sale in zucca

Stellantis, la fusione con i francesi che non riuscì all’Avvocato

Gianni Agnelli aveva anticipato le successive evoluzioni del mercato aprendo le porte alle nuove frontiere

di Giancarlo Mazzuca

Stellantis, ufficializzata la fusione Peugeot-Fca

Gianni Agnelli aveva anticipato le successive evoluzioni del mercato aprendo le porte alle nuove frontiere


2' di lettura

Buon sangue non mente. Molti, in questi giorni, hanno ampiamente commentato la fusione Fca-Psa che ha dato vita a Stellantis, un traguardo importante dell’auto negli anni Duemila. Pochi hanno, invece, fatto rilevare che il grande ispiratore delle mosse di John Elkann, che ha voluto fortissimamente il “matrimonio”, sia stato suo nonno, il mitico Gianni Agnelli, che, il prossimo 12 marzo, avrebbe compiuto cent’anni. Fu proprio l’Avvocato, infatti, il grande pioniere dell’internazionalizzazione quando, oltre mezzo secolo fa, parole come economia globale e globalizzazione erano di là da venire. Fu lui ad illuminare sulle nuove strade che la Fiat doveva percorrere: è proprio il caso di dire “Fiat lux”.

Anche Gianni, in effetti, cercò di sposarsi con i francesi: se “Jacki” ha scelto Psa, Gianni puntò a suo tempo su Citroën. Siamo nel 1967: dopo aver provato con Daimler Benz-Mercedes, l’Avvocato si rivolse al gruppo transalpino controllato dalla famiglia Michelin, quella dei famosi pneumatici. Le trattative, avviate in gran segreto, vennero favorite da André Meyer, il banchiere amico di Cuccia. Il progetto era molto ambizioso: fondere le due aziende affidandone la gestione a Torino. Le due realtà erano del resto conciliabili: i francesi avevano i motori che interessavano alla Fiat, gli italiani una struttura più aperta al mercato di quanto avessero i “cugini”. Ma non erano ancora maturi i tempi per concludere grandi alleanze europee perché i nazionalismi continuavano a dettar legge.

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Dall’Eliseo, il generale De Gaulle tuonò: “Citroën c’est la France”. E la situazione non cambierà neppure quando al potere salirà Georges Pompidou. Le porte dell’ azienda francese si aprirono solo ad una semplice partecipazione della Fiat che poi si rivelerà fonte più di grattacapi che di benefici tanto che quel sodalizio venne sciolto dopo cinque anni. Resta il fatto che l’Avvocato aveva comunque anticipato le successive evoluzioni del mercato aprendo le porte alle nuove frontiere.

Qualcuno lo considerò, allora, un utopista, ma sbagliava. Agnelli incassò quella battuta d’arresto con grande eleganza e stile: aveva perfettamente capito che la strada imboccata era quella giusta. E così - dopo l’acquisizione nel 2012 della Chrysler, artefice Sergio Marchionne, che dette vita a Fca -, ecco la nuova tappa con la fusione italo-americana-francese e la nascita di Stellantis. Se allora, per colpa di De Gaulle & C., il matrimonio non durò molto, sarà certo diverso con Stellantis, una stella cometa che indicherà la strada giusta.

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