Manifestazioni

Stand digitali e tour virtuali, il business va oltre le fiere

Le imprese si attrezzano per far fronte alla mancanza di incontri diretti con i clienti e lavorano sulla reputazione digitale per accreditarsi. Gli stabilimenti diventano i nuovi show room

di Barbara Ganz

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Con le fiere tradizionali fermate dal Dpcm le aziende trovano nuovi modalità per stringere legami d'affari

Le imprese si attrezzano per far fronte alla mancanza di incontri diretti con i clienti e lavorano sulla reputazione digitale per accreditarsi. Gli stabilimenti diventano i nuovi show room


4' di lettura

Le zone arancioni e rosse, le quarantene in entrata e uscita dagli altri Paesi europei colpiti dalla pandemia, le trasferte difficili, le fiere annullate. Per le imprese diventa sempre più difficile incontrare i propri clienti, ma anche trovarne di nuovi, presentare i propri prodotti, progettare e fare manutenzione a impianti e macchinari. La tecnologia aiuta a trovare soluzioni alternative.

L’Area Mercati Esteri di Confindustria Vicenza - una delle province con la maggiore propensione a vendere all’estero - assieme a FarExport, con la collaborazione di Intesa Sanpaolo, hanno realizzato un’analisi dell’impatto che il Covid ha avuto sul commercio estero per settori di specializzazione, con l’obiettivo di definire strumenti e strategie utili a rilanciare rapidamente i processi di internazionalizzazione delle imprese. A cominciare dalle fiere e ai metodi per ovviare allo stravolgimento che il calendario fieristico ha subito, per effetto del virus.

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Lo stand è digitale
Dall’Italia alla Germania, dalla Svizzera alla Cina, a oggi, a livello mondiale più di 3.400 fiere ed esibizioni sono state cancellate o posticipate a causa dell’emergenza Covid, con un impatto sul settore espositivo senza precedenti.

«Ancora prima del Covid la tecnologia del sistema espositivo era in profondo e costante cambiamento, con un’integrazione sempre maggiore tra spazi fisici e virtuali» spiega Andrea Beretta Zanoni, Ordinario di Economia Aziendale a Verona e partner di Endevo Srl, autore della ricerca “dallo stand al digitale”. Alcuni cambiamenti sono destinati a durare: «È parere diffuso tra gli addetti ai lavori che, nella nuova normalità post-lockdown, si assisterà a una contrazione significativa delle risorse che le imprese dedicheranno alla partecipazione alle fiere. L’effetto principale sarà una razionalizzazione delle manifestazioni fieristiche, con una polarizzazione globale delle fiere: sempre meno e sempre più grandi».

Ci saranno fiere in qualche modo vincitrici che saranno riconosciute come eventi centrali del settore, alle quali è necessario essere presenti, e resteranno settori, come il food&beverage, nei quali gli aspetti sensoriali (sapori, profumi) saranno una componente anche prevalente rispetto alla digitalizzazione. Non solo: «Le fiere stesse evolveranno, da esposizione fisiche di prodotti ad hub informativi permanente, aggregatori, elaboratori e diffusori di informazioni, relazioni, idee», sottolinea Beretta Zanoni, che vede però anche uno spazio per gli eventi “aumentati”, dimensionalmente minori, altamente specializzati e il cui valore prescinde totalmente dalla localizzazione e dalla dimensione fisica: non saranno alternativi alla fiera “Core” ma potranno, se adeguatamente progettati, integrarne e arricchirne il contenuto «generando importanti effetti sinergici».

Le tre strade
Intanto le aziende si attrezzano. Già diverse, soprattutto nel settore dei macchinari per l’industria, hanno applicato tecnologie virtuali per trasformare il proprio stabilimento in uno spazio espositivo. In questo modo mettono i clienti nelle condizioni di accedere a uno show room virtuale navigabile liberamente, e possono accompagnare il cliente in una visita guidata in remoto dello stabilimento. Utilizzando strumenti come smart glasses si possono abbattere le distanze. Su questo fronte lavorano giovani imprese innovative come Vision Lab Apps stanno testanto la tecnologia per far visitare da remoto stabilimenti e industrie: il primo test si è svolto nell’azienda vitivinicola Villa degli Olmi.

E mentre si moltiplicano gli e commerce, la volontà di massimizzare le opportunità ha spinto alcune aziende a lavorare sulla propria reputazione digitale, in modo da essere percepite - anche in futuro - come realtà innovative, al passo con i tempi e dedicate ai clienti, ad esempio organizzando webinar ed eventi online.

Un caffè all’alba
La mancanza delle fiere ha un impatto importante sugli ordini di una azienda che esporta il 90%, come Alessi Domenico Spa, realtà orafa alla quarta generazione. Per tenere i contatti con i clienti, dall’Asia all’America, qui è nato il format del “virtual cafè” all’interno di una AD week show, una intera settimana dedicata ai clienti (la prima in piena pandemia). Scavalcando fusi orari ci si dà appuntamento con i clienti, e fra webcam e strumenti innovativi si mostra il nuovo campionario. «Distanti ma vicini, con del tempo di qualità e la possibilità di creare, comunque, un clima amichevole e di colloquio: per riconquistare un po' della visibilità che viene meno con le fiere di settore e soprattutto per andare sempre più verso una politica di branding», spiega Alice Alessi, responsabile marketing e vendite.

L’idea è nata dopo il primo lockdown, in un panorama assolutamente fermo: ora già si pensa a una terza edizione. «La seconda ondata ci ha trovato in qualche modo già preparati: avremmo comunque mantenuto questa formula anche in un contesto di emergenza meno forte. Non solo: abbiamo potenziato la comunicazione in ogni direzione, creando all’interno del sito sezioni dedicate a fornitori, clienti, collaboratori. E poi naturalmente usiamo i canali social, per riconquistare un po’ della visibilità che viene meno con le fiere di settore».

Un calice digitale
Posticipata al 2021 la 54.edizione di Vinitaly - Veronafiere ha dovuto riposizionare nel giro di due settimane un calendario di eventi che ne conta circa 70 in un anno tra Italia ed estero, alcuni fortemente radicati nella loro stagionalità - il settore ha vissuto a inizio novembre la prima fiera interamente digitale, la Merano WineFestival in versione completamente digitalizzata.

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