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StockX in Italia, gli affari del reseller online delle sneakers

Parla Derek Morrison, direttore Europa del sito StockX dove un paio di Nike Mag sono state vendute alla cifra record di ben 32mila dollari

di Marta Casadei


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2' di lettura

Se la notizia delle Air Max 97 nella versione “Jesus shoe” (customizzata da Mschf per Inri), per cui sono stati offerti quasi 3.600 dollari, ha fatto il giro del mondo via web in poche ore, il paio di scarpe più costoso mai venduto su StockX vale (quasi) dieci volte tanto: si tratta di un’edizione speciale di Nike MAG lanciata come omaggio al film “Ritorno al Futuro”, vendute per ben 32mila dollari.

A raccontare cosa spinge utenti da tutto il mondo a fare offerte per aggiudicarsi il loro modello preferito di sneakers è Derek Morrison, direttore Europa di StockX, marketplace fondato a Detroit nel 2016 che, appunto, applica la formula del mercato azionario alla rivendita di sneakers (ma anche borse e orologi). E, complici tre round di investimenti particolarmente fruttuosi, è stata valutata un miliardo di dollari.

Quali fattori hanno trainato la crescita di StockX ?

In primis l’offerta ampia. Sulla nostra piattaforma sono in vendita, contemporaneamente, oltre 50mila prodotti. E poi la trasparenza su prodotti e prezzi, utile sia al consumatore sia al venditore. Alla base di tutto, però, c’è la passione che anima gli sneakershead, una comunità che si è evoluta in chiave sempre più trasversale.

Chi sono gli utenti della piattaforma?

Non c’è un identikit univoco: la platea dei nostri utenti è “unisex” ed è composta dai teenager ma anche dai loro genitori. La maggior parte delle persone che acquista le sneakers su StockX lo fa per indossarle, poi ci sono i collezionisti che, invece, puntano ai pezzi iconici.

Sono mossi anche dall’attenzione alla sostenibilità che spinge sempre più consumatori ad acquistare sulle piattaforme second hand?

In alcuni casi sì. I consumatori sono sempre più portati a un acquisto consapevole: lo si nota anche nel mondo delle sneakers.

Da poco avete lanciato la versione italiana di StockX: il nostro è un mercato importante?

L’Italia è un mercato in crescita e sul quale puntiamo: è una Paese dove convivono la passione per la moda e quella per lo sport. La risposta al lancio del sito in lingua, poi, è stata travolgente, quindi intendiamo continuare a investire nel mercato, per stimolare ulteriormente la crescita.

Siete stati partner della seconda edizione di sneakersness. Ma che senso ha andare a una fiera di reseller se si ha a disposizione un marketplace globale come il vostro?

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L’obiettivo è rafforzare la community, un elemento chiave nella cultura delle sneakers, che si nutre di persone. Incontrarsi e scambiarsi idee di persona è ancora fondamentale.

Cosa c’é nel futuro di StockX?

Un approccio locale sempre più mirato, ma anche progetti i brand che, attraverso una piattaforma come la nostra, possono capire cosa vuole il mercato.

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