Nuove imprese

Start up record, Milano rilancia nell’anno nero della pandemia

Nel 2020 la regione ha registrato la nascita di un migliaio di società: il capoluogo lombardo fa da traino con due iscrizioni al giorno

di Luca Orlando

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3' di lettura

Trentadue. Esattamente la metà rispetto all’anno precedente. Anche per le nuove start-up registrate, così come per l’intera economia nazionale, il mese di aprile del 2020 è stato il periodo più cupo, sotto ogni punto di vista. Complice la chiusura degli uffici per effetto del lockdown, la registrazione di start-up in quel periodo in Lombardia è crollata verticalmente, lasciando presagire un anno nero.

E invece no. Così come accaduto per le imprese, in grado di chiudere l’anno ben oltre le stime effettuate in quelle settimane, anche per la nuova imprenditoria il recupero è stato netto, persino inatteso nella sua forza. Il 2020 è in effetti l’anno record, con poco meno di mille nuove start-up registrate in regione, una crescita del 31% rispetto all’anno precedente. Il che rafforza ulteriormente il primato regionale, che si trova (dati all’8 marzo) a rappresentare con 3309 realtà quasi il 27% del totale nazionale.

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Motore principale è ancora una volta Milano, che con quasi due nuove start-up al giorno si porta a fine 2020 a ridosso di quota 2.300: più di quanto realizzano Veneto ed Emilia-Romagna messe insieme.

Crescita che per la verità prosegue anche nel 2021 (dal primo gennaio all’8 marzo) , con 211 start-up registrate in regione, undici in più rispetto al corrispondente periodo del 2020, che ancora possiamo quasi interamente classificare come pre-Covid.

Situazione virtuosa, quella registrata a Milano, visibile anche nelle principali strutture che si occupano di innovazione. Come Polihub, incubatore gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano, struttura inserita nel Polo della Bovisa dell’ateneo, che ospita 40 realtà innovative, in grado di generare 300 posti di lavoro.

«Anche nel 2020 - spiega il presidente Andrea Sianesi - il saldo tra ingressi e uscite è stato positivo. Tanto che abbiamo deciso di proseguire nel piano di sviluppo, aggiungendo una nuova ala che porta i nostri spazi a circa 8mila metri quadri». Crescita che prosegue nel 2021, con l’inserimento di altri 500-1000 metri quadri per laboratori “leggeri”, dove le start-up potranno sviluppare sperimentazioni, primi assemblaggi e prototipi. «Il Covid - prosegue Sianesi - credo abbia in parte scatenato la creatività delle persone, spingendole a trovare soluzioni a problemi nuovi. Nei momenti del lockdown ci siamo chiesti se fosse opportuno proseguire nei piani di sviluppo alla luce di previsioni davvero cupe. Ma alla fine la scommessa è stata vinta. La competizione annuale “Switch to product” ha avuto un numero record di idee presentate, così come in crescita è stata la partecipazione alla nuova edizione di Start-Cup. I flussi di imprenditorialità, in sintesi, non si sono affatto prosciugati, anche se ovviamente anche le start-up hanno sofferto le restrizioni imposte dal Covid».

L’intera struttura di Polihub entro 2-3 anni si sposterà nell’area adiacente dei gasometri della Bovisa, sempre a Nord-Ovest di Milano, ma intanto prosegue anche l’insediamento di realtà industriali consolidate, come Eni o Schindler, che scelgono il distretto hi-tech milanese per accelerare le proprie capacità innovative sfruttando la prossimità di università, laboratori e start-up.

Situazione positiva anche quella vissuta dal distretto Fintech, (community di riferimento per l’ecosistema del fintech in Italia) altra area di forte sviluppo per effetto della progressiva digitalizzazione degli strumenti finanziari.

«Il nostro network, che raccoglie più della metà delle realtà fintech italiane, nel 2020 è lievitato di ben 34 unità a quota 173 - spiega il responsabile di Fintech District Alessandro Longoni, - e tutto questo lo scorso aprile non era affatto scontato. Abbiamo visto in parallelo un ingresso di nuove aziende strutturate, il cui numero è raddoppiato. Realtà che decidono di stare a contatto con le imprese innovative per accelerare i propri processi di sviluppo. La pandemia in questo senso ha dato uno stimolo in più, facendo aumentare in modo significativo l’utilizzo online dei servizi finanziari». La community continua a ricevere nuove richieste di adesione (il target 2021 è arrivare a 200 aziende) e in parallelo lievita nella struttura interna, dal 2017 ad oggi triplicata a 11 professionisti. «Lavori che cresceranno anche a livello macro nel settore - aggiunge - e per il solo comune di Milano abbiamo stimato, grazie al Fintech, 60mila nuove posizioni in 4 anni».

Fermento visibile anche nei numeri della terza “Bocconi for Innovation Startup Call”, che ha raccolto il 20% di candidature in più rispetto all’edizione precedente, con oltre 560 fondatori coinvolti.

Imprenditorialità che a Milano si arricchisce anche di nuove iniziative. Come G-Gravity, hub di innovazione e centro di competenza dedicato all’open innovation, al venture building e allo sviluppo di nuovi servizi e prodotti, in parte fisico (oltre 1000 metri quadri nell’ex fabbrica di cioccolato di via Legnone), in parte digitale, ambito in cui sarà possibile sviluppare idee, conoscenza e iniziative in modalità collaborativa. Si parte con Digital Healthcare Sandbox, laboratorio permanente per sperimentare soluzioni digitali nel settore della Salute.

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