Arte e Finanza

Stand quanto costi? Taglio dei prezzi in fiera

di Silvia Anna Barrilà


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Artiaco ad Art Basel 2018 con opere di Ann Veronica Janssens, Liam Gillick, Gilbert & George e Lello Lopez

4' di lettura

Il nuovo sistema di prezzi degli stand di Art Basel è positivo non solo per i galleristi, ma anche per i collezionisti. Allentando la pressione sulle gallerie di piccole e medie dimensioni, infatti, è possibile diversificare l’offerta e dare più spazio all’attività di ricerca delle giovani gallerie. Ormai da anni nel mercato dell’arte si parla della crisi delle piccole e medie imprese, schiacciate dai costi e dal successo dell’arte blue-chip. Partecipare ad una fiera rappresenta per una galleria una necessità, perché è qui che si vende, s’incontra la clientela e si costruisce la reputazione, ma i costi da sostenere sono altissimi, per cui rientrare nelle spese comporta il mantenere alti i prezzi delle opere. Infatti la spesa complessiva delle gallerie stimata nel 2016 nell’Art Market 2018 è pari a 4,6 miliardi con un incremento del 15% anno su anno e anche l’aumento delle vendite nelle fiere (stimato nel 16% nel 2017) è stato accompagnato da significativi costi aggiuntivi.

La ricerca della quadra
Tuttavia, sempre più mega-player si sono espressi a favore di un sistema più equilibrato, che favorisca un ecosistema dell’arte sano e dinamico, a vantaggio di tutti. Già qualche mese fa il mega-gallerista newyorkese David Zwirner, con fare da Robin Hood, si era dichiarato pronto a sostenere costi più alti per alleggerire le gallerie più deboli. Ora la sua provocazione diventa realtà: dalla prossima edizione di Basilea, dal 13 al 16 giugno 2019, la fiera rinuncerà ad aumentare il prezzo dello stand al metro quadro (mq) del 5%, com’era solita fare ogni anno (830 euro nel 2018), e calibrerà il prezzo sulle dimensioni dello stand, da 760 franchi al mq (-8% sul 2018) per gli stand più piccoli (25 mq) a 905 franchi (+9% sul 2018) per gli stand più grandi (124 mq). Sconti anche sui prezzi degli stand nella sezione Statements (dedicata alle gallerie giovani), da 12.000 a 10.000 franchi, e nella sezione Feature (dedicata ai progetti curatoriali), da circa 25.000 a 20.000 franchi, mentre le gallerie che entreranno nella sezione principale (Galleries) otterranno una riduzione del 20% il primo anno e del 10% il secondo.
«È una decisione corretta» ha commentato il gallerista napoletano con più di 30 anni di attività alle spalle Alfonso Artiaco. «Accogliamo con entusiasmo questa nuova politica» ha detto Marc Payot, partner e vicepresidente della mega-galleria svizzera Hauser & Wirth. Positive anche le reazioni delle giovani gallerie. «Si potrebbe fare ancora di più, ma è un passo importante» commenta l’austriaco Emanuel Layr. Gli fanno eco Antoine Levi di Parigi, Chert Lüdde di Berlino e P420 di Bologna.

Una partita da giocare
Ma a quale gettito di entrate rinuncia la fiera? E quali saranno le conseguenze sulla planimetria della fiera e il numero degli espositori? «Nessuna – fa sapere un portavoce di Art Basel, – la fiera non aumenta il prezzo complessivo del mq, ma cambia il modo in cui lo distribuisce tra le gallerie. Non ci aspettiamo che influisca sul numero dei partecipanti, né sulla struttura della fiera». Secondo il portavoce di Art Basel la decisione non è stata dettata dalla volontà di aumentare il numero di gallerie di piccole e medie dimensioni e neppure dal timore di perdere partecipanti a favore della concorrenza. «Art Basel è sempre stata una piattaforma per un’ampia gamma di gallerie e il nostro obiettivo è mantenerla tale» concludono.

Effetto domino
Ma Art Basel non è la sola: già all’inizio dell’anno la parigina Fiac (prossimo 18-21 ottobre), la newyorkese The Armory Show (7-10 marzo 2019) e Frieze Los Angeles (14-17 febbraio 2019) hanno annunciato un abbassamento dei prezzi per favorire le gallerie meno forti, e anche il Gallery Weekend di Berlino (27-29 aprile 2019) ha rivelato di voler muoversi in questa direzione. Fiac ha abbassato i prezzi degli stand più piccoli del 5% a 550 euro al mq, mentre ha alzato i prezzi degli stand più grandi del 2,2% a 650 euro. Per le gallerie emergenti del settore Lafayette il prezzo è rimasto stabile a 290 euro al mq grazie al sostegno del gruppo Galeries Lafayette, e ai partecipanti non parigini viene offerto l’alloggio. L’Armory Show ha abbassato i prezzi di tutti gli stand del 5%, invece, di aumentarli del 4%, secondo quanto riporta Artnet.com, mentre Frieze introdurrà dal 2019 quattro fasce di prezzo a partire da una tariffa più bassa per gli stand di 20 mq, che costeranno in tutto circa 8.300 dollari, fino a circa 76.000 dollari per gli stand tra 70 e 80 mq. Sono misure che non risolveranno i problemi delle gallerie, ma le aiuteranno.

Nella Penisola
Tra le italiane, ArtVerona da tre anni porta avanti una politica di agevolazioni per le giovani gallerie con stand a 140 euro al mq per la Raw Zone (stand monografici), 175 euro per Scouting (progetti di ricerca) e piccoli stand nella main section (16-24 mq) a 3.500-5.000 euro tutto incluso. A Miart le giovani pagano 189 euro /mq, il 30% in meno della Main section e hanno uno sconto del 10% quando dopo tre anni vogliono passare alla Main section. Prezzo simile per le giovani di Artissima: 180 euro il primo anno e 220 il successivo invece di 250 euro/mq. Una novità del 2018 è un fondo triennale da 4.000 euro per tre realtà della sezione New Entries offerto da Professional Trust Company Srl (quest’anno sono Ada Project di Roma, This Is Not a White Cube del Luanda e Cecilia Brunson di Londra). A Lugano, Wopart, in corso in questi giorni, ha una nuova sezione Emergent con stand da 12 mq a 250 euro/mq invece di 300. Insomma la pressione commerciale ha portato a più miti consigli.

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