ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùOggi le elezioni

Usa, il giorno del Midterm. Biden: «Difendiamo la democrazia»

Il presidente americano è tornato ad attaccare l’ala trumpiana dei repubblicani: «Stiamo affrontando alcune delle forze più cupe che abbiamo mai visto»

di Marco Valsania

Aggiornato l’8 novembre 2022, ore 07:45

Elezioni midterm, Biden: "È in gioco la democrazia"

2' di lettura

In giornata gli Usa votano nelle elezioni di Midterm. Joe Biden è tornato ad attaccare l’ala trumpiana Maga dei repubblicani: «Stiamo affrontando alcune delle forze più cupe che abbiamo mai visto nella nostra storia», ha detto il presidente Usa incitando a «difendere la democrazia». Alcuni repubblicani vicini a Trump hanno già cominciato a lanciare l’avvertimento che se i risultati del voto dovessero tardare sarebbe molto sospetto. Gli americani votano martedì 8 novembre nelle elezioni di metà mandato che determinano il futuro del Congresso, con l’opposizione repubblicana all’offensiva. Saranno rinnovati tutti i seggi della Camera dei rappresentanti e un terzo di quelli del Senato.

L’opposizione, cavalcando le preoccupazioni economiche, promette di strappare una maggioranza decisiva al Senato e alla Camera. I democratici di Joe Biden, nonostante i sondaggi sfavorevoli e l’impopolarità del presidente, non si danno però per vinti: contano d’aver ridotto in extremis il deficit di entusiasmo tra i rispettivi elettorati, denunciando i rivali alla stregua di estremisti in guerre culturali e nei valori sociali. E di poter così ridimensionare la sconfitta tra i deputati e preservare un vantaggio tra i senatori.

Loading...

Le corse decisive

Insolitamente numerose, all’apertura delle urne, le corse di importanza critica e dal risultato del tutto incerto. Almeno cinque al Senato: in Pennsylvania, Georgia, Arizona, Nevada e New Hampshire, dove le inchieste d’opinione mostrano pareggi. Più d’una potrebbe richiedere ulteriori conteggi delle schede per verificare margini minimi e in Georgia un ballottaggio a dicembre se nessuno dei candidati riceverà il 50% dei voti.

In forse sono poi decine di seggi alla Camera, con i repubblicani che, per pochi voti, potrebbero ottenere maggioranze in singola cifra oppure un successo a valanga. I conservatori sono stati incoraggiati da sondaggi che vedono gli americani favorevoli a una Washington divisa, con Casa Bianca democratica e Congresso repubblicano.

Le sfide negli Stati

In gioco sono infine le poltrone da governatore di grandi stati. Il clima è sicuramente dei più tesi. I democratici denunciano rischi di intimidazioni ai seggi e tentativi di annullare voti da parte di gruppi conservatori. Che hanno già presentato denunce in tre stati, Pennsylvania, Michigan e Wisconsin, per squalificare migliaia di schede anticipate con presunte o minori mancanze. I repubblicani rilanciano da parte loro lo spettro di truffe elettorali ai loro danni.

Segno dell’intensità dello scontro, i due partiti hanno mobilitato i rispettivi leader nazionali, anche quando controversi. Per i democratici Biden si è recato a New York e in Maryland, Barack Obama è stato a Philadelphia e Bill Clinton in Texas. Donald Trump per i repubblicani è passato dalla Pennsylvania alla Florida e all’Ohio. In Ohio si sono diffuse voci che l’ex presidente avrebbe potuto annunciare dallo stato in serata una sua candidatura ufficiale alla Casa Bianca nel 2024. La foga di questi giorni ha portato alla luce screzi ai vertici della altrimenti compatta campagna conservatrice: in Florida Trump e il governatore Ron DeSantis, che a sua volta coltiva ambizioni presidenziali, hanno tenuto comizi separati.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti