emergenza lavoro agricolo

Stagionali nei campi, prove di intesa Italia-Romania. Ma la Germania ha già firmato

Mentre Roma porta avanti la trattativa con Bucarest, Berlino ha già firmato protocolli con la Polonia, la Bulgaria e l’Ucraina

di Micaela Cappellini

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Mentre Roma porta avanti la trattativa con Bucarest, Berlino ha già firmato protocolli con la Polonia, la Bulgaria e l’Ucraina


2' di lettura

Prove tecniche di accordo tra l’Italia e la Romania per riaprire i flussi di lavoratori stagionali interrotti dall’emergenza coronavirus. La ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova lunedì ha incontrato l’ambasciatore rumeno in Italia, George Bologan, con l’obiettivo di firmare presto un’intesa tra i due Paesi: dalla Romania arriva un terzo della manodopera agricola stagionale in Italia e senza di loro la raccolta di frutta e verdura nelle campagne italiane sta subendo un contraccolpo pesantissimo. «Un problema da scongiurare, se non vogliamo trovarci ad
affrontare anche un’emergenza alimentare», ha detto la ministra Bellanova.

L’Italia ha rassicurato l’ambasciatore rumeno sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e si è detta disponibili ad attivare le associazioni di categoria per facilitare l'incontro fra domanda e offerta nel
rispetto della legalità e della dignità di ognuno. Un protocollo d’intesa vero e proprio, però, al momento sembra lontano: l’ambasciatore Bologan ha infatti si è impegnato a portare le istanze italiane di fronte «alle autorità competenti» invitando il nostro Paese, nell’attesa, «a prendere in considerazione in primo luogo la forza lavoro romena presente in Italia, tenendo conto che vi sono già nella Penisola cittadini romeni che sono stati colpiti dalla restrizione delle attività economiche, nel contesto della pandemia».

Anche la Germania, come tutti i Paesi dell’Europa Occidentale, in questo momento è alle prese con la carenza di manodopera nei campi, alla vigilia della stagione della semina e della raccolta: 300mila i lavoratori stagionali che mancano all’appello nelle campagne tedesche secondo la Dbv, l’associaizone di rappresentanza degli agricoltori. Un numero non molto distante da quello italiano. A differenza dell’Italia, però, la Germania si è mossa più rapidamente. Non appena la Commissione Ue ha dato l’ok ai cosiddetti “corridoi verdi”, che autorizzano il transito da un Paese all’altro dell’Europa dei lavoratori agricoli, Berlino ha rapidamente siglato tre protocolli d’intesa con la Polonia, la Bulgaria e l’Ucraina. La Germania si è assicurata così due tranche da 40mila stagionali l’una - 80mila in totale - per il mese di aprile e per il mese di maggio.


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