le indagini dopo l’attentato di venerdì

Stoccolma, l’attentatore era ricercato dalle autorità per essere espulso

di Franco Sarcina


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5' di lettura

Le vittime dell'attentato di venerdì a Stoccolma sono un cittadino britannico, un belga e due svedesi. Lo ha reso noto oggi la polizia. Intanto arrivano ulteriori particolare sull’uomo sospettato di essere stato alla guida del camion che ha falciato la folla. L’uomo aveva presentato domanda di asilo nel 2014 e tale
richiesta era stata respinta l'anno scorso. Aveva manifestato simpatie nei confronti di gruppi estremisti ed era era ricercato dalle autorità per essere espulso.

La cronaca dei giorni scorsi
Camion contro la folla nel centro di Stoccolma, venerdì poco prima delle 3 del pomeriggio, in un negozio di un centro commerciale della via pedonale più frequentata della capitale svedese.

Nella tarda mattinata di sabato, i feriti ancora ricoverati in ospedale erano 10 (tra cui un bambino, non grave, e due in terapia intensiva) mentre altri 6 erano stati già stati dimessi.

L'uomo arrestato è stato identificato formalmente come un sospetto di «reato terroristico mediante omicidio». A renderlo noto il procuratore svedese, Hans Ihrman. Il procuratore ha detto che l'uomo, di cui non si conosce l'identità, dovrà comparire martedì prima di mezzogiorno davanti alla Corte per decidere sulla sua carcerazione in vista del processo oppure se dovrà essere rilasciato.

Stoccolma, il giorno dopo l’attacco

Stoccolma, il giorno dopo l’attacco

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L'uomo, secondo una notizia riportata dai media svedesi e confermata dal procuratore incaricato delle indagini, è un uzbeko di 39 anni ed ha quattro figli; in passato sarebbe stato negli schedari dell’intelligence del paese scandinavo, come ha affermato oggi lo stesso capo degli 007 interni del Paese, Anders Thornberg. «Il sospetto non è comparso nei nostri file recenti, ma in passato era nei nostri file», ha detto Thornberg . L'uomo arrestato ha pubblicato in passato su Facebook materiale di propaganda dell'Isis e messo un 'mi piace' a una foto del massacro della maratona di Boston dell'aprile 2013, scrive Aftonbladet in esclusiva. Il 39enne «non parlava mai di politica né di religione, ma solo di come guadagnare di più per mandare i soldi alla famiglia», racconta un conoscente. Il sospettato lavora in una azienda di costruzioni, secondo lo stesso quotidiano. All’interno del camion con cui è stato compiuto l’attentato sarebbe stato trovato una bomba o un ordigno incendiario inesploso: lo ha detto oggi il capo della polizia svedese. Intorno alle 17 di sabato, la polizia svedese ha effettuato un blitz antiterrorismo nel sud di Stoccolma arrestando tre persone, due uomini e una donna, come riferisce la tv pubblica svedese. Secondo l'Expressen, le tre persone prese in custodia sono legate all'uzbeko arrestato ieri.

Attacco Stoccolma, polizia: uomo arrestato e' attentatore

Il tragitto tra Kungsgatan e Olof Palme Street è stato coperto di vetri rotti e segni di pneumatico lasciati dal mezzo pesante. I corpi di alcune vittime, secondo un testimone citato dal quotidiano Dagens Nyheter, sono stati coperti con sacchi per la spazzatura. Il parlamento svedese è stato chiuso per la giornata di venerdì, così come tutte le linee metropolitane della città, poi riaperte in serata a parte le due più prossime al luogo dell’attentato, mentre sono rimaste ferme tutto il giorno le linee di superficie che attraversano il centro. La polizia ha ordinato anche l’evacuazione della stazione centrale della capitale svedese e il blocco dei treni in arrivo e in partenza dalla città, blocco che si è deciso di mantenere per tutta la giornata di venerdì.

In questa foto rilasciata venerdì dalla polizia di Stoccolma, si vede l’immagine di un uomo che secondo le autorità di pubblica sicurezza sarebbe «in connessione» con l’attentato. REUTERS/Police/Handout/TT News Agency

Il premier svedese Stefan Lofven ha parlato fin da poche ore dopo l’evento esplicitamente di «attacco terroristico»: «La Svezia è stata attaccata» ha detto, ipotesi confermata anche dalla polizia svedese che parla infatti di «attacco deliberato». Per il quotidiano svedese Aftonbladet, il camion che ha travolto la folla nel centro di Stoccolma «è stato dirottato o rubato», mentre sul Daily Mail testimoni dicono che l’autista del camion «indossava un passamontagna».


