Il giudizio

Standard & Poor, confermato rating Italia a BBB. Outlook stabile

Dall’agenzia stime migliori rispetto a quelle del Def. Promosso il pacchetto di riforme del governo Draghi

di Gianni Trovati

1' di lettura

La nuova tornata di rating sul debito italiano si apre con una conferma. Nella tarda serata di venerdì S&P ha comunicato la decisione di mantenere invariato il giudizio sull'Italia, con la tripla B accompagnata dall'outlook stabile. Decisione che conferma le attese della vigilia, anche perché l'agenzia americana aveva alzato l'outlook nell'ultimo appuntamento dell'autunno 2020, e nuovi ritocchi erano considerati improbabili.

Stime migliori rispetto al Def

Vero che il Documento di economia e finanza appena approvato dalle Camere ha sancito il rinvio al 2022 per l'avvio della ridiscesa del maxidebito italiano, proiettato fino al 159,5% del Pil a fine 2021 contro il 155,8% con cui si è chiuso il 2020. Ma l'agenzia propone stime leggermente migliori di quelle governative, con una crescita al 4,7% (l'obiettivo del Def è 4,5%) e e un deficit all'11,6% (il Def dice 11,8%).

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A rassicurare S&P è poi il costo di rifinanziamento del debito (0,11% del Pil), tenuto basso dai tassi piatti. La politica monetaria di Francoforte continua poi a essere largamente accomodante, come confermato giovedì dalla Bce, gli organismi internazionali confermano in coro la necessità di mantenere un tono espansivo alla politica economica.

IL RATING DELL'ITALIA
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Il piano di ripresa

E soprattutto la Ue, e l'Italia prima di tutti, è alla vigilia dell'avvio della Recovery and Resilience Facility con il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza sabato mattina all'esame del consiglio dei ministri con il pacchetto di riforme su giustizia, Pa, concorrenza, semplificazioni e fisco che sembra convincere gli analisti di S&P. Alle chance di crescita realizzabili con i 221,5 miliardi in sei anni offerti del piano sono agganciate le prospettive di sostenibilità del nostro debito.

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