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Stellantis, nell’intesa sulle uscite volontarie entra un innovativo piano di placement

L’intesa prevede 1.820 esodi ed è stata raggiunta con la maggior parte dei sindacati (Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Quadri). Fiom si sfila. Introdotto per la prima volta lo strumento del ricollocamento per gli impiegati

di Cristina Casadei

2' di lettura

Stellantis prepara un nuovo piano di uscite volontarie e incentivate che arriva a valle di un accordo sindacale, che per la società è positivo e innovativo, siglato con la maggioranza delle sigle e cioè Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Quadri. Per i sindacati firmatari si tratta di un accordo che permette di adeguare in modo socialmente responsabile gli organici in questa fase di forte cambiamento dell’automotive, per la transizione verso l’elettrico. Fiom, invece, ha scelto di non firmare perché ritiene che le uscite degli ultimi anni abbiano portato a un’eccessiva riduzione del perimetro occupazionale, soprattutto a Mirafiori.

Le 1.820 uscite volontarie

In totale, l’obiettivo è di 1.820 esodi volontari e incentivati che riguardano gli enti centrali, le aree di staff e diversi stabilimenti, tra cui Termoli, Verrone, Pratola Serra e Melfi. Il gruppo automobilistico occupa in Italia 49mila persone. In alcuni siti ed enti sono state raggiunte delle pre-intese per 752 uscite volontarie, in altri saranno avviate procedure per ulteriori 1.068. Gli incentivi sono stati previsti in modo da consentire ai senior un ponte verso la pensione e da dare una buonuscita in base all’età a chi è più lontano. Presente anche una terza opzione che prevede un percorso di ricollocamento dei lavoratori, riservata a quadri e impiegati.

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Gli incentivi per chi è vicino alla pensione

Nel merito, i lavoratori a cui mancano 48 mesi per raggiungere i requisiti di quiescenza avranno un pacchetto che garantirà per i primi 24 mesi, includendo il trattamento di Naspi, il 90% della retribuzione e per gli altri 24 mesi il 70%. Quindi in media, malcontata, l’80% della retribuzione in 4 anni. Il pacchetto prevede anche un importo pari ai contributi volontari da versare.

La buonuscita in base all’età

Per chi invece è più lontano dai requisiti di quiescenza, le parti hanno condiviso un incentivo di 24 mensilità, comunque non inferiore a 55mila euro, a cui vanno aggiunti 20mila euro nel caso in cui si risolva il rapporto di lavoro entro fine settembre. Per gli impiegati e i quadri che non raggiungono i requisiti per la pensione, l’incentivo varierà in base all’età: per chi ha almeno 50 anni, sarà di 24 mensilità per un importo comunque non inferiore a 55.000 euro, per chi ha tra 45 e 49 anni, 18 mensilità, per chi ha tra 40 e 44 anni, 12 mensilità. Infine per chi ha meno di 40 anni, 6 mensilità. In tutti i casi chi deciderà volontariamente di uscire entro fine settembre avrà ulteriori 20mila euro.

L’innovativo progetto di placement

Negli accordi entra anche un progetto per favorire il ricollocamento di impiegati e quadri. Si tratta di un percorso di Active placement per favorire la rioccupabilità delle persone, che sarà realizzato con la consulenza di società specializzate. Chi entra nel percorso di Active placement, risolverà il rapporto di lavoro nel momento in cui, sempre su base volontaria, dediderà di accettare un altro impiego individuato da una società terza, che abbia già formalizzato il contratto di lavoro. Anche in questo caso è previsto un incentivo che sarà pari alla metà di quello di chi non usufruirà del pacchetto Active placement. Non rientrano in questo pacchetto eventuali ricollocamenti nelle società del gruppo Exor, da Iveco, a Cnh Industrial a Ferrari.

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