Automotive

Stellantis, Maserati trasloca a Mirafiori. Confermato il lancio di nuovi modelli

L’annuncio da parte dei vertici del Gruppo è arrivato al tavolo convocato al Mise con il Governo e le organizzazioni sindacali

di Filomena Greco

Articolo aggiornato l’11 ottobre alle 19:14

Alfa Romeo, Stellantis punta a rilancio nel mondo

2' di lettura

L’annuncio arriva durante l’incontro organizzato al Mise con il Governo e le organizzazioni sindacali: Stellantis riorganizza il polo di produzione torinese, l’assemblaggio delle Maserati Ghibli e Quattroporte sarà trasferito da Grugliasco a Mirafiori e nel sito alle porte di Torino resteranno lavorazioni di lastratura, fino al 2024. L’ipotesi era emersa prima dell’estate, poi è arrivata la decisione ufficiale che nasce da due ordini di ragioni: da un lato la spinta verso la razionalizzazione dei costi impressa da Carlos Tavares, dall’altro i volumi di Maserati che non saturano il sito di Grugliasco.

Il gruppo conferma comunque i lanci previsti per il 2022 a Pomigliano (Alfa Tonale) e Cassino (Maserati Grecale), oltre all'investimento per la gigafactory a Termoli, nonostante la crisi dei microchip. Lo avrebbe annunciato l’azienda nel corso del tavolo al Mise, secondo quanto riferiscono fonti sindacali.

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La nuova piattaforma full electric per Maserati a Mirafiori si chiamerà Folgore. All’incontro sono presenti i ministri dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, il viceministro Gilberto Pichetto Fratin e il responsabile del Lavoro Andrea Orlando, per Stellantis c’è invece presente Davide Mele, referente per l’intera area Europa, con i rappresentanti dei metalmeccanici per i sindacati confederali.

Mirafiori dunque, dove il Gruppo ha investito due miliardi di euro negli ultimi anni, e dove Stellantis produce le Fiat 500 full electric, diventa polo di riferimento per la gamma Maserati che aspetta il lancio delle versioni elettriche di Gran Cabrio e Gran Turismo. Da inizio anno a Torino sono state prodotte nel complesso oltre 54mila autovetture, per il 78% si è trattato di 500 bev, modello di punta della strategia di elettrificazione del Gruppo.

La decisione su Grugliasco segue l’annuncio della riorganizzazione su Melfi, primo stabilimento a cui è stata assegnata una delle nuove piattaforme produttive del Gruppo per i modelli elettrici ed ibridi, e la decisione di costruire a Termoli, focalizzata attualmente sulla produzione di motori endotermici, la gigafactory che sarà installata in Italia.

Da un punto di vista formale, i due stabilimenti sono stati unificati anni fa – con il nome «Avvocato Giovanni Agnelli Plant» – e contano in totale 3.900 addetti. Il polo di Torino, grazie alla salita produttiva della Fiat 500 elettrica, è l’unico stabilimento italiano, insieme a Modena, che probabilmente riuscirà a chiudere la produzione con volumi più alti rispetto al 2020, l’anno nero del Covid.

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