moneta elettronica

Stop al contante, ecco come scegliere carte di credito e app

Offerte più competitive per il bancomat dagli operatori fintech; le banche tradizionali si sfidano sulla carta di credito

di Lucilla Incorvati


Stop al contante, card unica per identità e pagamenti

4' di lettura

Avanti tutta con la moneta elettronica. Il premier, Giuseppe Conte, qualche giorno fa ha promesso che i cittadini più diligenti nell’uso di sistemi alternativi al contante saranno premiati. Allo studio ci sarebbero meccanismi incentivanti per chi ricorre alla moneta di plastica oltre un certo livello di spesa e si parla anche di una lotteria sugli scontrini fiscali. Per ora stando anche agli ultimi dati dell’Osservatorio Carte di Credito e Digital Payments curato da Assofin, Nomisma e Ipsos con Crif, nel 2018 il numero di carte di credito attive in circolazione in Italia era di circa 15 milioni contro i 56.3 milioni di carte di debito. Se l’aumento dei volumi (+4,7% sul 2017) e il minore importo medio transato annuo (1.418 euro contro i 1.501 euro del 2017) indicano una maggiore diffusione anche per piccole spese, l’Italia resta comunque fanalino di coda in Europa nell’uso di sistemi alternativi al contante: siamo al 24°esimo posto su 28.

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Insomma, la strada da fare è ancora tanta, ma qualcosa sta cambiando. Da anni, infatti, gli ingenti investimenti e l’utilizzo delle nuove tecnologie stanno rendendo il mondo dei pagamenti più fluido e digitale. Molti operatori, anche tra quelli tradizionali, sono impegnati nella proposta di soluzioni di mobile payments, instant payments e/o mobile wallets, seppur ancora poco utilizzati. In un Paese in cui l’abitudine al contante è ancora radicata(circa l’11,6% del Pil),lo strumento più apprezzato dai clienti è la carta contactless (la carta di debito che pagamenti sotto i 25 euro non richiede di digitare il Pin). A dare una spinta a questo sistema stanno intervenendo le tante soluzioni Fintech, alcune totalmente made in Italy: da Postepay a Satispay, da Tinaba a YAP e fino a Hype. E ancora da DropPay a PayPal da Cash a BancomatPav, Boon e fino alle carte di debito della banca mobile N26 e della britannica Revolut e ai servizi dell’ultima arrivata, la digital bank Illimity. Le nuove App e i nuovi applicativi piacciano sempre più per acquisti di piccolo importo.

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Secondo l’Osservatorio Mobile Payment del Politecnico di Milano, i pagamenti innovativi crescono a un ritmo elevato (+56%) e sono un terzo del totale dei pagamenti digitali con carta (pesano per 79 miliardi). E solo i pagamenti da smartphone in prossimità del punto vendita crescono del 650% e nel 2018 hanno mosso 530 milioni di transato. Infine, ad allargare l’universo degli attori in gioco, è arrivata la Psd2. La direttiva europea sui sistemi di pagamento, entrata nella sua piena operatività, punta ad adeguare e armonizzare le norme a livello comunitario. D’ora in avanti l’utente è libero di passare i propri dati ad operatori non bancari che si sostituiscono agli intermediari tradizionali. Così l’arena diventa più competitiva a vantaggio dell’utente che può forse spuntare condizioni migliori.

Ma in che modo si risparmia e quando l’alternativa al contante non ci costa veramente nulla? La grande differenza in termini di costo è data tra carte di debito (il classico bancomat oppure le carte ricaricabili) e le carte di credito vere e proprie. Vale a dire quelle carte in cui il cliente può contare su un affidamento per vedersi addebitata la spesa in una scadenza successiva. Da evitare assolutamente il prelievo di contante all’estero, in particolare quando si è in un paese dove circola una moneta diversa dall’euro. Oltre alla commissione per anticipo contante c’è sempre una commissione legata al tasso di cambio che fa salire molto i costi. UniCredit, tra le più chiare e trasparenti nell’indicare i costi, chiede una commissione per prelievo del 4% con un minimo di 2,5 euro oltre a una commissione di 1,75% per operazioni non in euro, in aggiunta al tasso di cambio del circuito della propria carta (MasterCard o Visa). Controllate che la vostra banca sia così trasparente nell’indicare i costi. Qui i nuovi operatori fintech sono totalmente assenti (tranne Illimity). Diverso il caso della carta di debito.

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Ricevere un bancomat può non costare nulla se ci rivolgiamo ad alcuni operatori fintech (Satispay, Tinaba, Hype, N26, Revolut, Illimity), anche se alcuni operatori tradizionali (Fineco in primis)riescono a essere molto competitivi sia nel rilascio, sia nelle commissioni di prelevamento da altri istituti in Italia e all’estero. Ma per tutti vale un suggerimento: quando si preleva contante in valuta diversa dall’euro si paga sempre una commissione per il tasso di cambio. La vera differenza, oltre ai costi, la fanno i servizi aggiuntivi dove la concorrenza è veramente vivace.

C’è chi consente delle protezioni assicurative e chi attiva sistemi di risparmio, oppure app gratuite o regala una carta prepagata per il figlio minore. Un suggerimento: chiedete sempre se sono gratuiti o hanno un costo.

QUANTO COSTANO LE CARTE DEI PRINCIPALI ISTITUTI BANCARI

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