Emissioni

Stop alle auto termiche e ibride nel 2035, i costruttori auto chiedono più tempo

Acea, l'associazione dei costruttori europei, chiede di posticipare al 2028 la decisione sull'eventuale stop alle auto termiche e ibride

di Simonluca Pini

2' di lettura

I costruttori automobilistici europei iniziano a fare quadrato contro il pacchetto Fit for 55, ovvero la morte dell'auto termica anche in versione ibrida a partire dal 2035. Attraverso Acea, l'associazione dei costruttori europei, è stato pubblicato un “position paper” che indica le modifiche da fare al pacchetto per renderlo di reale attuazione. Nonostante posizioni diverse tra i vari costruttori, il pensiero comune è come senza infrastrutture non si possano raggiungere gli obiettivi prefissati che si traducono in una riduzione delle emissioni del ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 e del 100% entro il 2035 rispetto al 2021. Per i nuovi furgoni, gli obiettivi di riduzione sono rispettivamente del 50% e del 100%

Stop alle auto termiche, decisione spostata al 2028

Acea chiede di spostare la decisione sullo stop alle auto termiche e ibride al 2028, avendo così una fotografia più chiara sul numero di infrastrutture di ricarica presenti in Europa. Secondo l'associazione dei costruttori oggi sarebbe prematuro fissare un target così sfidante per il 2035 e al tempo stesso l'Unione Europea si dovrà impegnare maggiormente sulla rete di ricarica alimentata con energia rinnovabile e sulle stazioni ad idrogeno.

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La proposta dell'Unione Europea

Stop alle auto benzina e diesel dal 2035, anche quelle ibride plug-in, metano o Gpl. È questa la proposta contenuta all’interno di “Fit for 55”, il pacchetto di riforme climatiche pensato per ridurre, entro il 2030, le emissioni di anidride carbonica del 55% rispetto ai livelli del 1990. Le restrizioni riguardano tutti i settori produttivi ma il mondo delle quattro ruote dovrà affrontare, se passerà la proposta, un cambiamento radicale. Per rendere possibile la transizione verso l’utilizzo di auto esclusivamente a “emissioni zero”, l’Unione Europea chiederà agli Stati membri un potenziamento della rete di ricarica e l’installazione di punti di rifornimento a intervalli regolari sulle principali autostrade: ogni 60 chilometri per le elettriche e ogni 150 chilometri per l’idrogeno.

L'obiettivo secondo la Ue sarà raggiunto gradualmente e sarà accompagnato dalla creazione di un nuovo mercato della CO2 per il trasporto su gomma e per gli edifici. Gli introiti finiranno in un fondo sociale per clima, dal valore stimato di 70 miliardi in 7 anni, con cui l'Ue potrebbe cofinanziare al 50% regimi di incentivazione nazionale per l'acquisto di auto a zero emissioni e la riqualificazione energetica degli edifici. Per garantire che i conducenti siano in grado di ricaricare o rifornire i propri veicoli in una rete affidabile in tutta Europa, il regolamento Ue aggiornato sulle infrastrutture per i combustibili alternativi richiederà agli Stati membri di espandere la capacità di ricarica in linea con le vendite di auto a emissioni zero e di installare punti di ricarica e rifornimento a intervalli regolari intervalli sulle principali autostrade: ogni 60 chilometri per la ricarica elettrica e ogni 150 chilometri per il rifornimento di idrogeno. Entro il 2050, indica la Commissione, quasi tutte le auto e i furgoni sulle strade dovranno essere veicoli a emissioni zero.

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