la multinazionale delle caffetterie

Starbucks in profondo rosso dopo l’uscita di scena del cfo Scott Maw

(Reuters)

1' di lettura

Il titolo Starbucks ha virato al ribasso nel pre-mercato a Wall Street per poi mantenere l’andamento al ribasso, con una perdita di poco inferiore al 4 per cento. Il motivo? Il suo direttore finanziario se ne andrà il 30 novembre prossimo: si tratta di Scott Maw, dal febbraio 2014 in quel ruolo; entrò nella più grande catena di caffetterie al mondo nel 2011. L'uscita del Cfo impatta su un quadro di vendite in fase di rallentamento negli Stati Uniti, di un’espansione difficile in Cina e segue quella del fondatore di fatto dell'azienda, Howard Schultz, che dal 26 giugno scorso ha lasciato gli incarichi di presidente esecutivo e membro del consiglio di amministrazione diventando presidente onorario dell'azienda.

Schultz si prepara comunque a mettere a segno una pietra miliare per l'azienda: il suo ingresso nel mercato italiano. Schultz infatti supervisionerà l'apertura a Milano, prevista il 6 settembre prossimo, della Starbucks Reserve Roastery, il marchio di alta gamma del gruppo a cui si sta dedicando da quando il 3 aprile del 2017 cedette l'incarico di Ceo a Kevin Johnson.

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La ricerca del nuovo Cfo di Starbucks è iniziata ma il mercato ha un altro motivo per essere nervoso. Otto giorni fa l'azienda aveva previsto un numero di nuovi negozi in Usa più basso delle stime e vendite comparate deludenti. Nel 2018 il titolo del gruppo ha perso il 13% e negli ultimi 12 mesi oltre il 15%.

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