Dopo il massacro di Bucha

Stop gas e petrolio russo, nella maggioranza c’è un fronte a favore dell’embargo energetico

Da Letta a Di Maio, alcuni esponenti di punta della maggioranza di governo si espongono in favore di un blocco all’import di idrocarburi dalla Russia. Draghi resta prudente ma si allineerà alle scelte europee

di Mariolina Sesto

Gas: il piano italiano per la sicurezza, tre i livelli

2' di lettura

Dopo il massacro di Bucha, da Letta a Di Maio, avanza nella maggioranza di governo un fronte favorevole a bloccare l’import di gas e petrolio russo anche se, probabilmente, gli effetti per l’Italia non sarebbero indolori.

Letta: quante Bucha prima dell’embargo al gas russo?

«Quante #Bucha servono prima di passare a un embargo completo su petrolio e gas russi? Il tempo è finito» ha scritto su Twitter il segretario Pd Enrico Letta. «Bucha. Noi stiamo col popolo ucraino. Noi stiamo contro la barbarie della guerra di Putin» ha rimarcato ancora su Twitter il leader del Pd pubblicando una foto di Bucha con i cadaveri abbandonati per strada. «You are right» è stata la risposta, in inglese, di Pierferdinando Casini.

Loading...

Anche Di Maio apre al blocco

Ed anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, pur in modo non così esplicito come Letta, apre alla prospettiva di un embargo al gas russo. «Non escludiamo che nelle prossime ore ci possa essere un dibattito sul tema dell’import di idrocarburi dalla Russia» ha annunciato spiegando che la missione in Azerbaigian, la sesta in circa un mese «che riguarda il potenziamento delle partnership energetiche con altri Paesi», è «uno dei tasselli fondamentali per riuscire a renderci indipendenti dai ricatti della Russia sul gas».

Cingolani: i primi mesi non sarebbero critici

Ma è in grado l’Italia di sostenere una misura così drastica? «I primi mesi non sarebbero critici, perché abbiamo riserve non grandissime ma sufficienti ad affrontare i prossimi mesi, anche con la prossima stagione in arrivo» ha detto Roberto Cingolani, ministro della Transizione Ecologica, ai microfoni di 24 Mattino su Radio24, rispetto all’ipotesi della sospensione delle importazioni di gas dalla Russia. «Dovremmo essere molto bravi ad accelerare invece gli stoccaggi, cioè la preparazione delle riserve per l’inverno ’22-’23», ha aggiunto Cingolani.

Macron: misure chiare su petrolio e carbone, ci coordineremo

Intanto anche gli altri paesi europei si muovono. Quello che è successo a Bucha richiede «misure molto chiare» secondo il presidente francese Emmanuel Macron. «Quindi ci coordineremo con i nostri partner europei, in particolare con la Germania» nei «prossimi giorni» ha aggiunto, riferendosi a singole sanzioni e misure su «carbone e petrolio». Con «ciò che sta accadendo», in particolare a Mariupol, ha detto il presidente francese, «dobbiamo inviare un segnale che è la nostra dignità collettiva e i nostri valori che stiamo difendendo».

La linea prudente ma allineata all’Europa di Palazzo Chigi

Sul blocco al gas russo Palazzo Chigi resta prudente. La linea di Draghi è quella di muoversi in sintonia con Bruxelles valutando bene le conseguenze dello stop alle forniture. È fra l’altro possibile che in settimana il premier torni a sentire telefonicamente Vladimir Putin. Dopo aver ammesso il dilemma etico di riempire le casse di Mosca (e quindi in un certo senso finanziare la guerra), il presidente del consiglio lavora su un doppio binario: diversificare le forniture di gas (dovrebbe recarsi personalmente in Algeria) e continuare a spimgere per un tetto europeo ai prezzi del metano. Di questi temi si potrebbe tornare a discutere a fine mese in un consiglio europeo straordinario non ancora convocato.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti