innovazione

Startup, si sblocca il fondo ma resta l’incognita degli incentivi fiscali

Gli investimenti nelle Pmi innovative sono stati di fatto rallentati: ora si attende il nuovo decreto per avere maggiori certezze

di Alessandro Longo

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(.shock - stock.adobe.com)

Gli investimenti nelle Pmi innovative sono stati di fatto rallentati: ora si attende il nuovo decreto per avere maggiori certezze


3' di lettura

Cdp Venture Capital Sgr – Fondo Nazionale Innovazione ha deliberato l'istituzione di un fondo denominato Fondo Rilancio, che accoglie la dotazione di 200 milioni di euro affidati dal Ministero dello Sviluppo economico a sostegno delle startup e delle Pmi innovative in Italia, nella fase di ripartenza dall'emergenza Covid-19.

L'avvio del fondo arriva il giorno dopo l'uscita in Gazzetta ufficiale del decreto attuativo dell'art. 38 comma 3 del decreto legislativo Rilancio.Un decreto molto atteso da tutto l'ecosistema delle startup e arrivato con due mesi di ritardo rispetto ai termini del decreto Rilancio.

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E l'attesa non è finita perché adesso le aziende e gli investitori premono per l'arrivo degli altri due decreti attuativi previsti dal Rilancio, soprattutto quello per gli incentivi fiscali su chi investe in startup o pmi innovative.

Il Fondo Rilancio si inserisce quindi in un quadro che deve completarsi. Saranno gli investitori qualificati e regolamentati che operano sul territorio a segnalare le startup e le pmi innovative (incluse nel relativo registro del ministero) in cui stanno per investire o hanno investito nei sei mesi antecedenti l'entrata in vigore del Decreto Legislativo Rilancio, nel rispetto dei requisiti stabiliti dal decreto attuativo.

Il capitale investito da Cdp Venture Capital Sgr attraverso il Fondo Rilancio ammonterà ad un massimo di quattro volte il valore di quanto investito dai privati, nel limite complessivo di un milione di euro per singola startup o pmi.

Gli investimenti, realizzati attraverso lo strumento finanziario del convertendo, saranno rivolti a startup e Pmi innovative che stiano effettuando round di investimento o che l'abbiano già effettuato, attraverso la mediazione degli investitori qualificati o regolamentati.Le startup e le Pmi destinatarie degli investimenti da parte del Fondo Rilancio dovranno avere sede legale in Italia e svolgere in Italia le loro attività e i programmi di sviluppo futuri e rientrare nei requisiti stabiliti dal decreto attuativo.

L'altro decreto servirà a sbloccare una detrazione Irpef pari al 50% della somma investita (in alternativa alla detrazione Irpef del 30% per investimenti fino a un milione di euro) prevista dall'art. 29 del D.L. 179/2012. L'investimento massimo agevolabile, in ciascun periodo d'imposta, non può essere superiore a 100 mila euro per startup e 300mila per pmi e deve essere mantenuto per almeno tre anni.

Da Palazzo Chigi fanno sapere che il decreto attuativo ha ricevuto l'ok dal Mef il 2 novembre ed è alla firma del Mise; tornerà poi al Mef e infine andrà alla Corte dei Conti. È improbabile che l’iter possa essere completato per fine anno.Il problema è che gli investitori stanno alla finestra nell'attesa di leggere, nel decreto, i dettagli su come andranno ottenuti questi incentivi.

Di fatto sono ora rallentati gli investimenti in startup, a quanto riferiscono alcuni operatori, come Matteo Masserdotti, Ceo della piattaforma di crowdfunding Two Hundred.«C'è un rallentamento degli investimenti sulle startup, in attesa del decreto. Purtroppo abbiamo avuto cattive esperienze in passato - dice Masserdotti -. Due anni fa un decreto concedeva detrazioni fiscali del 40% ma solo dopo si sono scoperti problemi attuativi. Nel caso del decreto Rilancio non è chiaro a chi sono riconosciti le detrazioni fino al 50%, serve il decreto attuativo per capire; e come le aziende possono offrire queste detrazioni agli investitori. Non vorremmo che vengano posti limiti imprevisti».

Ultimo decreto atteso, ma meno rilevante, per un fondo da 10 milioni di euro finalizzato all'acquisizione di servizi prestati da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative.

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