CREATO PER OPEN FIBER

Stare al passo con i tempi grazie alla fibra


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3' di lettura

C'è Udine, la capitale storica del Friuli, con i suoi 100mila abitanti, cuore amministrativo ed economico della regione. C'è Gemona, 10mila abitanti, che sorge alle pendici delle Prealpi Giulie ed è diventata il simbolo della rinascita post terremoto del 1976. Ma c'è anche Lauco, borgo di 700 abitanti della Carnia, con una decina di frazioni sparse nei suoi 35 chilometri quadrati di estensione.
Parte da qui il viaggio di Open Fiber in Friuli Venezia Giulia, alla scoperta dei luoghi in cui è già arrivata, o sta per arrivare, la nuova rete interamente in fibra ottica (modalità FTTH, Fiber To The Home), che ha l'obiettivo di colmare il ritardo digitale del Paese. Un'infrastruttura moderna, all'avanguardia e per tutti, dal castello di Udine all'altopiano di Lauco, a circa 60 chilometri dal capoluogo, dove solo parlare di fibra ottica, fino a qualche mese fa, era irrealistico.

Ne sa qualcosa Sonia Dioniso, che qui gestisce un'attività agricola, e che deve fare i conti con la registrazione del bestiame alla Banca Dati Nazionale, possibile esclusivamente online: un'operazione semplice, se hai a disposizione una buona connessione, estremamente complessa e lenta se invece anche l'Adsl è un miraggio. Un problema che la accomuna a Federico Durli, giovane ristoratore della frazione di Trava, che con la fibra ottica spera sì di offrire ai suoi clienti un servizio wi-fi efficiente, ma anche di riuscire a far funzionare il Pos con regolarità. È il prezzo della montagna, direbbe qualcuno. “Ma io credo nella montagna, credo nel potenziale che ha”, ci dice Federico, “Ci vuole coraggio a investire in territori così ostici” - gli fa eco Flavio Ferroli, imprenditore nel settore metallurgico – “ma noi stiamo andando avanti, nonostante le difficoltà”.


Il piano di Open Fiber in Friuli Venezia Giulia vale, ad oggi, più di 170 milioni di euro. Circa 130 milioni di euro sono destinati alle aree bianche del territorio, là dove non esistono infrastrutture a banda larga, e per le quali Infratel (società del Ministero per lo Sviluppo Economico) ha lanciato tre gare pubbliche, vinte da Open Fiber, per la realizzazione e la gestione – per 20 anni – di una nuova rete di telecomunicazioni a banda ultra larga.
“Stiamo portando la rete in fibra ottica in comuni e località molto isolate come Lauco - spiega Luca Fioretti, Field Manager di Open Fiber – per i cittadini significa finalmente stare al passo con i tempi”. E significa anche risolvere i piccoli e grandi problemi quotidiani. Come quelli dei pochi abitanti della frazione di Val di Lauco, dove si arriva dopo circa venti minuti di auto percorrendo i tornanti che portano al Monte Arvenis, che non riescono neppure a telefonare con i cellulari perché non c'è campo. E per i quali internet è ancora un oggetto del desiderio. Ancora per poco. L'obiettivo di Open Fiber è di azzerare le distanze, offrire pari opportunità. Tutti avranno la possibilità di viaggiare fino a 1 Gigabit per secondo, esattamente come già accade in città.

Come a Udine, dove la società guidata da Elisabetta Ripa ha investito 14 milioni di euro per collegare oltre 40mila unità immobiliari alla banda ultra larga. “Per il nostro progetto è fondamentale il supporto dell'Amministrazione comunale – sottolinea il Field Manager di Udine, Matteo Carli – solo collaborando, come è successo a Udine, possiamo procedere in maniera spedita e consegnare ai cittadini una rete a prova di futuro”. Lo streaming dei contenuti in HD, anche multipiattaforma, la possibilità di lavorare in smart working e inviare file di grosse dimensioni in qualsiasi momento della giornata, la navigazione con una latenza inferiore ai 5 millisecondi, sono servizi già disponibili oggi in gran parte del territorio di Udine.

E lo saranno presto anche a Gemona, che nel 2020 diventerà la prima piccola Smart City d'Italia grazie ad un piano da 2 milioni di euro, che consentirà di attuare il processo di digital transformation promosso dal Sindaco, Roberto Revelant. “Gemona è già stata un modello di ricostruzione dopo il sisma del '76 – spiega il primo cittadino – ora vogliamo fare un salto di qualità, proiettare la nostra realtà nel futuro”. E così sarà, con l'FTTH di Open Fiber che abiliterà servizi in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini, dalla sensoristica IoT per la sicurezza urbana, al monitoraggio in tempo reale dell'attività sismica e degli effetti sugli edifici.
“Si tratta di un piano complesso, capillare, mai realizzato prima – racconta Alberto Sperandio, Regional Manager Friuli Venezia Giulia – che stiamo sviluppando cercando di ridurre al minimo l'impatto ambientale e limitando le attività di scavo. È un progetto che valorizzerà il territorio. La sensazione che viviamo tutti i giorni è di contribuire a creare una grande opera, che ci aiuterà a superare il digital divide di cui abbiamo sempre sofferto”.

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