DOPO IL NUOVO DCPM

Stop a tutti i mercatini di Natale in Alto Adige

Il primo a prendere la decisione in sindaco di Trento: troppo alto il rischio di contagio. Annullati poi anche quelli a Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico e Vipiteno

di L.Ben.

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(Imagoeconomica)

Il primo a prendere la decisione in sindaco di Trento: troppo alto il rischio di contagio. Annullati poi anche quelli a Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico e Vipiteno


2' di lettura

Nel nuovo Dcpm del premier Conte annunciato domenica sera c’è il divieto esplicito a fiere e sagre di paese. Nessun accenno ai tradizionali mercatini delle prossime feste natalizie anche se i sindaci vengono autorizzati a chiusure temporanee di vie e piazze per eventuali rischi di assembramenti. Il rialzo dei casi della seconda ondata e i paletti fissati dal nuovo decreto hanno spinto però il comune di Trento lunedì a rinunciare al tradizionale Mercatino di Natale. La 27/a edizione, il cui inizio era previsto per il 21 novembre, ha detto il sindaco Franco Ianeselli, non si farà.

È infatti evidente come sia troppo alto il rischio di contagio dato dagli inevitabili assembramenti, visto il numero di visitatori che normalmente visitano le casette di piazza Fiera da fine novembre ai primi di gennaio. È quindi anche per senso di responsabilità che la Giunta comunale ha valutato di congelare tutto ad un mese dalla partenza. “Abbiamo anche detto che teniamo al Natale di comunità, quindi potremmo pensare ad altre forme, ma che non ci possano essere i mercatini come è stato negli anni scorsi mi pare ovvio. Al momento ci sembra improbabile che si possano tenere”, commenta il sindaco. Sui contenuti del Dpcm e sulla possibilità di applicare provvedimenti restrittivi, il sindaco, che ha già emesso un'ordinanza che vieta il consumo di bevande fuori dai locali dopo le 22, annuncia possibili estensioni.

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Annullati anche le edizioni di Bolzano, Merano, Bressanone,
Brunico e Vipiteno

La decisione del sindaco di Trento, l’impennata dei contagi e la pressione sugli ospedali nella regione hanno poi spinto il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher ad annunciare martedì in conferenza stampa lo stop definitivo anche agli altri mercatini di Natale del circuito: Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico e Vipiteno. Kompatscher ha sottolineato che, “in questo momento la priorità è garantire il funzionamento della scuola e delle imprese e per questo rinunciamo a tutto quello che non è irrinunciabile”.

La protesta di Confesercenti

Contrario alle nuove direttive del Dcpm Maurizio Innocenti, presidente di ANVA (associazione nazionale commercio su aree pubbliche) Confesercenti che lamenta come il nuovo provvedimento che vieta sagre e fiere sia incomprensibile, poiché colpisce pesantemente un settore, quello del commercio ambulante e delle partite iva, già messo a dura prova anche dopo il lockdown e che ha messo in atto, in questi mesi, tutti i protocolli di sicurezza per garantire la salute pubblica ed il lavoro di migliaia di attività.

“Si tratta di eventi che si svolgono, in gran parte, all'aperto - prosegue Innocenti - nel pieno rispetto delle regole e che rappresentano, in una fase delicata come questa, un momento di socialità importante ed ordinato per le comunità e l'economia locale. Si poteva ragionare sull'anticipo degli orari di chiusura, sia per le fiere del food che del non food, così come non ci sembra corretto scaricare sui sindaci le responsabilità di chiusure di piazze e via in cui si verificano assembramenti”. Nei prossimi giorni sono annunciate iniziative di protesta.

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