ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL'intervista. Davide Cassani

«Stagione d’oro, ora rafforzare il turismo sportivo per crescere»

di Ilaria Vesentini

Carriera da ciclista ed ex commissario tecnico.  Davide Cassani

4' di lettura

È stata un'estate eccezionale, questa del 2022, per il turismo romagnolo, iniziata con un record di presenze in Riviera nel ponte del 2 giugno, proseguita con il sold out per la Notte Rosa e poi spiagge e alberghi sempre pieni, complice l'afa africana e la voglia di vacanze sicure delle famiglie, dopo due anni e mezzo di pandemia. In attesa che le statistiche ufficiali confermino il ritorno ai picchi storici di presenze sui 120 chilometri di costa da Comacchio a Cattolica, dove si concentra l'80% del turismo regionale, c'è chi non si accontenta.

«Il nostro obiettivo è valorizzare anche altre forme di turismo, a partire da quello sportivo, per portare ricchezza in zone meno note del territorio, destagionalizzare e internazionalizzare i flussi». A dirlo è un romagnolo doc, Davide Cassani, da cinque anni presidente dell'Apt Emilia-Romagna (dopo la carriera di ciclista e commissario tecnico), non certo neutrale quando si parla della sua terra: «La mia casa è sempre stata tra Solarolo e Faenza (nel Ravennate, ndr), ho viaggiato ovunque e sono contento quando parto ma ancora di più quando torno, perché in nessuno posto si sta bene come in Romagna».

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Questa concentrazione sulla costa della Romagna di movimenti turistici solo in estate è però rischiosa e miope…

Infatti stiamo lavorando con l'ottima squadra guidata da Emanuele Burioni (direttore dell'Azienda di promozione turistica, ndr) per costruire un turismo alternativo che porti soddisfazione a tutti i nostri associati, non solo a quelli sulla Riviera. Gli anni del Covid sono stati l'occasione per una virata che oggi fa dell'Emilia-Romagna la seconda regione dopo il Trentino per il cicloturismo e che ha portato al debutto della “Sport valley”.

Non sono troppe queste “valley” emiliano-romagnole? Ci sono già quella dei motori, del food, del wellness tutte già vocate anche al business turistico…

Al di là delle etichette, la scommessa che stiamo facendo sullo sport, con un cartellone di 100 appuntamenti sportivi in tutta la regione, ha ricadute molto positive perché si tratta o di eventi di massa con grandi numeri o di nicchia, ma internazionali, che portano alto il nome della via Emilia nel mondo. Come il GP di Formula 1 tornato a Imola, del Moto GP a San Marino, della partenza del Tour de France nel 2024, ma anche la gara di triathlon Ironman, i giochi paralimpici, oltre a tennis, pallavolo e il ciclismo, ovviamente.

I grandi numeri non piacciono a tutti: c'è chi ha chiesto un referendum per dire stop alla Notte Rosa, perché 2 milioni di persone in un weekend non sono sostenibili. È d'accordo?

A noi sembra che la Notte Rosa sia un evento importante e riuscito, che ha dato grande visibilità alla Riviera e i risultati degli ultimi anni ci danno ragione. Valuteremo pro e contro e siamo aperti al confronto, la nostra mission è lavorare a servizio degli operatori balneari e turistici per la crescita della comunità, non certo il contrario.

Veniamo alla montagna, la cenerentola: da sei anni si parla di investimenti milionari per creare un unico, grande comprensorio da 120 km di piste sull'Appennino tosco-emiliano, ma tutto è fermo. Perché?

Prima di tutto perché c'è stato il Covid, Cimone e Sestola avevano avuto anni ottimi prima della pandemia e l'obiettivo è riconquistarli. Così come c'è l'impegno per far crescere il Corno alle Scale, ma sul collegamento con la Toscana vedremo. Innanzitutto deve tornare la neve, il riscaldamento climatico non gioca a favore. Poi penso vada data priorità ad azioni per valorizzare i cammini d'estate, così si tutela anche il fragile ecosistema montano. Credo moltissimo nello slow-tourism, a bici e a piedi, e in un tipo di offerta che induca le persone a fermarsi per periodi più lunghi, a conoscere a fondo il territorio per poi tornarci.

Ha cinque anni alle spalle alla guida dell'Apt e altri tre davanti: che obiettivi si è dato?

Non sono un politico, vengo dallo sport e credo che turismo, salute e benessere (anche dell'ambiente) viaggino assieme. Il termini di Pil il turismo ha grandi margini per crescere in questa regione, soprattutto con gli arrivi dall'estero (oggi valgono circa un quarto del totale, ndr). La scelta di marketing di puntare su testimonial-ambasciatori come Alberto Tomba per le località montane, Stefano Accorsi per le città d'arte, l'attore tedesco Tom Wlaschiha (Trono di Spade, Stranger Things, ndr) per promuoverci in Germania, ora Max Sirena per la nautica sta dando ottimi risultati. Il Covid mi ha insegnato a non dare nulla per scontato: tre anni fa ho messo la mia faccia sul peggior risultato della regione in termini di presenze, ora siamo a livelli record. La mia vita è sempre stata una sorpresa dietro l'altra: sognavo di fare il ciclista e ce l'ho fatta, sognavo di fare il commissario tecnico e così è stato. Non mi sarei mai sognato che in Regione mi chiedessero di diventare presidente dell'Apt, invece sono qui!

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