Automotive

Stellantis, 30 miliardi su software ed elettrificazione. Patto con Foxconn per i chip

Il gruppo automobilistico vara un piano per potenziare le attività sul fronte della tecnologia entro il 2025

di Mario Cianflone

Alfa Romeo, Stellantis punta a rilancio nel mondo

4' di lettura

Stellantis lancia la sfida del Software e si inserisce nella scia di Volkswagen, Daimler Bmw e Renault che hanno da tempo annunciato iniziative, piani di investimento e strutture dedicate, come quella della Regie (Software Republique) o di Vw (la società Cariad) allo sviluppo del software che è ormai, come ha insegnato Tesla, l'elemento chiave e strategico dell'industria dell'auto elettrificata e a guida fortemente automatizzata.

Il quarto gruppo mondiale dell’auto infatti programma di investire oltre 30 miliardi di euro entro il 2025 per effettuare la sua trasformazione nell'ambito del software e dell’elettrificazione. È quanto annunciato dal gruppo guidato da Carlos Tavares, nell’ambito del Software Day che spiega le strategie in fatto di programmi, algoriitmi e app del colosso che raggruppa 14 marchi. Le iniziative sul fronte software ribadiscono il piano di sviluppo sull'elettrificazione presentato all'Ev Day di luglio 2021, con l'intento di raggiungere oltre il 70% di vendite in Europa e oltre il 40% di vendite negli Stati Uniti costituite da veicoli a basse emissioni (Lev) entro il 2030.

Loading...

Stellantis prevede che prodotti e servizi abilitati da software e abbonamenti genereranno circa 4 miliardi di euro di fatturato annuo entro il 2026 e una cifra cicina ai 20 miliardi di euro entro il 2030, grazie a 34 milioni di smart car “monetizzabili” connesse previste entro il 2030, con una maggioranza di nuovi veicoli completamente aggiornabili via Ota (over The Air entro il 2024.

Stellantis prevede tre nuove piattaforme tecnologiche nel 2024: Stla Brain, sistema centrale digitale di controllo vettura, Stla Cockpit per l’interfaccia utente e l’infotaimment ed Stla Drive(per la guida da automatizzata). Queste architetture rappresentano l’equivalente digitale delle quattro architetture Stla per le future auto elettriche battezzate: STLA Small, Medium, Large e Frame.

Saranno distribuite, su scala, sulle quattro piattaforme di veicoli di Stellantis nei due anni successivi. Il cuore della trasformazione in servizi “customer-centric” è la nuova architettura digitale per veicoli elettrici e software Stla Brain. .

Stla Brain è aggiornabile come gli smartphone in modalità Ota (over the air) con 30 moduli indirizzati ed è molto più flessibile rispetto ai 10 moduli attuali.

È una struttura orientata ai servizi completamente integrata con il cloud, che collega le centraline di controllo elettroniche all’interno del veicolo con l'introduzione di un computer centrale ad alte prestazioni che diventa il cuore dell’auto, con meno chip (e ora questo è fondamentale), meno centraline sparse per l’auto al fine di gestire differenti funzioni (dai fari intelligenti agli Adas. dalla gestione delle batterie alla climatizzazione fino all’infotainment). Con la centralizzazione dell’hardware ogni funzione dell’auto è implementabile via software in modo più semplice. Questo smentisce una volta di più il mito mediatico di questi temi cioè l'equazione “auto = smartphone”. No, l'automobile è un oggetto enormemente più complesso di un “telefonino” e non solo perché a bordo ci sono circa 8/10 km di cavi che compongono il suo cablaggio e decine di chip, ma soprattutto, perché l'automobile (sembra scontato) è un oggetto che si muove e deve trasportare persone in sicurezza ovunque. E ora il software, non è più un corpo estraneo ma parte integrante del veicolo .

Stellantis dunque segue la strategia tecnologia degli aggiornamenti Ota (che sono stati il fiore all'occhiello di Tesla) che permettono di risolvere bug, introdurre nuovi funzione e soluzioni per, ad esempio la gestione della batteria delle vetture elettriche. Un upgrade software può migliorare di molto l'autonomia di un’auto a ioni di litio, il tutto riducendo i costi e azzerando i tempi di fermo in officina riducono drasticamente i costi per i clienti e per Stellantis, semplificano la manutenzione per l’utente e mantengono i valori residui del veicolo.

Stla AutoDrive, sviluppato con Bmw, è invece il sistema di capacità di guida autonoma di livello 2, livello 2+ e livello 3 (della tabella Sae di 5 step) e sarà continuamente aggiornato Ota. Appare chiaro che Stellantis sta con i piedi per terra: nessuna fuga in avanti verso robotaxi e guida autonoma di Livello 5, fantatecnologie molto di moda ma di fatto non realizzabili in tempi ragionevoli.

Stla SmartCockpit, è l’architettura digitale, aggionabile in Otache costituisce l’interfaccia utente della vettura ed è di fatto una emanazione lato utente di Stla Brain. Lo sviluppo di interfacce di nuova generazione che non siano una poco ergonomica trasposizione in plancia di tecnologie degli smartphone e dei tablet è cruciale perchè le vetture odierne su questo fronte,per quanto riguarda a interazione touch e comandi fisici e vocali non son ancora l'ideale. Anzi spesso lasciano a desiderare. Tra l’altro, proprio sul infotaiment, interfacce utente e integrazione auto e smartphone si gioca una partita importante tra le case automobilitiche e i grandi dell’hitech come Google o Apple. I costruttori puntano a sviluppare i propri sistemi, ma devono offrire Android Auto e Car Play e alla fine gli utenti possono preferire queste interfacce di integrazione con il proprio device perché vincono le mappe di Google e comandi vocali come Assitant di Big G, Siri di Apple e Amazon Alexa.

Riotorando a Stla Cockpit va detto che è stato sviluppato insieme Foxconn, il produttore di elettronica conto terzi (assembla gli iPhone e smartphone di altre marche) con il quale Stellantis ha creato una joint venture battezzata Mobile Drive che annunciata lo scorso maggio e frutto di negoziati durati un anno e mezzo, si concentrerà sulla fornitura di cluster strumenti, sistemi di infotainment e interfacce digitali di nuova generazione per veicoli connessi. La partnership, avviata 17 gennaio 2020, tra Fca e la Hon Hai Precision Industries (questo il nome per esteso di Foxconn) è stata poi inglobata in Stellantis e ora viene estesa anche al campo dei chip (e in tempi di crisi dei semiconduttori è una mossa strategica). L’obiettivo è sviluppare con la multinazionale Taiwanese (con fabbriche in Cina) quattro famiglie di chip che copriranno più dell'80% delle necessità di semiconduttori del gruppo Stellantis. Secondo il ceo Cralos Taverse, questo contribuisce a «modernizzare significativamente i nostri componenti, ridurre la complessità e semplificare la catena di approvvigionamento».

Questi stessi semiconduttori verranno utilizzati all’interno dell’ecosistema Foxconn EV, man mano che Foxconn continuerà ad ampliare le proprie capacità nella fabbricazione dei veicoli elettrici (ha da poco lanciato modelli sviluppati con Pininfarina). E questo apre interessanti sviluppi anche per quanto riguarda ormai la mitologica Apple Car, che proprio da Foxconn potrebbe essere costruita se e mai vedrà la luce.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti