In procura la memoria del tesoriere Lega

Stadio Roma, Raggi resta indagata. La difesa: estranea ai fatti, iter del progetto fu sospeso


I casi giudiziari dell'amministrazione capitolina, da Marra a De Vito

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Il nuovo stadio della Roma torna a turbare il sonno della sindaca di Roma Virginia Raggi. Dopo lo scandalo delle tangenti che ha portato fuori dal Movimento il presidente assemblea capitolina, Marcello de Vito, ora Raggi è indagata per abuso d’ufficio. Una questione sulla quale il pm aveva chiesto l’achiviazione, ma il gip non l’ha accolta, chiedendo ulteriori indagini.

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L’inchiesta nasce da un esposto presentata dall’architetto e urbanista Francesco Sanvitto, ex M5s, che lo scorso giugno ha denunciato la sindaca: sotto accusa la procedura per il vaglio del masterplan del nuovo stadio a Tor di Valle, che è stato pubblicato sull’albo pretorio con l’ok della giunta comunale ma senza passare prima all’esame del consiglio comunale. L’omissione di questo passaggio, secondo la denuncia dell’ex Cinquestelle, ha «determinato un vantaggio in capo a un soggetto privato, la società Eurnova srl di Luca Parnasi», l’immobiliarista già al centro di un’inchiesta per il nuovo stadio.

Ma gli avvocati della sindaca, Alessandro Mancori ed Emiliano Fasulo, assicurano: «Raggi è estranea ai fatti», e l’iter di approvazione del progetto «fu all’epoca rimandato e dopo l’arresto di Parnasi sospeso per consentire ulteriori approfondimenti».

Le motivazioni
«Occorre approfondire la sussistenza e le eventuali ragioni di una evidente violazione di legge che, laddove ravvisata, supererebbe le argomentazioni del magistrato inqiuirente in tema di dolo intenzionale». Per questo la sindaca Virginia Raggi resta iscritta nel registro degli indagati in un procedimento stralcio della più ampia indagine sul nuovo stadio della Roma. Nei confronti della prima cittadina resta ipotizzato il reato di abuso d’ufficio per vicende legate procedura con la quale il Comune ha deciso di dare visibilità al progetto dell’impianto che i giallorossi vogliono realizzare sui terreni di Tor di Valle.

La decisione del gip
Come accennato, risale al giugno scorso l’esposto con cui l’architetto Sanvitto ha sollevato ombre sulla Raggi. Ombre, tuttavia, smentite dai pubblici ministeri, che hanno presentato la richiesta di archiviazione al gip Costantino De Robbio. Ma andiamo per gradi. Secondo l’architetto la procedura sarebbe dovuta passare dal Consiglio Comunale, cosa che però non avvenne. Secondo la Procura non ci sarebbe stato dolo da parte della sindaca. Nessun reato dunque. Per il gip De Robbio, invece, «occorre approfondire la sussistenza e le eventuali ragioni di una evidente violazione di legge che, laddove ravvisata, supererebbe le argomentazioni del magistrato inquirente in tema di dolo intenzionale e dall’altra parte far luce sul tema della mancata convocazione e acquisizionedel parere sulla commissione urbanistica nell’iter per l’approvazione della delibera in questione, anche attraverso l’audizione del presidente della Commissione urbanistica e del consigliere comunale indicati dall’opponente».

Gli avvocati di Raggi: dopo l’arresto di Parnasi iter fu sospeso
In una nota i legali della Raggi ribadiscono la «totale estraneità della nostra assistita, laddove emerge in maniera intellegibile che il passaggio in Consiglio Comunale per la definitiva approvazione del progetto, dopo i rilievi della Conferenza dei Servizi e l'approvazione della variante urbanistica, fu all'epoca esclusivamente rimandata (ed è infatti in programma prima dell'estate) proprio per consentire a chiunque interessato, compresa l'associazione dal querelante Sanvitto, di proporre le proprie deduzioni». Gli avvocait sottolineano che si «decise di applicare una procedura ordinaria a garanzia e nel rispetto della fase pubblicistica e nel rispetto di buon andamento dell'azione amministrativa, compreso il principio della partecipazione e trasparenza dell'azione amministrativa». Con l'arresto del costruttore Parnasi «si sospese l'iter di approvazione rendendo opportuni ulteriori approfondimenti». Conclusa positivamente la due diligence sull'iter amministrativo «a breve ci sarà il passaggio obbligatorio in Consiglio Comunale».

La memoria di Centemero
Intanto i pm stanno valutando la memoria difensiva che Giulio Centemero, tesoriere ufficiale della Lega, ha inviato in Procura. Si tratta di una ulteriore indagine svolta dalla Procura di Roma relativa ai presunti finanziamenti illeciti di Luca Parnasi verso la Lega di Matteo Salvini. Centemero respinge le accuse, ma la Procura è comunque intenzionata a definire in tempi brevi l’indagine. Nel mirino ci sono 250mila euro erogati verso la “Più Voci”, un’associazione presieduta da Centemero che - è l’ipotesi - sarebbe in realtà una delle casseforti della Lega.

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