lettera al risparmiatore

STM, la sfida dei microchip a più basso costo energetico

Stmicroelectronics vuole cavalcare trend di fondo come l’elettrificazione e digitalizzazione delle autovetture. Guerra dei dazi: la società dice di essere pronta a gestire la situazione anche grazie alla resilienza delle attività

di Vittorio Carlini


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6' di lettura

Un angolo visuale, per cogliere le prospettive di StMicroelectronics, è offerto dalle indicazioni dell’ultimo Capital market day del gruppo. Tra le molteplici tabelle della presentazione ce ne sono due più significative delle altre. Una di queste è quella che, descrivendo i mercati finali della multinazionale, consente di coglierne le strategie di fondo.

Nel grafico sono indicate 4 aree: la prima è l’automotive seguita dall’industria (entrambe con un’incidenza intorno al 30% sui ricavi del 2018); poi c’è il mondo dell’elettronica personale (circa il 25% del fatturato) e infine le apparecchiature per comunicazioni, computer e periferiche (15% delle vendite). In linea di massima St, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha incontrato i vertici finanziari, rispetto ai primi due settori ha un approccio ad ampio raggio con i suoi prodotti che puntano a coprire l’intero mercato finale. Negli altri due, invece, il gruppo dei semiconduttori seleziona specifici business e si focalizza su di essi. Il tutto in un contesto dove il peso dei 4 mercati sui ricavi è previsto rimanere, nel medio periodo, stabile.

Industria e risparmio energetico
Ciò detto: quali le priorità nell’ “Industrial”? In quest’area tra i vari focus, unitamente all’automazione, c’è l’Internet delle cose. La sempre maggiore connessione e dialogo tra le macchine crea la domanda per i prodotti di St: dai microcontrollori agli analogici fino ai sensori. Altra priorità, poi, è la continua ricerca di più efficienza energetica per i suoi prodotti. Certo: non da oggi l’azienza è concentrata su questo tema. E tuttavia, a fronte dell’obiettivo delle imprese di avere sempre meno costi, la caratteristica in oggetto non solo è un atout essenziale per i prodotti nell’industria. Ma costituisce anche un “mantra” trasversale all’intero campo d’azione del gruppo. Prova ne sia che poco meno della metà dei progetti con il carburo di silicio sono appannaggio dell’ “Industrial” mentre gli altri sono da ricondursi all’automobile.

Il mondo dell’auto
Già, l’automotive. In questo comparto i driver di fondo sono due: la digitalizzazione e l’elettrificazione dei veicoli. Riguardo al primo fronte può dirsi, da un lato, che i prodotti hi-tech di St sono già ampiamente presenti (ad esempio nella guida automatica ed assistita); e, dall’altro, che una spinta al business arriverà dal 5G. Con riferimento, invece, al secondo trend St vanta anche qui molteplici soluzioni sul mercato. In primis quella basata sul carburo di silicio. Si tratta di una tecnologia, utilizzata ad esempio negli inverter (trasformatori di corrente continua in alternata) per i motori elettrici, che consente a parità di prestazioni un notevole risparmio energetico. Insomma: il gruppo sfrutta la trasformazione in atto della mobilità e punta a fare leva sull’innovazione tecnologica e di prodotto. Sennonché il risparmiatore esprime un dubbio. La concreta realizzazione dell’auto elettrica non è dietro l’angolo. Eventuali difficoltà, ad esempio sull’autonomia del veicolo o le infrastrutture, potrebbero indurre ritardi nella sua affermazione. Il che rischia d’impattare lo sviluppo economico di St. La multinazionale non condivide la preoccupazione. Dapprima, viene sottolineato, l’innovazione tecnologica consente, da una parte, l’efficiente funzionamento della batteria dell’auto elettrica e ne garantisce una buona autonomia; e, dall’altra, permette la ricarica del veicolo in un limitato lasso di tempo. Non solo. Con riferimento alle infrastrutture St ricorda che in Cina, maggiore mercato dell’electric car, sono programmati importanti investimenti sui network che forniscono e producono i Mega Watt necessari alle auto elettriche. Infine, afferma il gruppo, le normative finalizzate a limitare le emissioni da carburanti fossili spingono i car maker ad adottare sempre di più il motore elettrico oppure quello ibrido. A fronte di questo contesto la società si dice fiduciosa per lo sviluppo del business. Di là da ciò, tuttavia, può ulteriormente obiettarsi che nel 2019 le vendite di autovetture saranno in calo rispetto al 2018. E le previsioni sugli anni a venire non sono così rosee. Vero dice St che, però, ricorda come, da un lato, l’elettrificazione unita alla digitalizzazione incrementa la percentuale di elettronica esistente nel veicolo; e, dall’altro, che la stessa elettronica è sempre più presente anche nelle vetture a combustibile fossile. Un mix di dinamiche, sottolinea l’azienda, che contrasta il calo dei volumi dei veicoli. A tutto questo poi, fanno da eco alcuni esperti, deve aggiungersi l’evoluzione della mobilità che, come mostra ad esempio il car sharing, è orientata sempre di più all’elettrificazione. Di qui, riprende St, la professione d’ottimismo sul tema in oggetto.

Ma non è solo questione di automobili o applicazioni industriali. Altro mercato finale è quello dell’elettronica personale. Rispetto a questo comparto St punta a sviluppare soluzioni con specifiche finalità. In tal senso, negli smartphone, realizza le tecnologie per l’indentificazione facciale oppure la sicurezza. Senza dimenticare, ritornando al tema dell’efficienza energetica, i componenti per i carica batteria wireless.

Insomma, c’è una selezione dei business presente anche nella quarta area d’attività: gli apparati di connessione per tlc. Un esempio? L’Internet via satellite. Nel passato quest’opzione veniva avversata perchè, a fronte della distanza dei satelliti da terra, non era competitiva con la fibra ottica. Ora, però, St collabora con un’azienda americana che prevede un sistema di satelliti ad orbita bassa. Con il che il problema del ritardo è superato.

I gruppi di prodotti
Fin qui alcuni spunti sui mercati di riferimento. C’è però , sempre dal Capital Market Day, un’altra tabella interessante. È quella che individua, nel medio periodo, gli obiettivi di redditività per le singole business unit. St, va ricordato, divide l’attività in tre gruppi di prodotti. Il primo è l’ “Automotive e Discrete Group” (Adg) cui sono ricondotti i microchip per l’auto e i discreti di potenza. Poi c’è l “Analog, Mems & Sensor group” (Ams) che comprende i micro sistemi elettro-meccanici, le soluzioni analogiche e i sensori. Infine, il terzo gruppo, è il cosiddetto ”Microcontrollers & digital Ics group” (Mdg). Cioè l’unità appannaggio della quale, in linea di massima, ci sono microcontrollori e circuiti digitali integrati.

Ebbene: nel 2018 l’Adg aveva un margine operativo del 12,1%. L’obiettivo, nel medio periodo, è di arrivare al 14-16%. L’Ams, dal canto suo, partiva dal 15,5% di operating margin è dovrà arrivare al 17-19%. Infine l’Mdg: a fine dello scorso anno si è assestato al 18,6% e il target è intorno al 20%. A ben vedere la società, perseguendo una profittabilità sostenibile, non punta a maggiormente accelerare l’operating margin di un gruppo di prodotti rispetto ad un altro. La volontà in generale, anche per diversificare il rischio, è avere un margine operavo bilanciato ed equilibrato. Ciò detto, nel terzo trimestre del 2019, l’operating margin dell’Adg si è assestato all’8,5%. Certo: è l’effetto sul singolo quarter, anche e soprattutto, della complessità nel gestire la transizione dell’auto. Tanto che è probabile che l’indicatore andrà migliorando. Ciò detto, però, un maggiore focus dovrà concretizzarsi proprio rispetto a quest’ultima area.

IL GRUPPO STMICROELECTRONICS IN NUMERI

IL GRUPPO STMICROELECTRONICS IN NUMERI

Di là dalle prospettive di medio periodo il risparmiatore è, tuttavia, concentrato anche sui recenti risultati di conto economico. Il gruppo, nell’ultimo quarter, ha riportato ricavi per 2,55 miliardi di dollari (220 punti base al di sopra del valore intermedio della guidance aziendale). Il margine operativo si è assestato al 13,1%. Una percentuale in rialzo sequenziale ma in calo rispetto ad un anno prima. La stima, poi, per il quarto trimestre è di un incremento dei ricavi netti di circa il 5% su base sequenziale (+/- 350 punti base) e del margine lordo al 38,2% (+/- 200 punti base). La borsa(+8,6% il titolo nel giorno della pubblicazione dei dati) ha apprezzato la dinamica di miglioramento consequenziale è la guidance sull’ultima parte del 2019. E però, il risparmiatore, guarda ai numeri dei primi nove mesi dell’anno e si accorge che sia i ricavi che la redditività sono in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2018. Un andamento che induce a ipotizzare l’esistenza di una problematica più strutturale. St rigetta il dubbio ed invita ad un’analisi maggiormente articolata. I numeri, è l’indicazione, devono essere sempre contestualizzati. Nel 2018 il mercato di riferimento è cresciuto intorno al 10%. Quest’anno, ricorda la società, dovrebbe invece calare del 3-4%. Una percentuale, è l’indicazione, inferiore alla contrazione dei ricavi del gruppo che, quindi, mostra la capacità di acquisire market-share in condizioni difficili. Inoltre, dice sempre St, l’azienda aveva indicato agli investitori l’obiettivo, nonostante le difficoltà di mercato, di mantenere il margine operativo oltre il 10%. Ebbene il target è centrato. A fronte di ciò St dice di non vedere particolari problematiche sul tema in discussione. Ciò detto. quali le prospettive sul 2019? L’azienda stima a fine anno ricavi netti intorno a 9,48 miliardi di dollari come valore intermedio. Il gross margin, dal canto suo, dovrebbe nel valore intermedio assestarsi intorno al 38,4%.

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