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Stop per il caro energia: allarme in Lombardia

Alcune aziende valutano la fermata a dicembre. Gli appelli a Governo e Ue del pres. di Conf. Lombardia Buzzella e dell’ass. allo Sviluppo Guidesi

di Luca Orlando

(Orlando Bellini - stock.adobe.com)

2' di lettura

I primi effetti sull’inflazione iniziano a manifestarsi. Con gli indici registrati dall’Istat ad impennarsi negli ultimi mesi a causa in particolare dei rincari nell’energia. I dati di ottobre evidenziano una crescita annua del 2,9%, quasi interamente spiegata da carburanti, gas ed elettricità.

Rincari che iniziano a scaricarsi a valle solo parzialmente tra le famiglie e che nel frattempo colpiscono in modo molto più diretto il sistema produttivo mettendo in difficoltà numerose aziende. Rincari che ora potrebbero persino invitare alcune aziende a un ripensamento dei propri volumi produttivi, allarme che parte dalla Lombardia.

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«Il rincaro generalizzato del costo dell'energia - spiega il presidente di Confindustria Lombardia Francesco Buzzella - rappresenta uno shock che rischia di compromettere la ripresa dell'economia italiana nel breve termine. Come Confindustria Lombardia ci risulta che alcune aziende, in particolare medie imprese, stanno valutando di attuare lockdown energetici mirati per fermare la produzione nei mesi di maggior consumo energetico. Si tratta di imprese che non hanno stipulato contratti di lungo periodo e che quindi, dipendendo dall'andamento congiunturale dei prezzi di mercato - triplicati in queste settimane rispetto allo stesso periodo del 2020 –, valutano più conveniente chiudere nel mese di dicembre piuttosto che produrre. A essere compromessa sarebbe la competitività di quelle aziende che in particolare lavorano sui mercati internazionali, essendo quello del ‘caro bolletta' un problema speculativo esclusivamente europeo. La strategia di assorbire i rincari attuata dal governo è evidentemente insostenibile nel medio periodo, perciò è importante che si agisca in fretta sia a livello nazionale che a livello europeo, intervenendo sui prezzi delle certificazioni sulle emissioni di Co2, al fine di fermare la speculazione finanziaria, e lavorando alla creazione di stoccaggi integrati europei come proposto dal Premier Mario Draghi».

Analogo allarme è lanciato dall’assessore allo Sviluppo economico della Regione Guido Guidesi: «Alcune aziende - spiega - hanno già deciso di sospendere la produzione in dicembre, sono molto preoccupato, ci vogliono interventi urgenti da parte del Governo e dell’Europa. La Ue ha deciso di tornare sull’argomento solo a dicembre, è troppo tardi. Evidentemente non si rendono conto della gravità della situazione. Ho evidenziato le mie preoccupazioni anche al governo perché attendere fino a dicembre è troppo rischioso».

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