Camion rubato subito prima dell’attacco
Il camion utilizzato per falciare la folla nella strada pedonale al centro di Stoccolma è stato rubato poco prima dell'attacco, ha riportato venerdì l'edizione online del quotidiano 'Aftonbladet', specificando che il mezzo appartiene alla Spendrups, popolare marca di birra svedese, ed è stato rubato durante il giro di consegne nei ristoranti della città.

Camion sulla folla in centro a Stoccolma

Camion sulla folla in centro a Stoccolma

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I responsabili dell'azienda hanno avuto un contatto con l'autista legittimo del mezzo. Secondo quanto riferito dal direttore della comunicazione del birrificio, Maarten Lyth, l'autista «stava scaricando della merce quando qualcuno è saltato dentro il camion ed è scappato». Lyth, precisando di non essere in grado di dire quante persone abbiano preso possesso del camion, ha detto che l'autista «è illeso ma sotto choc, attualmente è ascoltato dalla polizia».

La prima testimonianza, subito dopo l’attacco, è stata della polizia: «Alle 14.53 abbiamo ricevuto una chiamata di emergenza proveniente da Drottninggatan (via della Regina), vicino a Klarabergsgatan. Siamo sul posto e stiamo verificando la situazione», ha detto un portavoce della polizia ai media locali.

Attentato a Stoccolma in Svezia: camion sulla folla, la gente fugge per la strada

La testimonianza: «Centinaia di persone in fuga»
Il camion che ha falciato la folla nella centralissima strada pedonale Drottningsgatten di Stoccolma ha finito la sua corsa nel centro commerciale Ahlens City, riportano media scandinavi. «Ho visto centinaia di persone mettersi a correre per salvarsi la vita. Mi sono girata ed ho cominciato a correre anche io» ha detto una testimone al quotidiano Aftonbladet. Un altro testimone ha riferito: «Stavo camminando verso la strada principale quando un grande camion è spuntato dal nulla. Non sono riuscito a vedere se ci fosse qualcuno alla guida o fosse fuori controllo, ma ho visto che almeno due persone sono state schiacciate. E mi sono messo a correre più forte che potevo».

Ora la polizia norvegese girerà armata
Sale intanto l’allerta anche negli altri Paesi scandinavi: nelle maggiori città norvegesi e all’aeroporto di Oslo la polizia porterà in ronda armi da fuoco (solitamente è disarmata) fino a nuovo ordine, mentre a Helsinki, capitale della Finlandia, sono aumentati i controlli.

Farnesina: «Evitare spostamenti in città, mantenersi informati»
L'Unità di crisi della Farnesina è al lavoro in stretto raccordo con l'Ambasciata d'Italia a Stoccolma dopo l'attentato nella capitale svedese. Lo annuncia il ministero degli Esteri su Twitter. Sul sito Viaggiare Sicuri la Farnesina raccomanda ai connazionali che si trovano a

Stoccolma «massima cautela e di evitare gli spostamenti in città; seguire scrupolosamente le indicazioni delle Autorità locali; tenersi aggiornati sulla
situazione attraverso i media».

Nella stessa zona già due attentati nel 2010
La zona in cui il camion ha falciato la folla nel pieno centro di Stoccolma è la stessa che l'11 dicembre 2010 è stato teatro di un duplice attentato con autobomba, in quello che all'epoca era il primo attentato suicida nei paesi scandinavi. Quel giorno due veicoli esplosero, di cui il primo alle 16.48 all'incrocio tra Olof Palme Street e Drottninggatan, il secondo alle 17.00 all'incrocio tra la stessa Drottninggatan e Bryggargatan.
Le auto erano state caricate con sei bombole di gas liquefatto, di cui solo una esplose provocando solo feriti ma la polizia valutò che se gli ordigni avessero funzionato pienamente l'effetto sarebbe stato simile alla strage compiuto dalla bomba posta al traguardo della maratona di Boston. Nei pressi di una delle due vetture venne trovato il corpo di un kamikaze, successivamente identificato come Taimour Abdulwahab al-Abdaly, un cittadino svedese nato in Iraq.

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