lettera al risparmiatore

Stmicroelectronics cresce con l’Internet delle cose e l’automobile «intelligente»

di Vittorio Carlini


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(Reuters)

5' di lettura

Stmicroelectronics, negli ultimi anni, ha riposizionato il business. La società, da un lato, ha allargato e articolato il suo portafoglio di prodotti. E, dall’altro, si è concentrata sui settori a maggiore crescita.

Tra gli altri: l’automotive “intelligente”, le applicazioni per gli smartphone e l’Internet delle cose.

I DATI SUI NOVE MESI A CONFRONTO

(*) Prima di svalutazioni e ristrutturazioni. Dati in milioni di dollari

Proprio nell’Internet of thing, oltre alla domotica e alla tecnologia “indossabile”, è presente uno dei driver di Stmicroelectronics (St): l’automazione nell’industria. Il fenomeno, noto con la definizione di “Industry 4.0”, è la conseguenza di un mix di fattori. In primis la digitalizzazione dell’economia che, tra le altre cose, consente l’archiviazione e utilizzo di masse enormi di dati (i big data). Poi lo sviluppo della robotica. Senza dimenticare, peraltro, la crescita della potenza computazionale. Ebbene, in molti dei passaggi in cui si concretizza l’automazione industriale, St ha i suoi prodotti: dai sensori (Mems) ai sistemi di storage (embedded memories) fino alle soluzioni per la gestione della potenza (discreti di potenza).

DATI PER GRUPPI DI PRODOTTI

Dati in milioni di dollari

DATI PER GRUPPI DI PRODOTTI

Un’articolazione dell’offerta che, al di là dell’ “Industry 4.0”, è per l’appunto alla base dello stesso rilancio del business aziendale. Quell’attività (vedere domanda a fianco sui conti dei primi nove mesi del 2017)la quale, va ricordato, sfrutta anche il buon momento del mercato di riferimento. Secondo Gartner infatti, dopo il rallentamento nel 2016, i ricavi globali da semiconduttori nel 2017 dovrebbero salire a circa 411 miliardi di dollari (+19,7%). Per, poi, nel 2018 raggiungere i 427,4 miliardi (+4%).

DATI PER GRUPPI DI PRODOTTI

Dati in milioni di dollari

DATI PER GRUPPI DI PRODOTTI

Ciò detto il risparmiatore è interessato a sapere qual è la concreta dinamica dell’attività della società. Per analizzare il tema un interessante angolo visuale è offerto dai trend dei gruppi di prodotto. La multinazionale italo-francese divide i ricavi in quattro aree. Oltre alla voce “Altri” ci sono: i “Microcontrollori e Digital Ics Groups” (Mdg); l’ “Analogico e le Mems” (Amg); l’ “Automotive e discrete group” (Adg).

FATTURATO DEL TERZO TRIMESTRE 2017

Dati in percentuale

Orbene con riferimento all’Adg ricavi del terzo trimestre sono saliti a 775 milioni di dollari (+10% rispetto ad un anno prima). Il margine operativo, dal canto suo, è arrivato al 10,9% (è dell’8,4% sui primi nove mesi dell’anno). Si tratta di numeri in rialzo rispetto ai quali, nel mondo dell’auto, possono ricordarsi due dinamiche significative: la guida automatica e l’elettrificazione dei veicoli. Quest’ultima, a ben vedere, costituisce un cosiddetto mega-trend. Cioè: un andamento che, nel medio-lungo periodo, dovrebbe modificare la struttura dell’industria cui è riferito. Da parte sua St, già nel terzo trimestre, ha iniziato la fornitura del carburo di silicio Mosfet. Si tratta di una tecnologia legata agli inverter i quali, come è noto, trasformano l’energia elettrica da continua in alternata. A fine del 2017 i ricavi attesi dalle vendite di Mosfet sono qualche decina di milioni. Nel 2018 invece, con l’attuale capacità produttiva a regime, St indica che il fatturato dovrebbe essere oltre le tre cifre. Cioè: oltre i 100 milioni di dollari.

Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complicata. Al di là dei numeri previsti da St, diversi esperti sottolineano che l’elettrificazione dell’auto non è dietro l’angolo. Oltre agli ostacoli legati alle infrastrutture, non possono dimenticarsi le resistenze di realtà, nazionali e non, basate sull’economia del petrolio. Tanto che il dubbio sull’effettivo sviluppo dell’auto elettrica, e del suo indotto, non è illogico. St non condivide la considerazione. In primis, indica la società, la dinamica di fondo è segnata. Anche perchè, afferma la stessa azienda, è l’evoluzione tecnologica a sostenerla. Proprio il silicon carbide Mosfet, viene ricordato, consente un miglioramento dell’efficienza intorno al 20%. Il che dà una mano importante rispetto ad uno dei temi centrali dell’auto elettrica: l’autonomia delle batterie. Più cresce l’efficienza e maggiore sono i km percorribili con una sola ricarica. Al di là di ciò, aggiunge poi il gruppo, affinchè l’ “electric car” sia importante per il business di un’azienda come St non è necessario che diventi un fenomeno di massa. È sufficiente che qualche punto percentuale delle auto prodotte annualmente sia elettrica. In quel caso la ricaduta economica sarebbe rilevante. Quindi St, rispetto al tema in oggetto, rigetta i timori. Peraltro, senza arrivare alla completa propulsione con i Volt, la presenza dell’elettronica nell’autovetture cresce sempre di più. Un esempio? Il fenomeno della guida assistita: dalla frenata automatica fino ai sensori per segnalare eventuali ostacoli sulla strada. Tutte situazioni in cui St, con la sua tecnologia, è presente e che rendono quindi l’automotive un driver del business. Ciò detto la società, nella seconda metà dell’anno, prevede l’operating margin dell’Adg a “low double digit”.

Fin qui alcune considerazioni sull’ “Automotive e discrete group”. Quale, però, l’andamento dell’ “Analogico e le Mems”? Al 30 settembre scorso i ricavi della divisione sono saliti del 24,3% mentre (sul terzo trimestre) il rapporto tra l’Ebit (prima di svalutazioni e ristrutturazioni) e il fatturato è stato del 18,1%%. In quest’area la società sottolinea, in particolare, alcune strategie. Dapprima, ma si tratta di un “mantra” dell’intero gruppo, c’è la volontà di ampliare e diversificare i prodotti. Inoltre si punta a mantenere la presenza sugli importanti produttori di smartphone. A fronte di ciò uno dei tanti esempi che soddisfa le due caratteristiche è l’avvio della produzione del giroscopio per la stabilizzazione ottica dell’immagine in un cellulare Samsung. Ma non è solamente l’alto di gamma. Altro focus è proseguire l’espansione in Cina. Qui infatti cresce la domanda di componenti da parte di produttori locali finalizzata al miglioramento dei cellulari destinati al mercato domestico. Infine, non meno importante, può ricordarsi l’impegno sul fronte dei chipset modulari per contatori intelligenti, sistemi di illuminazione stradale e controllori domestici o industriali.

Già, l’industria. Questa, come detto, è collegata all’Internet delle cose. Il quale, a sua volta, vede la presenza di diverse soluzioni in un’altra area di prodotti: i “Microcontrollori e Digital ics”. L’Mdg, nei primi nove mesi del 2017, ha raggiunto 1,905 miliardi di dollari in ricavi (erano 1,676 dodici mesi prima). L’operating margin, nel terzo trimestre, si è invece assestato al 17,9% (13,5% quello sui nove mesi). Qui, tra le altre cose, può sottolinearsi la crescita dei volumi del cosiddetto general purpose STM32 microcontrollore. Cioè una tecnologia che, negli anni, si è declinata in mille e più utilizzi: dalla domotica al riconoscimento delle impronte digitali nei pc fino ai sistemi di biciclette condivise e connesse. Insomma, di nuovo, salta fuori la trasversalità ed articolazione dei prodotti che caratterizza la società.

Ma non è solo questo. St ha puntato molto anche sull’ efficienza. Un esempio? Gli investimenti per la produzione con le più larghe fette di silicio da 300 millimetri. Queste, da un lato, implicano oneri operativi aggiuntivi; ma dall’altro, nel momento i cui i volumi crescono, consentono di avere un costo marginale inferiore. Di fronte ad una simile dinamica il risparmiatore, tuttavia, esprime un dubbio. Con riferimento ai wafer di silicio l’eccesso di domanda induce l’incremento del loro costo. Un trend che può impattare il margine industriale.

St si dice non preoccupata. Il gruppo, viene sottolineato, è meno esposto al fenomeno rispetto ad altri player. La società, infatti, non ha solamente contratti di fornitura semi-annuali. Bensì anche un importante accordo annuale. Il che la rende più resiliente alla volatità dei prezzi. Certo, aggiunge il gruppo, potrà esserci qualche impatto sui risparmi previsti sul fronte del “procurement”. E, tuttavia, le guideline per fine 2017 comprendono la dinamica in oggetto. In conclusione la multinazionale dice di non vedere particolari problemi su questo fronte.

Infine: la voce “Altro”. Questa, ancora in perdita nel terzo trimestre, ricomprende l’ attività di “Imaging”. Proprio il positivo andamento di quest’ultima permette di indicare che, nella seconda metà del 2017, l’area “Altro”, in linea con le stime già date al mercato, avrà l’operating margin positivo. Più in generale, comunque, Stmicroelectronics prevede che, a fine 2017, i ricavi del gruppo dovrebbero essere in rialzo di circa il 18%. Inoltre è stimato il miglioramento sostanziale di redditività operativa e dell’utile netto. I Capex, dal canto loro, sono previsti tra 1,25 e 1,3 miliardi di dollari.

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