il blocco delle cedole

Stop ai dividendi, le mosse delle banche in Italia e in Europa

Dopo Unicredit, Mediolanum e Generali che hanno già annunciato la sospensione delle cedole, si definiranno nelle prossime ore le mosse degli altri istituti. Sia in Italia che in Europa

di Luca Davi

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Dopo Unicredit, Mediolanum e Generali che hanno già annunciato la sospensione delle cedole, si definiranno nelle prossime ore le mosse degli altri istituti. Sia in Italia che in Europa


3' di lettura

Si definiranno nelle prossime ore le mosse delle banche italiane sul tema del dividendo. Da Intesa Sanpaolo a Ubi, da BancoBpm a Bper, tutti i Cda sono pre-allertati per discutere e prendere posizione rispetto alle raccomandazioni arrivate venerdì sera dalla Vigilanza Bce. Con una mossa mai vista prima, Francoforte ha chiesto a tutte le banche del Vecchio Continente di “congelare” il pagamento dei dividendi del 2019 e del 2020 e di non realizzare buyback, almeno fino al primo ottobre 2020. Una notizia che, come prevedibile, sta pesando sugli andamenti dei titoli in Borsa, mentre tutte le banche erano alla vigilia della stagione assembleare.

La mossa di UniCredit
A qualche ora di distanza dalla Bce, alcuni gruppi si sono già mossi per seguire l’invito di Bce, in Italia come all’estero. Nella serata di domenica, UniCredit ha comunicato lo stop al pagamento dei dividendi (pari a 0,63 euro per azione) e al buyback da 463 milioni. La banca guidata da Jean Pierre Mustier ha anche annunciato che intende non far mancare alle fondazioni azioniste le risorse necessarie per le erogazioni, e offrirà finanziamenti senza interessi di importo pari alla cedola mancata. «Come presidente della Ebf (European Banking Federation, ndr) condivido la decisione della Bce sui dividendi» ha detto Mustier a Bloomberg Tv. Per il banchiere la Bce ha fatto «un lavoro eccellente» per aumentare la liquidità disponibile ed ora «occorre lavorare insieme» per attivare le decisioni della banca centrale.

Gli asset manager italiani
Ad allinearsi alle raccomandazioni di Bce e Bankitalia – che ha emanato una raccomandazione analoga per le banche «meno significative» – sono anche due nomi importantanti dell’asset management, ovvero Banca Mediolanum e Banca Generali. Entrambe hanno deciso di rinviare la distribuzione dei dividendi a valere sugli utili 2019 e si dicono «fiduciose di poter dar seguito alla proposta di distribuzione dei dividendi» quando l’emergenza Coronavirus sarà finita e il «veto» da parte della Bce verrà meno.

Intesa Sanpaolo e le altre banche italiane
Si vedrà ora come si muoveranno gli altri gruppi bancari italiani. Intesa Sanpaolo domani riunisce il board che valuterà il da farsi. La banca di Ca’ de Sass, che è impegnata nell’Opa su Ubi, aveva messo in rampa di lancio la distribuzione di un dividendo che prevedeva un payout dell’80% e nei giorni scorsi aveva confermato l’intenzione di pagare la cedola, come promesso al mercato. Tuttavia, di fronte al cambio di scenario nuovo e alle indicazioni chiare arrivate da Francoforte, anche Ca’ de Sass ragionerà sull’ipotesi di rivedere la strategia. Così come non è da escludere che ciò accada anche per Ubi e BancoBpm, che sempre domani riuniranno i loro Cda. Ad aver messo in pipeline il dividendo sono anche Bper e Credem.

Le stime degli analisti
Per Equita, quella della Bce è una «mossa senza precedenti», anche se «in parte scontata». Per la sim milanese «non si tratta di una sospensione dei dividendi ma di una cancellazione tout court che rende quasi impossibile pagare nel 2020».
Nel 2021 la distribuzione di dividendi dipenderà poi dalla capacità di generare utile sul 2020: «Intesa Sanpaolo grazie ad una redditività superiore oltre che ai 910 milioni di plusvalenza su Nexi, Mediobanca e Credem sono le banche in grado di ripristinare più rapidamente la dividend policy».

Cosa succede nel resto d’Europa
In Europa, diverse banche hanno già annunciato lo stop ai pagamenti dei dividendi. A muoversi in questa direzione in Olanda sono ad esempio Ing, Rabobank e Abn Amro, in Irlanda Allied Irish Banks, mentre c’è attesa per le banche francesi. Fa eccezione il colosso elvetico Ubs che ha confermato il versamento del dividendo a titolo dell’esercizio 2019. «È una raccomandazione, non una proibizione», ha detto la scorsa settimana Mark Branson, il direttore della Finma a proposito della sospensione del dividendo.

Aggiornamento del 31 marzo 2020:

Il cda di Intesa Sanpaolo si allinea alla raccomandazione Bce e sospende «la proposta di distribuzione cash agli azionisti di circa 3,4 miliardi di euro, pari 19,2 centesimi di euro per azione, all'ordine del giorno dell'assemblea ordinaria convocata per il 27 aprile 2020». L'utile dell'esercizio 2019 sarà assegnato a riserve. L'istituto precisa inoltre che, compatibilmente con le indicazioni Bce e con il «presidio della solidità patrimoniale del gruppo in relazione all'evoluzione del contesto conseguente all'epidemia da Covid-19», intende «convocare un'assemblea ordinaria successivamente al primo ottobre per dare esecuzione alla distribuzione di parte delle riserve agli azionisti entro l'esercizio 2020, anche in considerazione del supporto alla situazione finanziaria delle famiglie e alle erogazioni da parte delle fondazioni particolarmente necessario nel contesto conseguente all'epidemia da Covid-19».

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