L’accordo

Stellantis e Foxconn alleate su auto elettriche e connesse. Nel mirino c’è forse la Apple car

Il 18 maggio il quarto gruppo mondiale dell'auto e il gigante dell'elettronica e dell'assemblaggio conto terzi che costruisce l’iPhone, annunceranno i dettagli della loro alleanza

di Mario Cianflone

(Reuters)

3' di lettura

Stellantis ed Foxconn hanno siglato una partnership strategica. E domani 18 maggio il quarto gruppo mondiale dell'auto e il gigante dell'elettronica e dell'assemblaggio conto terzi, annunceranno i dettagli della loro alleanza. I dettagli non sono ancora noti, ma si tratta del risultato di mesi di trattative tra le due aziende in base a un negoziato partito lo scorso anno, è stato annunciato il 17 gennaio 2020, tra Fca e la Hon Hai Precision Industries (questo il nome per esteso di Foxconn). Tempi lunghi dunque, quasi un anno e mezzo ma la pandemia ha ritardato l'operazione e soprattutto in mezzo si è messa la costituzione di Stellantis che ha inglobato Fca e Psa a partire dallo scorso gennaio.

L'obbiettivo della joint venture paritaria ha l'obbiettivo lo sviluppo e la produzione di auto elettriche e connesse per entrare nel business dell'Internet of Vehicles (IoV). Sarà coinvolta anche la sussidiaria FIH Mobile, specializzata nell'assemblaggio. Stellantis ed Foxconn uniranno le loro competenze in merito a progettazione, ingegneria e produzione di automobili e della tecnologia software mobile per concentrarsi sul mercato, in forte crescita, dei Bev (Battery electric vehicle).

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Va ricordato che Foxconn ha annunciato una piattaforma “open source” per le auto elettriche: un’archiettura che comprende hardware (meccanica) e software (gestione batteria etc). Ma non è tutto Foxconn si dice pronta a introdurre nel 2024 batterie a stato solido, cioè le celle ada lata capacità che rivoluzioneranno l’auto elettrica essendo più efficienti e più “dense” energeticamente rispetto alle batterie a ioni di litio con elettrolita liquido.

Del resto l'auto elettrica sta travalicando i confini dell'industria dell'auto per estendersi in altri settori suscitando l'interesse di protagonisti dell'elettronica, e del mondo degli smartphone in particolare. Xiaomi, grande player del settore, ha due mesi fa annunciato dieci miliardi di investimenti per realizzare una propria gamma di auto elettriche, anzi di smart car.

E la presenza di Foxconn, storico partner di Apple per la produzione degli iPhone è oltremodo emblematica anche perché da qualche mese sono ritornate sempre più forti le voci sulla Apple Car, la fantomatica auto della mela di Cupertino, che da cinque anni a questa parte appare e scompare dal radar dei media. Ma ultimamente, nonostante la cancellazione del progetto Titan, i tempi sembrerebbero maturi anche perché Apple deve capire se c'è vita dopo l'iPhone e l'auto potrebbe essere davvero nei sui piani. E forse ora con lo sbarco di Xiaomi e con gli annunci simili di Huawei, Apple potrebbe lanciare la sfida la sfida al mondo dell'automotive, ma al momento quella “l'auto migliore di sempre” è stata anticipata dai cinesi. Ma forse Apple attende le batterie a stato solido che rappresentano un salto quantico nella tecnologia (come lo fu il display multitouch nell’iphone del 2008).

E se un suo partner come Foxconn si getta nell'avventura automotive insieme a un colosso con 14 marchi potrebbe significare che la situazione sta evolvendo rapidamente. Ma non va dimenticato che Foxconn è il primo assemblatore degli smartphone Xiaomi che potrebbe essere coinvolta anche nella costruzione delle “Mi Car” del colosso cinese, che nella e-mobility è già leader con i monopattini

Ma torniamo a Stellantis e Foxconn, nel mirino della join venture nel mirino pare dunque esserci anche il software , che è diventato l'elemento strategico dell'industria dell'auto perché le cose sono cambiate con sistemi di guida automatizzata l'elettrificazione e la condivisone. Insomma, il mondo dell'auto descritto dalla sigla C.A.S.E. (Connected autonomous shared, electric) ha fame di software. Lo hanno capito Vw e Mercedes che hanno da poco deciso di potenziare le attività su questo fronte. Ma soprattutto Renault ha colto la nuova sfida con la creazione del mega consorzio hi-tech Software République teso all'innovazione nella mobilità intelligente.

Renault in Software République ha chiamato a raccolta l'hi-tech francese. Infatti, nel consorzio, macro incubatore di idee e start-up per immaginare l'auto e la mobilità di domani, partecipano mostri sacri dell'industria It transalpina: Atos specialista in servizi Ict e software, una delle poche a competere con i big americani, Dassault Systèmes, numero uno nella progettazione 3D e St, gigante italo francese dei chip e dei sensori, fiore all'occhiello europeo nell'industria dei semiconduttori. In Software République c'è anche Thales, grande attore dell'elettronica aerospaziale. Difficile dire se sarà la strada giusta perché se le case hanno fame di software e si trasformano in aziende hi-tech, dall'altra ci sono colossi tech che puntano sull'auto.

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