Avventure estreme

Stefano Ghisolfi: per arrivare in vetta bisogna concentrare mente e corpo

Affrontare la prima parete è stato un passaggio naturale per un appassionato di mountain bike. Ora è uno degli arrampicatori più forti del mondo e punta sempre più in alto.

di Paco Guarnaccia

Nato a Torino nel 1993, Stefano Ghisolfi è uno dei più forti arrampicatori italiani di sempre.

3' di lettura

Che Stefano Ghisolfi fosse un predestinato dell'arrampicata si era capito subito. Non era neanche passato un mese da quando aveva cominciato a cimentarsi in questo sport che, alla sua prima gara, era salito sul secondo gradino del podio. Niente male. Ma era solo l'inizio di una carriera costellata di successi fino alla conquista nel 2021 della Coppa del Mondo Lead, la prima disciplina dell'arrampicata sportiva, e persino il titolo al Guinness World Records di uomo capace della più lunga arrampicata (8 minuti e 15 secondi) su un muro girevole.

Sembrava scritto che tu dovessi cominciare ad arrampicare… In realtà all'inizio ero un ciclista. Facevo anche le gare con la mountain-bike da quando avevo sei anni. Dopo una di queste, degli amici mi hanno fatto provare a salire su una parete di arrampicata. Avevo 11 anni. Mi sono trovato subito bene e, cosa importante, mi sono divertito. Mi sono iscritto a un corso, a qualche competizione giovanile e, mentre miglioravo progressivamente, mi sono ritrovato in pochi anni a partecipare a alla coppa del mondo di arrampicata.

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Perché hai scelto di competere? Ero abituato. Correvo già in bici. Arrivando secondo alla mia prima gara di arrampicata ho capito che ero portato e che avrei potuto togliermi delle soddisfazioni. Inoltre, quella gara l'avevo pure fatta con delle normali scarpe da ginnastica e non con quelle tecniche.

Sei un climber molto poliedrico. Come ci riesci? Mi sono misurato per anni in tutte e tre le discipline dell'arrampicata (Speed, Boulder e Lead), ma ultimamente mi sono specializzato nella Lead, dove ho ottenuto i risultati migliori, anche se mi piace molto la Boulder (in cui ci si arrampica su vie di un massimo di 5 metri, senza l'uso dell'imbragatura, ma in sicurezza visto i materassi para cadute posizionati a terra, ndr.)

Che sensazione provi mentre sei sulla parete? Mi sento come fossi in una bolla in cui esiste solo quello che faccio in quel momento. Non sento gli altri che mi sono intorno, non ricordo il passato e non penso al futuro: sono solo concentrato sul presente e sulle azioni che faccio. Questa sensazione di Flow (una sorta di trance sportiva, ndr.), in realtà caratterizza molti sport. Io la provo con l'arrampicata ed è una delle sensazioni più belle, perché il corpo si muove in autonomia e la mente è totalmente distaccata.

Il Seiko Prospex Alpinist presenta la cassa In acciaio di 38 mm di diametro e il cinturino in pelle con fibbia deployante. Il movimento è a carica automatica con 70 ore di riserva di carica. Prezzo 730 euro.

Quindi cosa sono per te l'altezza e il vuoto? Due cose cui sono ormai abituato. La paura ogni tanto si fa sentire, del resto è un istinto che fa parte della natura dell'essere umano, ma tutto quello che faccio è in totale sicurezza e quindi, ragionandoci su, la metto da parte e punto sull'obiettivo: arrivare in alto. La famosa frase non guardare verso il basso è verissima. Meglio concentrarsi su quello che c'è sopra.

Qual è la via più bella e complicata che tu abbia mai fatto? Sono tre, tutte gradate 9b+ e tra le più difficili del mondo. Le prime due sono in Francia, la Perfecto Mundo di Margalef e la Bibliographie di Ceuse. La terza è la Change in Norvegia. Mi hanno richiesto molto tempo ed energie ma quando ci sono riuscito, la soddisfazione è stata grandissima. Uno dei miei obiettivi del 2022 è affrontare la Silence in Norvegia: è l'unica a essere gradata 9c.

Usi molto il web. Hai una pagina su YouTube con oltre 37 mila iscritti. Questa piattaforma mi permette di descrivere in modo più approfondito la storia delle vie che provo e non solo. Nei video che produco cerco di raccontare la mia vita da scalatore, le difficoltà che affronto, ma anche i miei successi mostrando tutti i risvolti, fisici e psicologici, che ci sono dietro ma che spesso non si vedono.

E i social? Li usavo spesso, sono anche un gioco con i quali mi diverto a creare contenuti anche più leggeri. Mi piace sperimentare e interagire con le persone in modo simpatico senza prendermi troppo sul serio.

Sei uno dei friend of the brand di Seiko: che rapporto hai con il tempo? È quasi sempre dedicato all'arrampicata perché è la cosa che più mi fa star bene e mi diverte. Ovviamente ho anche del tempo libero che utilizzo coltivando le mie altre passioni che sono la fotografia e il videomaking e andando in giro con la mia ragazza Sara per il Trentino, dove ormai viviamo da sei anni. Il tempo non lo spreco mai: ogni secondo è prezioso.

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