commissario giudiziale

Stefanel, Raffaele Cappiello sarà commissario giudiziale

Il Ministro Luigi Di Maio ha designato il giurista per gestire l’insolvenza

di Alberto Grassani


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2' di lettura

Il sistema dei sorteggi voluto dal vice premier Luigi Di Maio per le nomine dei commissari nei casi di insolvenza societaria ha fatto sì che per gestire la crisi di Stefanel la sorte abbia scelto un consigliere d’amministrazione della Mediaset di Silvio Berlusconi. L’esito dell’estrazione a sorte, «che ha avuto luogo in seduta pubblica» ha comunicato il Mise, ha fatto sì che «il ministro Luigi Di Maio abbia designato l’avvocato Raffaele Cappiello commissario giudiziale di Stefanel Spa».

La procedura del sorteggio
Insomma, «la procedura disciplinata da una direttiva emanata dal ministro nel luglio scorso», «prevede che una commissione di esperti selezioni una rosa di candidati, parimenti idonei, tra tutti coloro che hanno risposto all’apposito avviso pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico». «La rosa di candidati - sottolinea il Mise - viene poi sottoposta a sorteggio, garantendo la massima trasparenza nell’identificazione dei candidati migliori». E così può anche capitare che Di Maio debba nominare un amministratore di casa Berlusconi. Certo, si tratta di un professionista di prestigio, ex-allievo di Berardino Libonati e oggi docente di diritto commerciale presso la Scuola di specializzazione per le professioni legale dell’Università La Sapienza di Roma, con molte esperienze di commissario liquidatore, dal Cotonificio Rossi alla Manifesto Spa, ma è un dato di fatto che forse lo stesso ministro non si aspettava di dovere designare un membro del consiglio d’amministrazione di Mediaset per gestire la società che ha dichiarato l’insolvenza.

Sarà il giurista ora a fare il punto sullo stato di insolvenza della storica azienda di Treviso, le cui difficoltà durano già da diversi anni malgrado l’ingresso nel 2017 dei fondi di investimento Oxy Capital e Attestor, che non sono riusciti a portare la svolta sperata. A metà dicembre l’azienda ha provato a chiedere di essere ammessa al concordato preventivo salvo - sotto il peso di 90 milioni di debiti - dichiarare l’insolvenza nelle settimane scorse.

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