fermo per pericolo di fuga

Stamina, la procura di Torino avvia nuova inchiesta: Vannoni arrestato a Torino

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Ansa

2' di lettura

Associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità, truffa aggravata, somministrazione di farmaci non conformi alle attività di trattamento di gravi malattie neurodegenerativo. Queste le accuse per le quali è indagato Davide Vannoni, nell'ambito di una nuova inchiesta avviata dalla Procura di Torino sul cosiddetto metodo Stamina, il suo trattamento senza validità scientifica utilizzato per la cura delle malattie neurodegenerative. Vannoni, che stava per lasciare l’Italia, è stato arrestato questa mattina dai Carabinieri: la procura, non potendo attendere la decisione sulla richiesta di custodia cautelare trasmessa al Gip, ne ha ordinato il fermo immediato per pericolo di fuga, che è stato eseguito dai Nas.

Il progetto di trasferimento a Santo Domingo
Secondo gli accertamenti disposti dai magistrati Vannoni stava per raggiungere Santo Domingo dopo aver venduto la sua Porsche per finanziare la trasferta e, forse, riprendere lì l'attività. Le indagini - coordinate dal procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo e dal sostituto Alessandro Aghemo - hanno stabilito che numerosi pazienti reclutati in Italia per sottoporsi in Georgia al metodo Stamina, disconosciuto dalla comunità scientifica e vietato in Italia dalle autorità giudiziarie, arrivavano a pagare fino a 27mila euro per le cure di Vannoni. I Nas hanno eseguito anche alcune perquisizioni nei confronti di Erica Molino, biologa della Stamina Foundation, e di Rosalinda La Barbera, presidente della associazione Prostamina Life, ritenuta dagli inquirenti lo strumento per “reclutare” i malati indirizzati all'estero per essere sottoposti alla contestata metodica.

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La condanna di Vannoni al termine della primna inchiesta sul Stamina
Al termine del processo seguito alla prima inchiesta sul “metodo Stamina” sempre della procura torinese Vannoni aveva patteggiato una pena ad un anno e dieci mesi, con la condizionale, impegnandosi a rinunciare a qualsiasi iniziativa che gli permettesse di proseguire l'applicazione della controversa terapia. In Italia lo stop al metodo era arrivato dalle autorità giudiziarie e sanitarie, con due bocciature da parte di altrettanti comitati scientifici, cocumentazione che lo scorso dicembre ha indotto il governo georgiano a bloccare l’attività di Vannoni.

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