Fusione Psa- Fca

Stellantis, tutti i modelli e le sfide da affrontare

Il prossimo 4 gennaio nascerà il nuovo megagruppo globale Il ruolo dei 14 marchi della galassia

di Massimo Mambretti

3' di lettura

La consacrazione di Stellantis, la galassia formata da quattordici astri nata dalla fusione di Fca con Psa, sarà sottoposta il 4 gennaio al voto degli azionisti del gruppo italo-americano e di quello francese. L’approvazione è scontata, dopodiché la piena operatività di Stellantis dovrà solo aspettare il semaforo verde da parte della Commissione Europea ai primi di febbraio. A quel punto sarà ufficialmente nato il quarto gruppo automobilistico mondiale che poggerà sulla condivisione di architetture, motorizzazioni, tecnologie dedicate all’elettrificazione e alla guida autonoma, nonché alla digitalizzazione.

Le sfide che attendono Stellantis per consolidare un portafoglio di vendite di nove milioni di auto sono molte. La principale è quella che riguarda l’identità e il posizionamento dei sei brand generalisti, destinati a condividere le stesse architetture. Si tratta di Citroën, Fiat, Lancia, Peugeot e Opel, che si declina in Vauxhall nel Regno Unito. Quest’ultima avrà, quindi, una mission diversa da quella della gemella-diversa che dovrebbe cimentarsi prevalentemente nei mercati dell’Europa orientale. Invece, Fiat prevedibilmente si concentrerà su quelli mediterranei e sfrutterà il fascino del “cinquino” diventato elettrico in quello nord-americano, mentre Peugeot dovrebbe orientarsi verso i territori premium. La Citroen dovrebbe ritagliarsi un’immagine ancora più giovanile rispetto a quella assunta recentemente e Lancia dovrebbe continuare a proporsi come un brand sfizioso, rivolto al pubblico femminile.

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In questo quadro avranno un grosso peso le architetture modulari multi-energia francesi: la Cmp per modelli compatti e medi e la Emp2, per quelli un po’ più robusti e grandi. La prima verrà utilizzata anche per i futuri modelli di segmento B dell’area Fca che saranno prodotti nello stabilimento polacco di Tichy: dalla Fiat Centoventi che sostituirà la Panda nonché dei modelli marchiati Abarth all’erede della Ypsilon sino al suv Alfa Romeo, che potrebbe chiamarsi Brennero e che grazie a questa piattaforma traghetterà il Biscione nei territori della propulsione full-electric. Un contesto a cui si rivolgerà fra due/tre anni anche l’architettura eCmp, destinata alle prossime elettriche compatte e medie. Quindi, non si sovrapporrà a quella nativa elettrica sviluppata da Fca per la Nuova 500, che dovrebbe supportare anche le future citycar dei brand Psa. Invece, la Emp2 oggi usata dai francesi anche per l’ammiraglia Ds9 E-Tense a emissioni zero, che rafforza l’ambizione del brand di essere il più green del nuovo gruppo, potrebbe servire sia per la chiacchierata erede dell’Alfa Romeo Giulietta sia per un modello da inserire nei ranghi Lancia, oltre che per una discendente della Fiat Tipo.

Passiamo ad Alfa Romeo e Maserati. Le prossime mosse del Biscione prevedono anche il sicuro avvento alla fine del prossimo anno del suv compatto Tonale, che poggerà sull’architettura delle Jeep Compass e Renegade. I piani della Maserati non subiranno particolari scossoni rispetto a quelli annunciati nei mesi scorsi. Infatti, dopo la sportcar Mc20 e la Ghibli Hybrid ormai in procinto di arrivare nelle concessionarie, il prossimo anno si vedrà il suv Levantino, basato sulla piattaforma Giorgio della Giulia e dello Stelvio. Nel 2021 sono anche attese le nuove famiglie della GranTurismo e della GranCabrio che saranno proposte sia con powertrain termici sia full-electric.

Per il marchio Jeep, il più globale del gruppo, la meta resta quella di diventare il più green del settore 4x4. Un obiettivo a cui già concorreranno il prossimo anno sia l’ibrida alla spina Wrangler 4xe sia le ambiziose Grand Wagoneer e Wagoneer, sicuramente proposte anche in varianti ibride plug-in. Questi due suv di taglia XXL daranno vita a un sub-brand specifico che si rivolgerà a una clientela premium. Restando oltre Oceano, almeno per il momento, non sono ipotizzabili scossoni ai piani di Chrysler e Dodge nonché Ram. Tuttavia, questi marchi avranno un ruolo strategico per Stellantis poiché le loro reti di vendite, assieme a quella Jeep, permetteranno ai francesi di sbarcare negli States, in particolare con Peugeot.

Infine, va detto che nel business plan di Stellantis hanno ruoli strategici ai fini finanziari sia l’italo-americana Mopar, l’official service partner dei brand Fca, sia la francese Faurecia poiché è uno dei principali player mondiali della componentistica automotive.

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