivo di grande preoccupazione per i Toti) a conferire un incarico professionale allo studio legale di Camillo Mezzacapo, braccio destro di De Vito, facendo intendere che solo in tal modo si sarebbe potuto sbloccare il procedimento amministrativo».

Un interessamento «remunerato» con un incarico da «oltre 110 mila euro trasferiti» allo studio legale di Mezzacapo e da quest’ultimo girati «per l’importo complessivo di 48mila euro su un conto intestato ad una società riconducibile a Mezzacapo e De Vito».

I permessi a costruire
Statuto ha «erogato in favore di De Vito e Mezzacapo» oltre 24 mila euro, cifra corrisposta sottoforma di incarico professionale conferito allo studio legale di Mezzacapo e da quest’ultimo trasferito per l’importo complessivo di 16mila euro su un conto di una società riconducibile a Mezzacapo e De Vito» in cambio di un intervento «nell’iter amministrativo per il rilascio del permesso di costruire, con cambio di destinazione d’uso e di ampliamento, di un edificio in viale Trastevere dell’ex area della stazione».

Gli incarichi di Parnasi
A Parnasi, invece, la Procura contesta di avere erogato a De Vito «molteplici utilità e tra queste l’affidamento, o anche la sola promessa, di lucrosi incarichi» allo studio Mezzacapo, sempre per la rimozione di ostacoli nella costruzione dello Stadio della Roma.

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