Intervista

Stoltenberg (Nato): «Senza gli Usa l’Unione europea non sarà mai in grado di difendere l’Europa»

Il segretario generale della Nato definisce la situazione in Afghanistan “una tragedia”. Ma difende la scelta di inviare truppe nel paese

di Beda Romano

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg (Epa)

2' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – A meno di due settimane dalla caduta di Kabul nelle mani dei talebani, il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, 62 anni, definisce la situazione nel paese “una tragedia”. Tuttavia, parlando a un gruppo di quotidiani europei tra cui Il Sole/24 Ore (domani in edicola l’intervista integrale, ndr), l'ex premier norvegese continua a difendere la scelta di inviare truppe nel paese. Dinanzi agli appelli perché nasca una difesa europea, sostiene che “l'Unione europea non sarà mai in grado di difendere l'Europa”.

Come si sta svolgendo l'evacuazione da Kabul?

La Nato sta svolgendo un ruolo chiave con la presenza in aeroporto di 200 uomini e donne, contribuendo ai rifornimenti in carburante, al controllo dello spazio aereo, alla protezione contro gli incendi. Sul fronte diplomatico, il nostro rappresentante, l'ambasciatore Stefano Pontecorvo, sta coordinando gli sforzi di tutti i paesi alleati. Nella giornata di ieri (martedì per chi legge, ndr) abbiamo evacuato 21.600 persone. Il 40% è partito su aerei non americani. Attualmente i paesi membri della Nato stanno facendo decollare da Kabul fino a 80 voli al giorno.

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La vicenda afghana sta mettendo in dubbio come non mai la credibilità della Nato.

È terribile assistere agli ultimi sviluppi afghani. È una tragedia per il popolo afghano. Ed è terribile che i progressi sociali raggiunti in questi anni siano oggi in pericolo. Al tempo stesso credo sia importante capire che la Nato resta una alleanza molto forte. Abbiamo agito nel 2001 invocando l'articolo 5 del Trattato Atlantico (che prevede l'assistenza reciproca in caso di attacco, ndr) non per proteggere l'Afghanistan, ma per proteggere gli Stati Uniti. Volevamo evitare nuovi attacchi terroristici contro gli Stati Uniti e altri paesi Nato.

Negli ultimi vent'anni abbiamo potuto evitare che l'Afghanistan diventasse un porto sicuro del terrorismo internazionale. Indipendentemente da ciò che accadrà nel paese, il Nord America e l'Europa devono rimanere uniti perché stiamo affrontando un cambio negli equilibri di potere a livello globale sulla scia di una Russia più aggressiva e dell'ascesa della Cina. La scelta di lasciare l'Afghanistan è stata difficile, ma non altera l'impegno degli alleati a difendersi reciprocamente, non cambia la necessità del Nord America e dell'Europa di rimanere uniti e non cambia neppure l'utilità dell'articolo 5.

Come reagisce al nuovo dibattito sull'urgenza per l'Europa di assumersi le proprie responsabilità nel difendere il continente?

Dobbiamo distinguere due aspetti. Da tempo gli alleati hanno deciso di aumentare la spesa militare per portarla al 2% del PIL a livello nazionale. Ciò è una precondizione per avere una più forte difesa dell'Europa. Ciò detto, pensare che l'Europa si possa difendere senza gli Stati Uniti o la Nato è sbagliato. L'Unione europea non sarà mai in grado di difendere l'Europa. In parte per motivi finanziari: l'80% della spesa militare della Nato giunge da paesi membri non UE.

In parte per motivi geografici: la Norvegia a Nord, la Turchia a Sud, il Canada, gli Stati Uniti e il Regno Unito a Ovest contribuiscono alla difesa dell'Europa. Abbiamo quindi bisogno di un legame transatlantico per una credibile difesa dell'Europa. Aggiungo poi che qualsiasi tentativo di indebolire il legame transatlantico non solo indebolirebbe la Nato, ma dividerebbe anche la stessa Europa.

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