Lo scenario

Stellantis rilancerà le ambizioni nel segmento lusso

Decisivo il ruolo della nuova piattaforma eVMP destinata ai veicoli a trazione al 100% elettrica

di Corrado Canali

default onloading pic

Decisivo il ruolo della nuova piattaforma eVMP destinata ai veicoli a trazione al 100% elettrica


3' di lettura

L’appuntamento è già stato fissato da tempo. Alla fine del primo trimestre 2021 si concretizzerà la fusione tanto attesa fra Fca (Fiat, Jeep, Alfa Romeo, Chrysler, Dodge, Maserati,) e Psa che controlla i brand Peugeot, Citroën, Ds e Opel. Solo qualche dettaglio ancora da mettere a punto e poi il nuovo gruppo Stellantis sarà finalmente operativo e guidato da Carlo Tavares, attuale numero uno di Psa, in qualità di amministratore delegato. Sulla base dell’avvenuta ufficializzazione del Consiglio di amministrazione di Stellantis con la nomina a presidente di John Elkann e degli altri 11 membri, 5 dei quali indicati da Fca e altrettanti da Psa, a cui si aggiungerà, poi, lo stesso ad Carlos Tavares.

Un ruolo ruolo chiave, in quota Psa, lo avrà la nuova piattaforma modulare destinata ai veicoli a trazione 100% elettrica, eVMP, acronimo di Electric Vehicle Modular Platform, la nuova arma che si troverà Stellantis per mantenere la competitività negli affollati segmenti C e D, suv inclusi. Senza contare che la eVMP sarà compatibile con meccaniche ibride composte cioè da motore termico ed elettrico. Verrà adottata a livello globale a partire dal 2023 e i candidati ideali a ricevere le nuove architetture sono le future generazioni delle vetture Bev battery Electric Vehicle del neonato megagruppo.

Loading...

La eVMP sarà, poi, la spina dorsale di una gamma a zero emissioni con autonomia omologata compresa fra 400 e 650 km. Accumulatori che andranno ad alimentare uno o due motori elettrici uno per asse, in modo da poter contare pure sulla trazione a quattro ruote motrici con potenza massima fino a 340 cv. La eVMP rappresenta, di fatto, un’evoluzione della piattaforma Emp2, attualmente usata per numerosi prodotti. Inoltre, nel 2025 è previsto l’esordio di una seconda piattaforma modulare, a sua volta evoluzione dell’attuale e-CMP in forze, destinata alle vetture di dimensioni più compatte come la futura evoluzione della Peugeot 208/2008 un modello chiave per l’integrazione fra Psa e Fca perchè in grado di garantire una condivisione al 100% con i brand di Fca. Per quanto riguarda l’Italia, sarà Maserati la punta di diamante di Stellantis, anche per quanto riguarda lo sviluppo di tecnologie innovative. La conferma è venuta dai vertici di Fca che dopo aver partecipato alla presentazione qualche settimana fa della nuova supercar del Tridente, la MC20 hanno speso parole incoraggianti sul brand di Modena destinato a diventare il gioiello di Stellantis. Una vocazione assegnata a Maserati sulla base di importanti investimenti pari a 2.5 miliardi di euro con l’obiettivo che il 2020 sia davvero l’ultimo anno in perdita per il Tridente che potrebbe entro cinque anni, alla fine del piano, garantire vendite fra le 75.000 e le 80.000 unità all’anno.

Grazie al contributo dell’elettrificazione dell’intera gamma, Maserati, insomma, punta a diventare il fiore all’occhiello di Stellantis. Dopo il Tridente anche Alfa Romeo alzerà la quota premium del nuovo gruppo post fusione.

Non ci sarà un ridimensionamento di un brand premium come Alfa Romeo che ha ancora un futuro molto vitale nei prossimi anni, grazie ai nuovi modelli già pianificati. Tanto che ci sarà uno nuovo modello targato Alfa che verrà lanciato a breve poi sarà la volta del Tonale. Fca, poi intende continuare a investire anche sul polo produttivo di Mirafiori che è la casa storica di Fca e lo sarà anche per la nuova 500 elettrica e altre Maserati.

Mirafiori, insomma, è uno stabilimento essenziale per il futuro del gruppo Stellantis. Sono confermati al riguardo anche gli investimenti nello stabilimento, a partire da quelli già pianificati per 5 miliardi di euro perché sono essenziali per dare un importante contributo anche al gruppo Stellantis.

Ma Stellantis è un gruppo destinato a creare valori aggiuntivi. Se periodi così difficili come quelli della pandemia non hanno messo in crisi la volontà di confermare le ragioni della fusione tra Fca e Psa, questo significa che c’è la determinazione giusta per portare a termine un lavoro che sta procedendo bene.

Quello dei due partner è però un progetto destinato a creare valore, inediti clienti e soprattutto investitori globali per dare un futuro ai dipendenti dei rispettivi gruppi.

Le due società pronte per la fusione sono allineate su questo obiettivo perchè Stellantis, questa è la volontà espressa dai due partner, deve partire oltre col piede giusto, anche con un forte management.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti