La strategia

Stellantis, un piano industriale in corsa verso l’elettrificazione

Entro il 2030 le vendite di tutti i modelli dei 14 marchi saranno soltanto elettriche. Il gruppo si trasformerà in una tech company grazie agli investimenti su digitale e guida autonoma

di Simonluca Pini

Una delle vetture più attese degli ultimi anni: Alfa Romeo Tonale, prima ibrida (anche phev) del Biscione

2' di lettura

Stellantis va “all-in” verso una mobilità completamente elettrica. Il termine pokeristico riassume al meglio la strategia del mega gruppo nato dalla fusione tra Fca e Psa, pronto a vendere in Europa il 100% di vetture elettriche entro il 2030. Se nei mesi precedenti Carlos Tavares aveva espresso molte perplessità verso l’addio ai motori termici, ora l’amministratore delegato piano industriale battezzato Dare Forward 2030 ha svelato le carte annunciando una vera e propria rivoluzione per i 14 marchi rappresentati.

Se per raggiungere la totale neutralità climatica si dovrà attendere il 2038, già dal 2030 le vendite saranno al 100% elettriche in Europa e al 50% negli Stati Uniti. Come sarà possibile? Grazie ad oltre 75 modelli Bev (Battery Electric Vehicle) e ai cinque milioni di veicoli a zero emissioni venduti entro la fine del decennio con la volontà di rendere sostenibile la produzione delle auto elettriche partendo dai costi ridotti del 40%. A tutto questo si aggiungerà la trasformazione di Stellantis da costruttore automobilistico tradizionale a tech company grazie all’elevata digitalizzazione e connettività, con il raggiungimento del terzo livello di guida autonoma a partire dal 2024 grazie all’utilizzo della piattaforma STLA Autodrive e alla tecnologia sviluppata con Bmw.

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Le e-car del futuro lanciate da Stellantis si baseranno su architetture flessibili e modulari battezzate STLA, con quattro diverse versioni e autonomie fino a 800 km. Oltre alle piattaforme per pianali e meccanica, Stellantis prevede tre nuove piattaforme tecnologiche nel 2024. Saranno distribuite, su scala, sulle quattro piattaforme di veicoli di Stellantis nei due anni successivi.

Per arrivare al 100% di modelli elettrici venduti nel 2030, tutti i marchi del gruppo abbandoneranno progressivamente la presentazione di novità termiche e ibride. Si partirà dal 2024 con Maserati, come descritto nell’articolo a fianco, nel 2025 sarà il turno di Alfa Romeo, DS e Lancia e dal 2026 tutti i brand lanceranno solo Bev (battery electric Vehicle).

Passando ad un orizzonte temporale più vicino, la lista di novità firmate Stellantis vede nell’Alfa Romeo Tonale uno dei modelli più attesi. Costruita nel rinnovato stabilimento “Gianbattista Vico” di Pomigliano d’Arco, l’ultima nata del Biscione porta in gamma novità come le motorizzazioni ibride, un nuovo sistema di infotainment, guida autonoma di livello 2 e anteprime come la certificazione digitale Nft (non-fungible token). Due i livelli di elettrificazione, Hybrid da 130 e 160 cv e Plug-in Hybrid da 275 cavalli. L’unità da 130 cv hybrid arriva anche sulle nuove Jeep Compass e Renegade e-Hybrid, andando così ad allargare l’offerta elettrificata del marchio a stelle e strisce. Le motorizzazioni ibride ed elettriche debutteranno anche sulla futura Jeep elettrica compatta, attesa nel 2024 anche in versione ibrida e costruita in Polonia nello stabilimento di Tichy su base Cmp Multi Energy (la stessa che dà il via a Peugeot 208, 2008, Opel Mokka e Corsa e alle loro varianti elettriche).

Scorrendo le novità della galassia Stellantis spicca la nuova Citroen C5X, berlina dallo stile inedito, con carrozzeria rialzata per strizzare l’occhio al mondo dei crossover e caratterizzata dalla dall’elevato livello di tecnologia ed elettrificazione come confermato dalla motorizzazione brida plug-in da 225 cavalli in grado di percorrere oltre 50 chilometri in modalità 100% elettrica.

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